Cuma, l’Occidente e le coppie di fatto

 

a cura di Francesco SCARPATO

Da migliaia di anni l’essere umano (di questo pianeta), durante i suoi lunghi periodi storici, ha affrontato il sesso secondo la tradizione o l’usanza della sua etnia o, ancor peggio, secondo una certa scienza ufficiale che ritiene di poter spiegare qualunque cosa e di indicare per giunta i dovuti rimedi per qualunque disfunzione organica. Ma l’evento più distruttivo, e lo è tuttora, della verità intorno al sesso, è l’avvento del tardo cristianesimo e di un certo demenziale cattolicesimo ortodosso. Questa religione ha soffocato nel sangue qualunque idea pura e naturale che l’uomo, seppur stentatamente, riusciva a produrre. Vale per tutti l’esempio del filosofo Giordano Bruno. Ma ritorniamo al nostro argomento.

L’onanismo e l’omosessualità sono pratiche contro natura. Questo afferma la religione cattolica. Neanche tutti i 100 film del comico Antonio de Curtis farebbero più ridere di una tale affermazione. Eppure esistono centinaia di migliaia di cattedrali nel mondo ed un esercito di preti, vescovi e cardinali impegnati ad affermare questa tesi. Innumerevoli trattati e proclami dei Papi hanno sancito più volte che l’omosessualità va condannata. Ricordo l’ultimo viaggio dell’ex pontefice Giovanni Paolo II in California, dove dovette prendere atto che lì era risorta una seconda Sodoma, durante il quale rivolse quest’appello alla comunità gay: “gli omosessuali vanno accettati, però devono praticare la castità!?”.

Vorrei tanto sapere in quali scuole e quali libri hanno letto questi ideologi del neocristianesimo. Forse le pareti di queste scuole erano fatte a “specchi”. Avranno mai letto qualcosa sulla vita sessuale degli antichi Greci; chissà se conoscono l’epopea di Gilgamesh, il più antico poema della storia dell’uomo dove si narra l’amore tra l’eroe Gilgamesh e il suo compagno Enkidu; e che dire della vita sessuale di alcuni Dei greci come il sommo Zeus e il Dio Apollo; Licurgo, un legislatore greco del IV sec. a.c. incentivò e fece istituzionalizzare l’unione omosessuale; e così via con altri numerosi esempi.

Ma forse questi pensatori religiosi confondono l’atteggiamento con il vizio.

Negli anni 80, l’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) ha finalmente stabilito (scoprendo comunque l’acqua calda), che l’omosessualità non è una malattia.

Se c’è qualcosa da condannare, a mio avviso, nella vita sessuale è la prepotenza, la violenza, l’ossessione, l’istigazione alla prostituzione; mentre un atto sessuale consenziente e coscienzioso tra due persone dello stesso sesso è naturale e per certi versi, in alcuni casi esclusivamente fatalistici, genera nuove energie cosmiche.

L’ambrosia si nasconde proprio dietro un atto sessuale che avviene solo ed esclusivamente quando le tre parti che costituiscono essenzialmente i due amanti ( che siano uomo e uomo, uomo e donna, donna e donna): mente, corpo e anima sono in perfetta sintonia, da questa unione nasce la terza forza ovvero l’àmbrotos: L’IMMORTALITÀ.

Conclusioni: è ormai noto e risaputo alle persone fornite di un bagaglio culturale tale da poter affermare di riconoscere i valori, come quello dell’amore omoerotico, riconosciuto e istituzionalizzato, della civiltà occidentale, introdotto nel nostro paese dalle prime colonie greche nell’VIII sec. a.c.. La culla, in Occidente, come è noto, di questa civiltà è stata la colonia magnogreca di Cuma. Da qui si diffuse l’alfabeto euboico che portò alla nascita delle altre lingue neolatine; da qui ebbe inizio la diffusione in tutto l’Occidente delle varie branche dello scibile umano: la filosofia, la poesia, l’arte, ecc. Insomma, gli esponenti del Centro-Destra ignorano sicuramente, nascondendo la testa nella sabbia, di far parte di questa cultura e di quella civiltà; sarà allora frutto di ignoranza, di ipocrisia, di meschinità affossare la saggia proposta di Prodi di riconoscere giuridicamente anche le unioni omosessuali, che darebbe un segno tangibile di degna affermazione delle proprie origini greco-occidentali. Chissà cosa penserebbero quei primi colonizzatori Greci e il grande popolo romano che ereditò gran parte della cultura e dei costumi greci, se potessero fare un viaggio nel passato e vedere che i loro presunti discendenti calpestano e deridono con bieca malevolenza un elemento essenziale della loro anima; sì, proprio l’anima, toccando proprio i loro sentimenti, le passioni, le gioie, i piaceri vissuti senza drammi, incubi o rimorsi, e in piena armonia con se stessi; questi che hanno affermato, sancito e diffuso nel mondo i capisaldi dell’etica occidentale e ispirato i principi democratici, fondamentali di molte Costituzioni europee e internazionali.
Consiglierei, infine, a questi politici di Centro-Destra di non decantare più le origini greco-occidentali, altrimenti potrebbero essere colpiti dai fulmini di Zeus!

[Quella stella del cielo che come meteora discese dal firmamento, che tu cercasti di sollevare ma trovasti troppo pesante, quando cercasti di spostarla, non si mosse e così la portasti ai miei piedi: fui io a farla per te, quale pungolo e sprone, e tu ne fosti attratto come da una donna. Questi è il compagno forte, colui che reca aiuto all’amico nel momento del bisogno. E’ il più forte delle creature selvatiche, è della sostanza di ANU; è nato nelle praterie e lo hanno allevato le alture selvagge; quando lo vedrai sarai lieto, come una donna lo amerai e lui mai ti abbandonerà]
L’EPOPEA DI GILGAMESH ( III millennio a.c.)