LUCI ASSASSINE



   Si sente oggigiorno un gran parlare di inquinamento da rifiuti, di inquinamento elettromagnetico e di tanti altri tipi di inquinamento derivanti da questa scellerata e assurda corsa al consumismo sfrenato. Ma pochi sanno che esiste un altro tipo di inquinamento molto più pericoloso degli altri. Si tratta dell’inquinamento luminoso.

Qualche studioso ha calcolato che se questo tipo di inquinamento continua a protrarsi come negli ultimi 20 anni, su tutto il continente europeo non ci sarà più un luogo da dove poter osservare le stelle. Resterebbero unicamente due luoghi: le HAWAI ed il CILE! Questo per la gioia delle agenzie di viaggio che lancerebbero così  una di quelle campagne pubblicitarie a mo’ di viaggi interstellari creando cosi la nuova ELDORADO DEL TERZO MILLENNIO.

In Italia, come sempre, il problema è sempre più marcato. Infatti su 20 regioni soltanto sei si sono dotate di un dispositivo di legge che regolamenta il risparmio energetico e combatte l’inquinamento luminoso. Esse sono: Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte, Veneto, Lazio, Toscana. Queste infatti supportate da analisi scientifiche, ma soprattutto da buon senso, si sono rese conto dei rischi derivanti dalle forti e dispersive fonti luminose che attanagliano le loro città. Infatti tra gli effetti  derivanti da queste eccessive emissioni luminose ci sono: l’incisiva influenza sulla melatonina (disturbi alla pelle); l’alterazione dei ritmi circadiani (sonno e veglia); l’alterazione della fotosintesi delle piante; sconvolgimenti delle abitudini notturne dei predatori notturni.

A mio avviso, però, esiste un altro effetto molto più dannoso e meno appariscente: LA PERDITA DEL CONTATTO PRIMIGENIO.

Cerco di spiegarmi meglio.

Non vedendo più le stelle o non sentendo più il loro calore invisibile che si irradia per tutto il cosmo l’uomo perde quelle influenze planetarie presenti su tutti gli esseri umani dalla notte dei tempi e che regolano i veri ritmi di vita e di morte. A questo punto l’uomo, privo di queste influenze stellari, resterà in balìa della sua vuota e inutile esistenza, perdendo per sempre la possibilità di risvegliare la sua vera coscienza originaria. E’ il gatto che si morderà in eterno la sua coda. Ma forse è il destino della maggioranza degli uomini. I grandi saggi dell’antichità lo avevano già inciso nelle tavole del tempo infinito: MOLTI SONO I CHIAMATI POCHI GLI ELETTI!

 Vorrei a questo punto denunciare l’assurda decisione di collocare in alcuni luoghi sacri dei Campi Flegrei quegli orrendi lampioni ai vapori di sodio a bassa pressione (luce arancione), le quali non fanno altro che offendere questo divino paesaggio naturale notturno, oltre che impedire la vista del cielo stellato. Possibile che non si riesca a vedere l’orribile contrasto tra l’eccessiva luce arancione irradiante da questi lampioni e la naturale luce delle stelle!

Ecco alcuni luoghi dei Campi Flegrei dissacrati da queste luci:

  1. c.d. Tempio di Serapide (Pozzuoli)

  2. Porto Romano di Miseno (Bacoli)

  3. La panoramica strada di via Bellavista (Bacoli)

  4. Il maestoso Arco Monumentale di Cuma.

Non confido nella volontà dei Sindaci Flegrei, ma nella sensibilità e nell’autorevolezza del Soprintendente ai Beni Archeologici, Stefano De Caro (che riceve per conoscenza questo mio articolo), al quale rivolgo la mia umile richiesta di voler rimuovere queste orrende luci arancione, sostituendole con lampade a vapori di mercurio bianche a bassa luminosità, e ripristinare così il dovuto decoro di questi sacri monumenti. 

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[Ascoltate dentro di voi, e guardate nell’infinito dello Spazio e del Tempo. Là risuona il canto degli Astri, la voce dei Numeri, l’armonia delle Sfere.
Ogni sole è un pensiero di Dio e ogni pianeta un’espressione di questo pensiero. E’ per conoscere il pensiero divino, o anime, che voi con fatica discendete e risalite il cammino dei sette pianeti e dei loro sette cieli.
Cosa fanno gli Astri? Cosa dicono i Numeri? Cosa valgono le Sfere? O anime, perdute o salvate, essi narrano, cantano, valgono il vostro destino!]

Frammenti da Ermete

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Grazie per l’attenzione.

Francesco Scarpato

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