VERDI:

quale ambiente?


Quando il partito dei Verdi si  affacciò per la prima volta sulla scena politica nazionale, si registrarono dei lievissimi miglioramenti nella tanto disastrosa politica ambientale italiana: abbiamo avuto un incremento dei parchi nazionali, alcune città sono state decongestionate dal traffico (anche se a sprazzi); sono state istituite nuove aree protette ecc.

Ma da alcuni anni sembra che il tanto brillante colore “verde” di una volta si stia sbiadendo. Quello che fu un movimento ambientalista trasformatosi poi in  partito assume oggi sempre più i connotati di un partito e meno quello di un movimento capace, com’era una volta, di condurre delle battaglie anche ad oltranza se era il caso o costi quel che costi.

Vediamo ad esempio la perdita del Ministero dell’Ambiente: tipica manovra da “segreterie partitiche”. Per giunta oggi diventa anche un “partito coalizzato” (vedi girasole).

In tutti questi anni ho sperato tanto che il portavoce dei Verdi nazionali o il loro Ministro dell’Ambiente dicesse: “ce ne andiamo dal Governo, poniamo la questione di fiducia, se non si mette subito fine alla barbarie della caccia” o ancora “istituiamo il commissariamento dei Comuni anche per i palesi e gravi reati contro il patrimonio naturale e non solo per infiltrazioni camorristiche o mafiose” o ancora “istituiamo in ogni Comune una task force per i reati ambientali alle dirette dipendenze del Ministero dell’Ambiente”.

Questi ed altri esempi potrei citare, ma si intende io parlo da “uomo libero”.

E che dire delle centinaia di sezioni locali Verdi dislocate su tutto il territorio nazionale dove, invece di intraprendere delle continue iniziative in difesa dell’ambiente, si discute di come far fuori l’avversario della corrente opposta del loro stesso partito oppure fanno fare bella mostra delle loro insegne o ancora per appoggiare questo o quel Sindaco, indipendentemente dal suo operato nelle questioni ambientali, per ragioni di alleanze governative.

E’ veramente questo lo spirito che animò la nascita di un partito verde? Forse nel palazzo circolano troppe correnti?

Per concludere, non mi resta che dire al Partito dei Verdi che forse è arrivato il tempo di fare un AUTODAFE’

[gli enigmatici sentimenti che proviamo inconsciamente
 stanno in rapporto con fatti cosmici,
 e noi possiamo comprenderli conoscendone l’origine:
 essi si manifestano con tanto maggiore chiarezza e veemenza,
 quanto meno l’uomo è condizionato dalla civiltà
]
RUDOLF STEINER

Francesco Scarpato

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