FRANCESCO D'ASSISI

Il messaggero divino

 

 

Tralascio di narrare la storia di Francesco d’Assisi, potendola attingere semplicemente da un libro qualsiasi che parli di lui o da uno dei tanti  testi enciclopedici. Non aggiungerei niente di nuovo.

Voglio invece parlare di Francesco d’Assisi cercando le verità sulla sua vita e sul suo transito terrestre direttamente dall’invisibile“ regno dello spirito”, all’interno del quale la nostra realtà è immersa. Questo regno dello spirito, per volontà divina, è riservato agli “iniziati”, ai “prescelti” alle persone dotate di coscienze particolarmente evolute.

Faccio una considerazione. L’aria intorno a noi è piena di elementi eterei sovra-ordinanti che muovono i destini di ogni essere vivente; nella stessa aria sono eternamente condensati i principi che regolano l’intero universo conosciuto e non conosciuto. Queste leggi universali, o principi, attraversano le epoche storiche e le sfere interplanetarie da tempi immemorabili. Esse riescono a manifestarsi in determinate epoche umane o ere stellari sotto forma di grandi materializzazioni come possono essere le forme dei pianeti, delle stelle o dei cicli naturali. Alla stragrande maggioranza degli uomini è dato di vedere solo le manifestazioni apparenti di queste leggi cosmiche. Mentre durante alcune epoche storiche avviene una sorta di incarnazione di queste leggi in alcuni essere umani “prescelti”, allo scopo di riordinare o equilibrare il principio supremo dell’esistenza che potremmo chiamare ARMONIA, dispensatrice di quel dono tanto ambito dagli uomini: L’IMMORTALITA’.

Questo dono divino viene elargito a pochi,o altrimenti raggiungibile solo quando un essere umano riesce a far rispecchiare l’intero universo dentro se stesso. In altre parole, riuscire a incorporare l’eterno principio alchemico: il macrocosmo nel microcosmo = il cosmo nell’uomo.

Francesco d’Assisi non era altro che l’incarnazione di queste leggi cosmiche. La sua funzione era quella di esternare, evidenziare, questi principi universali affinché fossero trasmessi, e quindi a sua volta incorporati, da altri uomini. Questo processo di trasmissione occulta sarebbe servita a riequilibrare le forze armonizzatrice dell’universo. Esse reagiscono, infatti, in caso contrario, o sotto forma di cataclisma, diluvi universali, inabissamenti. Esse possono, altresì, manifestarsi sotto forma di “pensieri solari”. Francesco d’Assisi, con il suo transito terrestre, ha cristallizzato questi pensieri solari lasciando delle testimonianze umane attraverso il suo modo di vivere e la sua scrittura Egli infatti affermava: “l’uomo peccatore può superare l’abisso che lo divide dal Creatore, avviandosi sul ponte mistico che le creature dell’universo (sole, luna, stelle) e gli elementi costitutivi del mondo (aria, acqua, fuoco, terra), suoi fratelli e sue sorelle, gli additano e gli offrono mentre lodano Dio con la loro stessa esistenza”.

Dunque, Francesco d’Assisi era stato scelto per incarnare dei principi universali, rappresentazioni di leggi cosmiche.

Per finire, racconto due episodi emblematici del fatto che Francesco era rivestito di elementi divini.

Narra san Bonaventura di Bagnoregio nella Leggenda maggiore la morte di Francesco d’Assisi: “Le allodole, che sono amiche della luce e hanno paura del buio della sera, al momento del transito del santo, pur essendo già imminente la notte, vennero a grandi stormi sopra il tetto della casa e, roteando a lungo con non so quale insolito giubilo, rendevano testimonianza gioiosa e palese alla gloria del santo, che tante volte le aveva invitate a lodare Dio”. Quel loro canto straordinario, data l’ora inconsueta, celebrava la luce soprannaturale che esse vedevano intorno al corpo di Francesco, luce riflessa dell’Eterna Luce.  

Il secondo episodio è legato al convento della Porziuncola dove viveva Francesco d’Assisi. Si racconta che una notte di gennaio, in preda alle tentazioni, Francesco uscì nudo dalla cella gettandosi in un roveto; l’arbusto si trasformò in quel rosaio senza spine che fiorisce ancora oggi nei pressi della cappella del Roseto, a Santa Maria degli Angeli.

Francesco Scarpato

 

[Essere distrutti per sempre dopo la morte. Sebbene questa sia la sorte di ogni vita, la Grande Natura ha tuttavia dato ad alcune forme di vita - e in questo caso l’uomo - la possibilità di non essere solo cieco strumento al servizio dei disegni oggettivi del Tutto Universale; essa gli ha dato i mezzi, pur continuando egli a servirla, di compiere coscientemente ciò che è stato a lui predestinato, di produrre più di quanto non gli sia richiesto e di utilizzare questa eccedenza per il suo “egoismo”, cioè per la individuazione e la manifestazione della sua stessa individualità] Georges Ivanovic Gurdjieff

 Torna indietro

 

home page