G8 e NATURA

ovvero

L’ABISSO DELL’INCOSCIENZA


Masse di ragazzi e ragazze si muovono verso una città chiamata Genova; partono, abbandonano le loro case, un piccolo esodo è in atto. Ma cosa ci sarà mai di così importante in questa città. Dicono che lì si riuniscano dei capi di Stato per decidere sui grandi temi dell’economia mondiale in altre parole per decidere le sorti del pianeta Terra. “L’omologatore” per eccellenza, la televisione è in grande fermento, attimo per attimo, vengono seguiti gli sviluppi di quest’incontro. Tutti ne parlano.

Quando ascolto questa sigla, G8, personalmente preferisco pensare al pittore e architetto italiano Giotto, nato nel 1267 a Vicchio di Mugello e morto a Firenze nel 1337. Un uomo che, a dispetto delle sue condizioni di povertà, è riuscito ad elevarsi nell’arte della pittura fino a diventare un genio, un artista innovatore, creatore di un nuovo e unico modo di dipingere. Insomma, è l’uomo che rompe i canoni prestabiliti per superare se stesso e ritrovare la propria genialità.

Quanti dei ragazzi e delle  ragazze presenti a questo raduno genovese hanno avuto questo processo di individuazione, indispensabile per avere una società evoluta e differenziata capace di prendere delle decisioni coscienziose? Risposta: nessuno.

Esempio. Che cosa li spinge veramente a partire? E’ la voglia di essere protagonisti di un evento di moda, né più né meno di quando vanno a vedere la loro squadra del cuore in trasferta. Ma questo è presente in loro a livello subliminale. Esternamente sono i paladini della fame del mondo, dei processi industriali inquinanti, ecc. In realtà sono burattini manovrati dagli ideologi della neoborghesia o peggio ancora dai “prestigiatori” dei mezzi d’informazione, i quali farebbero danzare su un solo piede anche le loro nonne pur di poter scrivere su questa illusoria realtà.

Ma queste masse “incappucciate” sanno veramente che cosa sia la povertà? O per meglio dire, l’avranno interiorizzata o e solo un esercizio verbale. Qual’è il loro stile di vita. Un vero stile francescano? Forse sono, come credo, “figli di papà” oppure i nuovi “figli dei fiori”.

Quanti hanno un comportamento pienamente rispettoso verso la Natura. Forse nessuno. Infatti non ho mai visto altrettante grandi masse muoversi per i disastri ambientali che quotidianamente avvengono sotto gli occhi di tutti.

Così come accade negli stadi, anche in queste manifestazioni, laddove manca la piena consapevolezza in quello che si fa, subentra sempre la violenza. A questo si aggiunge un accumulo di tensione incosciente pronta a scaricarsi in vari ambiti, siano essi familiari, sociali o anche su se stessi sotto forma di gesti maniacali.

Riguardo, infine , ai capi di Stato, sono soltanto capi di se stessi. Uomini illusi di poter dominare i grandi eventi mondiali. Ignari del fatto che gli eventi del mondo sono soggetti ad un ordine universale e immutabile delle cose.

[Von der Gewalt, die alle Wesen bindet, Befreit der Mensch sich, der sich überwindet.]
[
Dalla forza che lega tutti gli esseri, E’ libero l’uomo che supera sé stesso
- GOETHE]

 

Francesco Scarpato

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