POZZUOLI ALLE URNE

HIEROS LOGOS


Passeggiando un giorno tra gli atomi vaganti dell’ETERNO RITORNO, mi imbatto in un aggregato di aurei pensieri; li riconosco, sono quelli del filosofo Pitagora!

A questo punto mi viene in mente che Pitagora è nato sull’isola di Samo, la stessa isola dalla quale partirono i primi coloni che fondarono poi la città di Pozzuoli (530 a.c.) chiamandola Dicearchia (il governo dei giusti) . Ma cosa è rimasto a Pozzuoli dell’ antica ed eterna saggezza del filosofo di Samo. A giudicare dal modo in cui è stata amministrata in tutti questi anni, direi proprio un bel niente. E’ possibile fare qualcosa per rimediare? Certo, attuando innanzitutto una saggia politica ambientale. Non ci può essere nessun progresso in nessun campo della società civile se non si salvaguarda la Natura come valore intrinseco. Solo immergendosi nell’ armonia della Natura l’uomo potrà trovare la soluzione ai suoi innumerevoli problemi sociali ed esistenziali (per alcuni di loro, secondo un antico e sconosciuto insegnamento, è prevista addirittura l’immortalità!). Parte di quella  saggezza giace ancora sotto le viscere della  moderna città Pozzuoli. Proviamo allora a chiedere allo stesso Pitagora, quali potrebbero essere le giuste proposte per un reale risanamento ambientale della città.

Pitagora: “Caro ragazzo, la tua mente cristallina e la tua Anima Universale mi spingono ad essere aperto e benevolo nei tuoi confronti, nonostante la mia ferma ostinazione a non rivelare certe verità. Coraggio, allora, chiedi pure.”

Il ragazzo: “Maestro, il 13 maggio del 2001 si voterà per eleggere il nuovo Sindaco a Pozzuoli. Come saprai, questa sacra terra custodisce dei tesori naturali che riversano ancora in uno squallido degrado. Parlo, per esempio, del Lago Lucrino e del Lago D’Averno. Potresti dirmi in definitiva, quali iniziative si dovrebbero intraprendere affinché l’ambiente a Pozzuoli torni a quote più normali.

Pitagora: “Mio caro ragazzo, sappi una cosa, le anime di quegli uomini che hanno deturpato e mal amministrato questi tesori naturali, per una legge cosmica, incomprensibile agli esseri umani, non andranno da nessuna    parte, anzi rimarranno imprigionate in una delle forme inanimate della Natura. Ricorda questo detto: tutto è materiale. Quindi, non temere tutto accade per un disegno divino. Tu vuoi che mi cali in una incipiente anima di un comune mortale della vostra città. Ebbene sia. Ecco cosa bisogna fare:

  1. individuare gli strumenti per una maggiore ed efficiente tutela del patrimonio ambientale e culturale. Si dovrà quindi prevedere di far stipulare tra il Comune ed alcune Associazioni ambientaliste, dotate di guardie giurate ambientali, delle convenzioni per la vigilanza ambientale su tutto il territorio di Pozzuoli: bracconaggio, inquinamento da rifiuti, discariche abusive, abusivismo edilizio, commercio illegale di animali, maltrattamento di animali domestici sono soltanto alcune delle problematiche che sarebbero affrontate e risolte. In accordo con la Soprintendenza Archeologica di Napoli, le suddette guardie potrebbero vigilare anche sui monumenti archeologici soprattutto su quelli semiabbandonati e poco custoditi;

  2. Il Comune deve prevedere l’istituzione di Commissioni Integrate per le questioni ambientali e culturali, all’interno delle quali deve essere prevista, oltre alla presenza dei Consiglieri comunali delegati, anche la partecipazione delle Associazioni culturali e ambientaliste e dei rappresentanti delle istituzioni scientifiche e scolastiche presenti sul territorio;

  3. Si deve creare il Parco dei Due Laghi (L. Lucrino e L. D’Averno). Per far ciò bisogna acquisire i due laghi al patrimonio comunale. Vanno richiesti finanziamenti alla Comunità Europea e al Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali. Sulle loro sponde si dovranno installare dei capanni in legno per il birdwatching, nonché dei percorsi pedonali e per passeggiate in bicicletta;

  4. In previsione dell’istituzione definitiva dell’EnteParco Regionale dei Campi Flegrei, il Comune dovrà prevedere un Ufficio Parco, all’interno del quale dovrà lavorare uno staff composto, oltre al rappresentante del Comune di Pozzuoli nel Consiglio Direttivo del Parco, previsto per legge, anche da consulenti ambientali, incaricati dal Consiglio Comunale, e da un funzionario dell’Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo di Pozzuoli;

  5. Il Comune deve promuovere la conoscenza e l’apprendimento professionale delle tematiche riguardanti il lavoro e le professioni in campo ambientale. In particolare si dovranno prevedere per gli Istituti Scolastici Professionali Statali attività extrascolastiche nei parchi naturali e archeologici per la conoscenza e lo sviluppo di attività lavorative. Il Comune dovrà favorire inoltre la nascita di cooperative giovanili di guide e accompagnatori turistici, nonché di cooperative di servizi ambientali per la gestione dei parchi cittadini. Per i lavoratori socialmente utili si dovranno avviare dei corsi di formazione, finalizzati alla conoscenza delle leggi di tutela ambientale e di metodologie per il recupero e la gestione di aree degradate;

  6. Il Comune dovrà essere motore propulsore per una regolamentazione delle attività turistiche e ristorative. In particolare il Consiglio Comunale dovrà adottare dei regolamenti in grado di far rispettare la natura e il paesaggio del territorio: regolamento per le fonti luminose, regolamento per le emissioni sonore, regolamento per le attività balneari, ecc;

  7. Il Comune dovrà istituire un Numero Verde per le emergenze ambientali. Tale servizio potrà essere affidato, mediante delle convenzioni, alle associazioni ambientaliste, le quali a turno potranno garantire un servizio continuativo ed efficiente;

  8. Il Comune dovrà istituire un servizio di trasporto navetta-bus con partenza dal Porto di Pozzuoli con destinazione Parco degli Astroni. Portando così a conoscenza dei cittadini di un tesoro naturale ricadente per tre quarti della sua estensione nel territorio di Pozzuoli.

 

[Vedrai come i mali che divorano l’uomo sono frutti della sua scelta; e il misero cerca lungi da sé quel bene che in lui stesso ha fonte]

Pitagora

 

Francesco Scarpato

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