“DELENDA NATURA”



   Nel 1986 l’Unione Europea  inserì nella lista del patrimonio naturale da salvare 1600 aree naturalistiche italiane  e per quali si sarebbero dovuti adottare provvedimenti speciali di tutela.

La stessa Comunità Europea aveva infatti già emanato nel 1979 una Direttiva sulla salvaguardia degli uccelli, raccomandando i paesi membri di individuare delle aree in grado di poter garantire la loro sopravvivenza. Nel 1992 nasce così la direttiva HABITAT, la quale detta degli indirizzi per la conservazione degli habitat naturali, della fauna e della flora.

Sulla base di questa Direttiva, i 15 Stati Membri hanno proposto un elenco di Siti di Importanza Comunitaria (SIC), per i loro propri paesi. Questi siti una volta esaminati e accettati dagli Stati Membri confluiranno entro il 2004 in un’altra lista di aree designate come Aree Speciali di Conservazione (SAC). E qui si dovranno stabilire i metodi e le misure di gestione di queste aree in un’ottica di conservazione a carattere comunitario.

L’Italia propone 2480 siti per una superficie di 46.074 Kmq, poco più di un sesto dell’intera superficie italiana. Nella classifica europea, per unità di superficie proposta, l’Italia è al secondo posto dopo la Spagna (70.250 Kmq). Dei 2480 siti italiani, 132 sono stati individuati nel territorio della Regione Campania.

In particolare nella Provincia di Napoli sono stati individuati 36 siti di cui 12 si trovano nei Campi Flegrei. Essi sono :

  1. Capo Miseno

  2. Cratere degli Astroni

  3. Fondali marini di Procida e Vivara

  4. Isola di Vivara

  5. Isolotto di S. Martino e dintorni

  6. Lago d’Averno

  7. Lago Fusaro

  8. Lago Lucrino

  9. Lago Miseno

  10. Monte Barbaro e Cratere di Campiglione

  11. Monte Nuovo

  12. Stazioni di Cyanidium caldarium di Pozzuoli (Solfatara)

 Considerato lo stato di quasi totale abbandono e degrado nei quali versano alcuni di questi siti flegrei,  le Amministrazioni  locali  preposti alla progettazione e all’attuazione di iniziative rivolte al loro recupero, non hanno in tutti questi anni mai utilizzato efficacemente i fondi che la Comunità Europea ha messo a disposizione già a partire dal 1992 (Regolamento n°1973 del 1992).

Sono passati 9 anni e nessun Sindaco, solo per citare qualche esempio, è stato in grado di presentare un progetto ecocompatibile di recupero del Lago Lucrino e del Lago d’Averno e porre fine così al vergognoso stato in cui riversano ancora oggi questi due sacri monumenti naturali.

La gestione di questi ambienti naturali dovrebbe, a mio avviso, essere sottratta ai politici di palazzo ed essere affidata invece a persone che siano dotati di passione e sensibilità verso la Natura se non addirittura  che abbiano un’anima francescana.

Diversamente si rischierà di trasformare questi luoghi sacri naturali in “aree di divertimento” per il Dio Consumo.

 

[Non appena si fa luce nell’uomo, non vi è più nemmeno fuori di lui; non appena in lui la pace, si placa anche il tumulto dell’Universo, e le forze della Natura in conflitto trovano pace entro stabili limiti]

F. Schiller

 

Francesco Scarpato

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