25 ottobre 2005 - Anno I

Numero 0

NEWS

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Campi Flegrei

POLITICA E POLITICI NEI CAMPI FLEGREI:

UN INVITO AL DIBATTITO E AL RINNOVAMENTO DELLE IDEE

Di Nicola Magliulo


L’interessante dibattito estivo, ospitato da Repubblica, ha messo in evidenza che, a Pozzuoli, il capitale umano e istituzionale, essenziale nel promuovere lo sviluppo e il buongoverno di una città, appare cattivo e inadeguato.
 

In realtà il problema può tranquillamente essere esteso ai Campi Flegrei, e non solo.
Ma un limite significativo ci pare emerso in questo utile e stimolante dibattito, nel modo in cui in generale ci si schiera a difesa, o a condanna, dei nostri politici e amministratori, e con cui si discute intorno a questi temi: se non si vuole, infatti, che il rilievo della deficienza di capitale umano non si esaurisca in una litania o predica moralistica, bisogna che ci si domandi: perché il ceto politico e burocratico flegreo appare inadeguato, e come potrebbe non esserlo? Lo è, ad esempio, per gli stessi limiti che manifesta nell’intero meridione, in Italia, o ha una sua specificità, eterogeneità?

 

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In questo numero:

1) Una prima risposta a queste domande individua nella composizione e nelle caratteristiche antropologiche, sociali, culturali e individuali del ceto politico, la causa principale del suo basso livello: ovvero nell’essere i nostri politici prevalentemente incolti, avanti negli anni, disonesti, desiderosi di arricchirsi e spassarsela quanto più possibile e a qualsiasi costo, irresponsabili, privi di idee e incapaci di guardare oltre l’orticello, irrispettosi delle regole. A questa diagnosi segue la relativa terapia: la formazione di una nuova classe dirigente, la promozione di un ricambio del ceto politico, a partire da quello di generazione e di genere (se guardate l’elenco dei consiglieri e amministratori della Pozzuoli repubblicana, ad esempio, le donne si contano sulla punta delle dita). Ricambio che dovrebbe avvenire attraverso una "rivoluzione culturale" che investa i partiti e la società civile, o che sia operata tramite il forcipe delle inchieste e delle defenestrazioni per via giudiziaria.

2) Nella seconda risposta prevale invece l’opposta interpretazione: se uomini di tal fatta e un tessuto civile insano prevalgono e determinano un tale malgoverno, è perché sono prodotti e agevolati da un sistema, da leggi, regole, prassi, equilibrismi di coalizione e di partito, veti incrociati, che selezionano e attirano gli uomini peggiori, gli affaristi e i mediocri. E in questo caso la terapia si fonda essenzialmente sul mutamento delle regole del gioco, degli equilibri e forme della rappresentanza e dei poteri.

Vediamo come, inserendo queste risposte in un orizzonte più ampio, si possa intravedere una qualche possibilità di venire fuori da questi punti.

Siamo governati dalla camorra?

La stagione dei sindaci, nello scorso decennio, aveva sì fatto emergere singole personalità, ma esse erano messe al servizio, almeno nella prima fase, del rinnovamento della partecipazione politica e dei partiti, della selezione di una nuova classe dirigente, della stabilità ed efficacia dei governi locali.
In questi giorni il popolo delle primarie, che supera di circa tre volte il numero di iscritti ai partiti del centrosinistra,    continua....

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