Istruttori professionali,
Istruttori professionisti.

Servizio a cura di: Mario Colabella

Istruttore: parola magica che stimola ammirazione, rispetto, sottomissione.

Istruttore: figura pseudo-mitologica, metà uomo e metà dio, a cui gli allievi si abbandonano, pendendo dalle sue labbra ed affidandogli la propria incolumità durante le immersioni.

Chi è veramente questo strano essere sempre pronto a dare una risposta ai vari quesiti, che segue con occhi vigili i comportamenti in acqua dei suoi discenti, che è pronto ad intervenire all'occorrenza con rapidità e determinazione?

Caratterizzato dalle estrazioni culturali più diverse, egli parla dei vari argomenti con estrema disinvoltura e padronanza perché gli allievi hanno diritto ad avere risposte chiare, precise, inequivocabili.

Allora un Istruttore vale l'altro? No perché anch’egli, pur appartenendo all’Olimpo, in fondo è un uomo e come tale ha pregi e difetti; ha carattere scontroso o accomodante, è severo o docile con gli allievi, è più o meno capace a coprire il suo ruolo e spetta solo a lui dimostrare di essere un buon Istruttore; non ha alcuna importanza che didattica adotti, è lui il calice al quale gli allievi placano la sete che li ha spinti a frequentare un corso, è lì solo, indifeso, esposto al severo giudizio dei discenti, che non impiegheranno molto a valutarlo.

Viene voglia di domandarsi: in base a cosa può definirsi capace un Istruttore? Dall’attrezzatura che possiede? Da quante stelle sono impresse sul suo petto (che siano o meno meritate)? Da ciò che riesce a vendere agli allievi durante e dopo il corso?

No, solo da ciò che lascia dietro di sé, da quello che sa trasmettere, dal modo semplice e chiaro con cui espone le nozioni, perché ha padronanza degli argomenti, dalla sicurezza che infonde durante le immersioni, perché sa badare a se stesso ed agli altri, dalla serietà e correttezza con cui svolge i corsi, perché ha rispetto per gli allievi che si affidano a lui ed hanno pertanto diritto di avere il meglio, dalle capacità che dimostra nell’organizzare lezioni in aula ed immersioni senza alcuna provvisorietà, dal rispetto che incute negli allievi che, con stima, ricorderanno sempre il proprio Istruttore perché ritenuto degno di tale titolo e... perché no? Dalla necessaria umiltà che ha il dovere di manifestare perché ricorda di essere stato lui stesso allievo.

Quindi, un Istruttore capace come può definirsi? Con un’unica semplice parola: professionale perché solo la professionalità dell’Istruttore può dare agli allievi la consapevolezza di aver investito bene tempo e danaro per la frequenza al corso.

Sempre più spesso invece si sente parlare di Istruttori professionisti, dando a quest’appellativo una patina dorata e luccicante, come se professionismo fosse garanzia di risultato.

L’Istruttore professionista (chiedendo scusa per il gioco di parole), visto nella sua più intima e materiale radice, è una persona che ha fatto della sua attività una professione, ricavandone il meritato riscontro. Questo però è soltanto un aspetto pratico che non ha alcuna corrispondenza con le qualità richieste… o meglio, queste dovrebbero essere scontate ma è sempre così?

Scontate… in genere si dà per scontato qualcosa che esiste già ma la professionalità di un Istruttore è scontata? Ad esempio, tutti gli Istruttori che amano definirsi professionisti, sono anche… anzi, innanzitutto, professionali? Perché tale  un Istruttore dovrebbe preoccuparsi di essere, ancor prima di definirsi professionista.

Il professionismo è un aspetto fine a sé stesso e fa bene solo all’Istruttore, la professionalità fa bene alla didattica.

Mario Colabella

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