La muta umida

prima parte

  


A cura di: Fabrizio Pirrello


Premessa

Il confort è il desiderio di ogni subacqueo. Quando un subacqueo si immerge al di fuori della propria personale zona di confort, gradualmente il piacere dell'immersione diminuisce. Una delle principali cause di questo calo di confort è sicuramente il freddo.

Il sintomo più evidente degli effetti del freddo è un senso di fatica eccessiva alla fine dell'immersione, fatica che produce inevitabilmente un calo della motivazione.

E' altrettanto vero che ciascun subacqueo ha una differente zona di confort in relazione alla sua maggiore o minore tolleranza allo stress indotto da cause esterne. Tuttavia è indubitabile che un subacqueo che si immerge con una muta umida ha una zona di confort molto limitata.

Infatti la protezione termica offerta da una muta umida è fortemente influenzata dalla sua vestibilità, dal suo spessore, dalla qualità del suo neoprene, dalla profondità dell'immersione (schiacciamento del neoprene), e dalla temperatura dell'acqua. La muta da immersione assolve quindi ad una funzione di protezione termica (ma non solo).

Valutiamo una muta umida

Definiamo cosa intendiamo per muta umida:
capo con proprietà termo-isolanti all’interno del quale penetra una certa quantità di acqua che si riscalda a contatto con il corpo; minore il ricambio di acqua maggiore l’isolamento termico.

Passiamo alle caratteristiche  da esaminare per distinguere una muta in neoprene da un’altra.

Poniamoci i seguenti interrogativi:

§        Con quale materiale è realizzata?

§        Che vestibilità ha?

§        Quale cura nella confezione?

§        Dove è realizzata?

§        Quali dettagli utili presenta?

 

I materiali.

Il materiale che viene normalmente utilizzato per la confezione delle mute da immersione è il neoprene.

Il “neoprene” è una mescola di gomma sintetica nella quale, durante il processo di fabbricazione, vengono iniettate delle bolle di gas che lo rendono morbido, spugnoso e coibente.

Il neoprene ha una capacità isolante strettamente legata al suo spessore ma non solo. Una muta spessa non è di per sé coibente se non veste bene. Vestire bene significa che non deve creare sacche d’aria, deve essere cioè come una seconda pelle. Da non trascurare inoltre la qualità del materiale usato nella confezione e la cura posta nella sua realizzazione.

Attualmente esistono svariati produttori di neoprene per lo più localizzati in Giappone, USA, UK e Cina. Giusto per fare qualche nome di neoprene citiamo Sheico, Heiwa, Yamamoto, Seamate, Rubatex, Sorbo, Mc Alban, ed altri.

Quando leggiamo sul cartellino di una muta in neoprene la semplice sigla XXX, ciò nulla ci dice sulla qualità del neoprene.

Infatti ogni produttore ha in catalogo materiale adatto a determinati impieghi, ovviamente con caratteristiche differenti.

Schematizzando, per gli sport acquatici abbiamo neoprene adatto per:

·        Sport di superficie

·        Immersione sino a 30 metri

·        Immersione sino a 50 metri

·        Immersione sino a 70 metri

Guarda caso il costo è crescente all’aumentare della profondità d’impiego.

La differenza è notevole come si può facilmente comprendere: valutate la compressione alla quale viene sottoposto il neoprene di una muta durante l’immersione. Tale differente resistenza allo schiacciamento in immersione si definisce resistenza alla compressione ed è legato alla densità delle cellule del neoprene. La densità del neoprene è un fattore critico da valutare: maggiore la densità, migliore la qualità. Ovviamente differenti impieghi richiedono differente densità.

Un foglio di neoprene è caratterizzato anche da coefficienti di elasticità e di memoria elastica. In pratica il coefficiente di elasticità ci dice quanto il neoprene si può allungare in una certa direzione mentre la memoria elastica ci dice come il neoprene una volta stressato ritorna alle dimensioni originali.

Abbiamo quindi visto che un foglio di neoprene si caratterizza per:

§        Produttore

§        Impiego (superficie e immersione)

§        Densità delle cellule

§        Resistenza alla compressione

§        Coefficienti di elasticità (allungamento)

§        Memoria elastica

Molto complesso valutare tutti questi fattori già per un tecnico, apparentemente impossibile per un subacqueo medio. Vedremo che esistono determinati trucchi per individuare alcune delle caratteristiche del materiale.

La faccenda si complica non poco quando al nudo foglio di neoprene andiamo ad aggiungere le fodere.

La fodera è uno dei principali fattori di costo del foglio di neoprene. Alla fodera sono legate molte caratteristiche funzionali della muta finita.

Cerchiamo di schematizzare anche per le fodere:

§        Antitaglio (conferiscono robustezza e resistenza alle abrasioni; costose)

§        Nylon (le più comuni ma anche le meno pregiate; economiche ma dipende molto dal tipo di nylon impiegato)

§        Lycra (pregiata per i colori che può conferire al neoprene; elastica ma delicata; costosa)

§        Ultrastretch, Supratex, e similari (fodere che si estendono in tutte le direzioni e conferiscono alla muta in neoprene una elasticità superiore; molto costose e non sempre adatte a tutti gli usi)

§        Plush e similari (fodere termiche che dovrebbero conferire maggiore termicità; economiche e con caratteristiche lontane da quanto dichiarato)

Nella scelta del modello più adatto, dobbiamo valutare quale sarà il tipo di utilizzo prevalente. Non esiste in assoluto un materiale ideale, ma solo il più adatto per certe condizioni.

 

La vestibilità

In una muta umida l’aspetto vestibilità riveste un ruolo importantissimo. Buona vestibilità significa poche o nessuna sacca d’aria: ricambio d’acqua minimo e quindi massima termicità.

La muta umida deve aderire senza costringere alcuna parte del corpo.

Il disegno

Sebbene quando si parla di disegno ci si riferisce quasi esclusivamente all’aspetto estetico del capo, il disegno è importante. Non bisogna trascurare che il disegno equivale alla realizzazione di un’idea-progetto. Ogni disegno risponde a scopi ben precisi che possono essere: vestibilità anatomica, look gradevole, minimizzare sprechi di neoprene, limitazione delle infiltrazioni, ecc.

Cura nella confezione

Abbastanza spesso la differenza tra una muta ed un’altra si evince già dalla cura con cui è confezionata. Cuciture, incollaggi, bordature vanno presi in esame.

Luogo di produzione

Non sempre ma spesso le realizzazioni “orientali” non sono all’altezza di quelle europee o statunitensi.

 Dettagli utili e futili

Guardiamo con attenzione ai particolari e cerchiamo di distinguere quelli utili da quelli inutili.

Le ginocchiere o rinforzi alle ginocchia allungano considerevolmente la vita utile della muta.

Le bordature in tessuto in corrispondenza di giacca, salopette ecc. sono sinonimo di qualità e cura.

Gli inserti in materiale ad alta elasticità sono molto funzionali (se poi la muta è tutta in tali materiali molto meglio). Le cerniere: le cerniere stagne meglio in metallo e le cerniere delle umide meglio in plastica.

Il consiglio per una scelta consapevole

La prima cosa da fare è farsi un’idea delle immersioni che si ha intenzione di effettuare: dove ci si immerge, quando ci si immerge, per fare cosa, quanto spesso ci si immerge, quanta comodità desideriamo, quante mute intendiamo acquistare.

Valutate con calma e riflettete senza guardare troppo a ciò che altri usano. Un negozio specializzato sarà in grado di fornirvi tutte le informazioni di cui avete bisogno. Soprattutto non acquistate a scatola chiusa: pretendete di vedere vari modelli.

Individuato il modello che soddisfa le vostre necessità passiamo alla scelta della taglia corretta. Anche in questo caso misurate più mute. Dovete trovare quella che vi calza bene. Giudicate anche da soli effettuando a muta calzata dei movimenti rapidi delle braccia (se sentite masse d’aria che si spostano all’interno, la taglia è abbondante). Notare che l’abbondanza delle taglie standard consente quasi a tutti di trovare la muta adatta. Se proprio siete fuori standard potete ricorrere al su misura. Esistono anche dei produttori che consentono di abbinare taglie diverse per giacca e pantalone (grosso vantaggio).

Valutiamo la qualità:

§        occhio alle fodere (antitaglio, e nylon rinforzato sono il meglio per la robustezza; lycra per l’estetica)

§        saggiamo il peso della muta (a parità di modello una muta più pesante equivale a dire che il neoprene è più denso; cioè vi sono meno bolle di gas all’interno e quindi sarà più coibente)

§        le rifiniture (ginocchiere, bordature, cerniere, ecc.)

§        pizzichiamo il neoprene come se volessimo saggiarne lo spessore (in realtà ne valutiamo la compattezza e la memoria elastica)

§        valutiamo l’elasticità

In sintesi, per un acquisto consapevole rivolgetevi ad un negozio specializzato in subacquea. Pretendete di vedere e misurare più mute, fatevi consigliare e spiegare le caratteristiche tecniche, toccate più modelli. Un negozio specializzato significa acquistare insieme al prodotto anche un servizio: la cortesia, la disponibilità e la competenza del personale. No deciso a personale frettoloso e poco disponibile!

Il costo è un parametro che abbiamo volutamente trascurato

Infatti, riteniamo che il costo di una buona muta non vada visto solo come costo iniziale di acquisto, ma vada rapportato al tempo di utilizzo. Infatti una buona muta umida è destinata a durare anni ed allora il costo per immersione di una umida molto costosa può risultare paradossalmente più basso di quello di una economica. Una buona muta non può essere economica! Inoltre il costo è variabile in relazione al modello.

Nei prossimi articoli prenderemo in esame singolarmente i vari tipi di mute umide presenti sul mercato, analizzandone i pregi ed i difetti:

§        due pezzi

§        monopezzo

§        combinate

§        semistagne  

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