TEST: SEAHORSE SEATEC


A cura di: Fabrizio Pirrello


Analizziamo un equipaggiamento estremamente tecnico come il SEAHORSE della statunitense SEATEC.

Per le mie esigenze il giubbetto equilibratore è volutamente essenziale: sacca posteriore ed imbrago con schienalino inox. In pratica niente fronzoli per avere la massima libertà di movimento in tutte le fasi dell’immersione.

La configurazione normalmente adottata prevede anche bombole di fase ed una serie di accessori quali lampada e reel. Ovviamente ognuno è libero di configurare come crede il proprio equipaggiamento grazie alla presenza di 4 anelli a D in acciaio mobili sull’imbrago. Il quinto anello è fissato alla chiusura ventrale in corrispondenza dell’incrocio cinghiaggi del sottocavallo e serve per agganciare uno scooter subacqueo. La sacca posteriore è a “ferro di cavallo” in cordura e sacca interna in poliuretano.
La sacca non presenta elastici in quanto la filosofia costruttiva della SEATEC li ritiene inutili se non dannosi.

Anche qui, senza volere innescare polemiche, si tratta di diverse filosofie di approccio all’immersione tecnica.
Personalmente non uso elastici di contenimento per due motivazioni che ritengo importanti:

  • In caso di foratura della camera gli elastici causerebbero uno gonfiaggio rapido e conseguente perdita d’assetto

  • La movimentazione della massa di gas all’interno della camera non avrebbe piena libertà di movimento

Il discorso della ridondanza in immersione, con riferimento al jacket, lo applico con un pallone di sollevamento da 30 kg che porto sempre con me. La scelta è stata quella di privilegiare la semplicità e di evitare il rischio che lo sfregamento delle camere d’aria interne possa causare danni alle sacche stesse compromettendone la funzionalità.

La spinta di 27 Kg dell’insieme Seahorse e schienalino in acciaio risponde alle mie esigenze. Idrodinamicità e snellezza dell’insieme sono aspetti prioritari nella configurazione del mio equipaggiamento.

Inoltre la spinta fornita è più che sufficiente per compensare le variazioni di assetto anche in profondità. Ritengo sempre di vitale importanza selezionare la giusta “pesata” per evitare di portarsi dietro kg in eccesso e ricorrere ad un impiego intensivo del jacket. Corretta pesata, corretto assetto sono fattori chiave per condurre immersioni sicure e confortevoli. 

Ritornando al SEAHORSE analizziamo la realizzazione:

  • Esterno in cordura 1000 con spalmatura all’interno

  • Camera d’aria in poliuretano a forte spessore

  • Cerniera superiore per facile ispezione della camera

  • Inflator made in USA a pistone estremamente potente

  • Niente scarico rapido nel corrugato per evitare possibili rotture da trazione

  • Scarico rapido montato a sx in basso verso il subacqueo

  • Rete drenaggio acqua nella parte bassa del SEAHORSE

Focalizziamo l’attenzione sulla disposizione dei comandi. Il concetto di base è: mano destra sempre libera. Infatti i comandi sono tutti sul lato sinistro.

Lo scarico rapido a trazione è posizionato sul lato sx in basso verso il subacqueo in modo da essere raggiungibile anche indossando un bibombola: la valvola è sempre a portata di mano e senza ostacoli.

A secco il SEATEC SEAHORSE si presenta in colorazione nera e con una struttura robusta e spartana. Il tutto nero viene vivacizzato dalla presenza del logo SEATEC sul fianco della sacca. Non dimentichiamo che SEATEC lavora come fornitore di materiale militare per la US NAVY e quindi la tendenza al tutto nero è consuetudine.  Il sacco esterno si asciuga rapidamente e si mantiene sempre molto flessibile grazie alla qualità dei materiali impiegati.

In immersione l’equilibrio è perfetto e la precisione dei comandi agevola le operazioni di controllo dell’assetto. La sensazione di libertà provata è notevole.

Impiego lo stesso modello sia per tuffi fondi con bibombola sulla schiena che per immersioni con monobombola ed il comportamento del Seahorse è sempre perfetto anche se con alcune differenze.

Con il bibombola il SEATEC SEAHORSE si mantiene aderente al subacqueo; con il monobombola la sacca tende ad “abbracciare” la bombola.

In entrambi i casi la sensazione è piacevolissima: sembra di essere appesi all’imbrago, senza trazioni e con un assetto in acqua che tende all’orizzontale favorendo tutte le fasi dell’immersione.

Giudizio finale: un validissimo prodotto sia per l’approccio tecnico sia per il subacqueo che desidera grande libertà di movimento.

 

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