UNA MUTA "INTELLIGENTE" PER I SE.A.L.s

  
Nell'arco di qualche anno i SE.A.L.s riceveranno le nuove mute "Wet-And-Dry"


Intervista a: Quoc  Truong, direttore del progetto “Wet-and-Dry”
a cura di Fabrizio Pirrello


Probabilmente assisteremo nel prossimo futuro ad una importante innovazione nel settore delle mute da immersione. Probabile che, ancora una volta, il settore sportivo possa avvantaggiarsi dei notevoli investimenti in tecnologia produttiva e ricerca effettuati in ambito militare.
I ricercatori dello U.S. Army Soldier and Biological Chemical Command (S.B.C.COM.) presso il Soldier Systems Center di Natick, annunciano che nel giro di qualche anno rivoluzionarie mute "intelligenti" equipaggeranno i SE.A.L.s della U.S. Navy. I test preliminari delle mute, programmati per aver inizio in aprile ed aventi una durata di circa ventuno mesi, saranno condotti presso la Coastal System Station della U.S. Navy localizzata a Panama City in Florida ed all'interno dell'S.B.C.COM.
Oggi le mute "bagnate" in uso presso i SE.A.L.s vengono generalmente indossate nel corso delle fasi subacquee di infiltrazione ed esfiltrazione/estrazione di un intervento. Queste possono presentare una pesantezza variabile (la temperatura dell'acqua determinerà la muta da impiegarsi). Dopo aver nuotato verso la costa i SE.A.L.s si disfano delle loro mute "bagnate" per indossare il vestiario appropriato per eseguire la fase terrestre dell'operazione.

Qualora il piano contempli il rientro nelle acque dalle quali gli operatori hanno condotto l'inserzione onde eseguire la fase di esfiltrazione, le mute vengono occultate in un luogo sicuro in prossimità della costa. Terminata la fase terrestre dell'operazione e raggiunto il luogo ove le mute sono state nascoste, i SE.A.L.s svestono le loro tute da combattimento per indossare nuovamente il vestiario subacqueo.
La necessità del cambio di vestiario è stata sempre accettata malvolentieri dai SE.A.L.s quale aspetto rischioso ma necessario del lavoro. Il tempo necessario per il cambio del vestiario si traduce in opportunità per il nemico di individuare la posizione del team. La necessità del cambio uniformi significa inoltre che gli operatori sono costretti a trasportare il peso addizionale delle tute da combattimento a terra durante la fase di avvicinamento alla linea costiera.
I membri della comunità SE.A.L sono ansiosi di testare le nuove mute "bagnate" poiché queste gli consentiranno di indossare un singolo capo concepito per essere utilizzato nel corso di tutte le fasi di un’operazione: inserzione, infiltrazione, compiti presso l'obiettivo, esfiltrazione ed estrazione.
Gli stessi operatori stanno assumendo un ruolo attivo nello sviluppare il design per la nuova muta.
La muta "bagnata" sarà costituita da tre strati di materiale. Lo strato intermedio è costituito da una speciale membrana avente una struttura sensibile alle variazioni di temperatura. In ambienti a temperatura variabile la struttura molecolare di questa membrana comincia a mutare. In presenza di ambienti caldi  la struttura molecolare diviene maggiormente aperta, permettendo ad una quantità maggiore di calore corporeo e di sudore di dissiparsi attraverso il tessuto. Al contrario, quando la temperatura ambientale scende al di sotto di quella necessaria al passaggio di stato, le molecole del tessuto si aggregano intrappolando il calore contro il corpo.
La muta ha una struttura composta da tessuto laminato con un guscio esterno; una membrana a polimeri sagomata, ed un tessuto foderante. Tanto il guscio esterno quanto il materiale foderante proteggono la sottile membrana a polimeri compresa fra entrambi.

La richiesta specifica da parte della U.S. Navy: costruire un nuovo materiale per fornire ai nuotatori una adeguata protezione termica quando la temperatura delle acque varia tra i 12 ed i 18°C. Una volta che questi avranno raggiunto la terra ferma, a contatto con l'aria aperta, ed in presenza di temperature comprese tra i 18 e gli 27°C, la membrana si allargherà permettendo al calore corporeo di evaporare attraverso il tessuto. Così facendo, gli operatori saranno in grado di indossare la muta anche nel corso della fase terrestre dell'operazione.

TEST PRELIMINARI

Test preliminari sono stati condotti nel Simulatore Idro-Ambientale dello U.S. Navy Clothing and Textile Research Facility (N.C.T.R.F.) di Natick. Nel corso di tali test, ai quali sono stati sottoposti dei volontari, le mute sono state testate al fine di verificare le loro capacità di impermeabilità ponendo le basi per le successive ricerche riguardanti confort e capacità termiche. Nel corso delle prove un manichino munito di sensori termici e completamente equipaggiato è stato impiegato nei test subacquei riferiti a temperatura ambientale, pressione idrostatica, e la potenza ed altezza delle onde all' interno del simulatore del N.C.T.R.F.

La muta a tre strati presenta un "guscio" esterno costituito da un tessuto altamente flessibile (simile allo Spandura), ed uno strato interno soffice e fino. Fatta eccezione per la membrana attiva interna tanto i tessuti che costituiscono lo strato esterno quanto il materiale a contatto con la pelle dell'operatore potranno esser soggetti a cambiamento.

Il design finale non è ancora stato stabilito. Diverse opzioni riguardanti guanti, stivaletti, e probabilmente un cappuccio rimuovibili sono state considerate.

CONFORT: FATTORE CHIAVE

Un ex SE.A.L. ha dichiarato ad Armed Forces Journal International che la fodera interna della muta sarà un elemento di importanza fondamentale. Le mute attualmente in uso, sfregando contro ascelle, inguine, e nell'interno delle ginocchia finiscono per irritare tali zone del corpo. "Per lo strato a contatto con l'epidermide possibile l’impiego di una fodera in materiale soffice (Polartec®?).
Ulteriore problema con il quale i SE.A.L.s si trovano spesso a fare i conti è costituito dall'effetto dell'urina all'interno delle mute. Poiché le nuove tute saranno indossate nel corso di operazioni prolungate, esse sono state munite di chiusure lampo le quali si estendono dalla spalla all'inguine. La lampo permetterà all'operatore di orinare quando si troverà fuori dall'acqua. Se un SE.A.L. sarà costretto ad urinare nella muta, saprà che la struttura della stessa non verrà comunque intaccata dall'acido presente all'interno dell'urina.
Allo stesso modo, lo strato esterno sarà inattaccabile da petrolio, gasolio ed altri agenti contaminanti facilmente presenti in porti ed altri specchi d'acqua semichiusi .
Nonostante i suoi tre strati, la nuova muta sarà più leggera e meno ingombrante quando riposta rispetto alle attuali mute.

In meno di due anni si prevede di arrivare ad una versione definitiva della Wet-and-Dry. E se tutto procederà come previsto, i SE.A.L.s della U.S. Navy verranno equipaggiati con mute dell'ultima generazione che li porteranno dalle acque fino all'obiettivo terrestre e nuovamente in mare per il ritorno verso casa.