Il Tempio di Diana  a Baia



"Tempio di Diana"

 

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SCHEDA TECNICA DEL "TEMPIO DI DIANA"

Tipologia:

CUPOLA

Complesso:

Complesso del Tempio di Diana.

Ubicazione:

Tempio di Diana

Datazione:

Età severiana, III sec. d.C.

Destinazione funzionale:

Incerta. Forse una sala termale.

Pianta

Circolare all’interno con otto nicchie sulla parete e 8 arconi, di cui uno chiuso a nicchia, collegano lo spazio interno al perimetro esterno di forma ottagonale.

Geometria volta

Cupola ogivale a doppio raggio di curvatura.

Dimensioni:

Diametro di 29.50 m. (100 piedi)

Apparecchiatura

Opus caementicium  con ricorsi orizzontali di tufelli. La parte più alta della cupola non presenta una struttura regolare degli scapoli di tufo. Presenze di ricorsi laterizi su linee di livello.

Spessore:

In chiave: 1.40m (5 piedi).

All’attacco tamburo: 1.80 (6piedi).

Il rivestimento aumenta tali spessori di circa 10cm.

 Rivestimento interno

Intonaco con mosaico.

esterno

Due strati di  opus signinum.

Aperture

Aperture strombate nel tamburo di cui restano solo 4 delle 7 originali. La strombatura è ottenuta con un arco a tutto sesto esterno e uno a sesto ribassato interno, con una muratura a cassetta tra i due.

Patologie di degrado

La cupola è crollata per metà secondo un diametro.

Presenza di due lesioni verticali molto pronunciate. Fitta maglia di lesioni all’estradosso nel rivestimento originale ormai fuoriuso.

Lesione radiale molto aperta in uno degli archi perimetrali.

Paramento murario

Opus mixtum formato da successivi ricorsi di tufelli e bessales a doppio strato in malta pozzolanica. Spessore di 3m negli archi.

Rivestimento:

Tracce di intonaco.

Piano di calpestio

Sotto l’attuale livello del terreno.

Pianta della situazione attuale e pianta ricostruita*

Stato di fatto. Nord sopra.

 

Ricostruzione della pianta.

 

Ricostruzione geometrica della pianta.

 


Sovrapposizioni delle sezioni radiali ottenute da fotogrammetria* e sezione geometrica

 

 

Sezione tecnologica

 

 

Particolari costruttivi: nervature degli archi.

Gli archi che si trovano sopra le aperture contengono nervature laterizie costituite da mattoni interi di sesquipedales  e da mezzi sesquipedales montati come rappresentato in figura. Lo spazio che resta tra queste disposizioni laterizie  è riempito da materiale concretizio.

 

Nervature dell’arco viste dal basso.

 

* tratto da F. RAKOB, Romische-Kuppelbauten in Baiae in Romische Mitteilunghen vol.95 del 1988.

ing. Domenico FORNARO