La bocciatura del registro delle unioni di fatto a Pozzuoli

Le cinque rose di Jennifer

 

di Nicola Magliulo

 

IL FATTO

In un dibattito tenutosi venerdì 17 ottobre, nel Consiglio comunale di Pozzuoli, è stato respinto un ordine del giorno presentato da Ds, Rifondazione comunista, Verdi, Sdi, che chiedeva l’adozione di un registro per le coppie di fatto: hanno votato contro le forze del centrodestra e la Margherita (con la sola eccezione di Aldo Mobilio che ha invece votato a favore). Saremmo stati il primo comune in Campania e il 64° in Italia ad avere tale strumento. Questo registro è importante perché consente di accedere a diritti quali l’assistenza in caso di malattia, diritti ereditari etc., equiparando su questo piano le coppie "di fatto" con quelle regolarmente sposate.
I consiglieri di Forza Italia hanno anche presentato un ordine del giorno, respinto, in cui si decretava non morale la coppia omosessuale a differenza di quella etero.
E’ invece stato approvato un documento di compromesso in cui si chiede al Parlamento di regolamentare la materia: una soluzione pilatesca in cui si evita di prendere una posizione nascondendosi dietro la delega all’istituzione superiore per limitare le spaccature tra e dentro le forze politiche locali.

UN BREVE COMMENTO

C’è da essere contenti: in un tempo in cui principi morali e religiosi attraversano una crisi significativa e l’affarismo politico si impone qui e là, la maggioranza dei nostri consiglieri comunali (tutti maschi mi pare), costituiscono un baluardo per la difesa di tali principi contro il rischio rappresentato da conviventi non regolarmente sposati, omosessuali, lesbiche (Eppure la civiltà occidentale nasce in Grecia da un popolo i cui maschi ritenevano l’omosessualità la forma normale di relazione, e deridevano o consideravano di serie B quelli che andavano con le donne).
Il consigliere Simeoli (Udeur) si è distinto per sensibilità poetica e umana dichiarando tra l’altro: “I pedofili li brucerei vivi…i gay e le lesbiche sono dei malati e io avrei problemi a spiegare a mio figlio perché due persone dello stesso sesso si abbracciano, si baciano o si tengono per mano perché temo che possa capire che quella è la normalità e in futuro diventi così, una coppia omosessuale non la vorrei nemmeno vedere abitare porta a porta con casa mia”.
Ma come perché si baciano, gentile consigliere? Perché si amano, a volte più teneramente, più romanticamente ed enfaticamente delle coppie eterosessuali (posso capire il fastidio: ma basta voltare la testa dall’altra parte, come facciamo in tanti quando sentiamo parlare alcuni politici locali e non). E sono più dolci e inoffensivi di maschi giovani che si uniscono in branco per violentare ragazze, o di padri e mariti, e qualche volta anche mogli, che picchiano e uccidono coniugi, amanti, figli. 
Per ciascuno di noi, che non abbracci facili e ipocrite retoriche e sappia vivere nelle contraddizioni della nostra esistenza contemporanea, la famiglia tradizionale – la cui difesa è stata evocata da consiglieri che hanno votato contro il registro - non è solo il bene prezioso dell’unità e dell’amore da custodire, per quanto possibile, ma purtroppo anche il luogo dell’avvilimento, del logoramento e del litigio, o dell’ipocrisia dell’amante nascosto: e i politici sono tra i più intraprendenti in questa attività collaterale, non credete gentili consiglieri del centrodestra e della Margherita?
Il Vescovo di Pozzuoli, Padoin, nel ribadire la posizione contraria della Chiesa cattolica, ha aggiunto ammonendo i politici di occuparsi di simili questioni secondarie: “a fronte di situazioni ben più gravi e pressanti da risolvere nella nostra comunità”. E invece gli effetti sul costume, le relazioni umane, i modi di vita, la sensibilità delle persone che tali questioni sollevano, al di là degli aspetti strettamente giuridici, hanno un valore formativo grande per una comunità. Certo molto più che non discutere se intitolare lo stadio a Maradona o a S. Paolo…
Nel mio mestiere di insegnante mi rendo conto di come per ciascuna generazione si debba ricominciare da capo, come nulla sia acquisito una volta per tutte, soprattutto per quanto concerne problemi e situazioni che sollecitano sentimenti viscerali.
Non basta indignarsi, occorre affrontare questi sentimenti, non fare l’errore di condannarli e liquidarli con discorsi di solidarietà umana e apertura culturale: occorre spiegare, distinguere, capire. 
Mi capita di ascoltare ancora tanti ragazzi che credono che gli ebrei siano stati perseguitati perché ricchi o perché complottavano, così come dobbiamo ascoltare ministri della Repubblica che pensano ad esami di lingua italiana per gli immigrati (che ahimè vedrebbe certamente molti esponenti leghisti e non bocciati) mentre tre bambini muoiono nel nostro mare insanguinato.
Dobbiamo restare ancora prigionieri di barriere, giudicare le persone e gli individui in base alle loro preferenze e costumi sessuali e sentimentali, come un giorno per la loro appartenenza razziale? 
Da ragazzo ricordo che accadeva di andare a divertirsi sfottendo prostitute e travestiti, e alcuni di quelli che più li irridevano erano poi anche quelli che li "frequentavano". Concludendo il suo primo bel lavoro teatrale, intitolato Le cinque rose di Jennifer, Annibale Ruccello immagina che il protagonista, un travestito, si uccida vinto dalla paura che la sua condizione, esposta a maniaci di ogni tipo, anche assassini, comporta. Dovremmo lavorare per un altro finale, un’altra sensibilità, altri diritti, nel 2003. O no? 

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