GLI ULTIMI IMPERATORI NEI CAMPI FLEGREI

di  Nicola Magliulo

intervista alla dott.ssa Fara Nasti, ricercatrice in Istituzioni di diritto romano presso l'Università di Cassino e collaboratrice del prof. G. Camodeca

D.- Lei ha studiato in particolare la presenza degli imperatori della dinastia severiana a Baia e nei Campi flegrei (F. Nasti, I Severi nei Campi flegrei in F. Maniscalco Ninfei ed edifici marittimi severiani del Palatium imperiale di Baia, Massa editore, 1997): ci può ricordare fonti e caratteri essenziali di tale presenza?

R.- Le fonti relative alla presenza dei Severi (193-235 d.C.) nei Campi flegrei sono molteplici, sia archeologiche che letterarie. Certamente bisogna distinguere la diversa natura dell'interesse imperiale per una città come Puteoli - insieme con Ostia principale città portuale d'Italia - da quello rivolto a Baia, luogo di residenza imperiale, o, ancora, a Miseno, sede della flotta. 

In particolare, quanto all'individuazione del Palatium severiano a Baia, essa è avvenuta negli ultimi anni grazie allo spoglio, effettuato da Fabio Maniscalco, della documentazione negli archivi della Soprintendenza Archeologica di Napoli. Il lavoro di Maniscalco ha consentito infatti di raccogliere notizie relative a scavi effettuati tra il 1923 e gli anni '60 nella zona antistante il porto di Baia, nei pressi del cantiere Omlin; da lì provengono una grande quantità di elementi architettonici -  conservati nel Parco archeologico di Baia - ed alcune fistulae (condutture d’acqua) che costituiscono i resti di un ninfeo e di un edificio antistante certamente databile, per le iscrizioni sulle fistulae e per il tipo di decorazione architettonica, in età severiana, tra il 193 ed il 235 d.C. 

Va ricordato che il ritrovamento, in quello stesso contesto, di un paio di fistulae di età domizianea, più precisamente tra la fine dell'83 e il 96 d.C., fa pensare alla preesistenza almeno di una fontana monumentale nella zona dove fu poi costruito il palatium severiano.

E se le testimonianze letterarie relative alla presenza dei Severi nei Campi flegrei sono purtroppo indirette, è invece esplicito il riferimento alla costruzione di un Palatium cum stagno che l'anonimo biografo, autore della Historia Augusta attribuisce all'ultimo imperatore della dinastia, Alessandro (222-235 d.C.) e che ricorre, in forma più velata, anche in un passo dello storico Ammiano Marcellino. 

Si può comunque affermare che Baia ebbe per l'ultima volta con la dinastia severiana il ruolo di residenza imperiale - altri interventi coevi sono relativi al Tempio di Diana e all’area termale di Mercurio; in seguito, nella seconda metà del III secolo e nel IV, la città assunse un nuovo ruolo, quello di residenza dell'aristocrazia senatoria romana. 

D.- Quali furono gli interessi e le iniziative principali dei Severi nei Campi flegrei?

R.- Dicevo prima che, a prescindere dal caso di Baia, l’interesse imperiale per la regione flegrea è certamente da mettere in relazione con l’importanza del porto di Puteoli e con la presenza della flotta militare (la classis praetoria Misenensis) a Miseno. 

A Puteoli, infatti, la realizzazione e ristrutturazione di edifici pubblici nel corso dell'età severiana si riferisce sia a costruzioni di pubblica utilità, sia a quelle connesse con la vita commerciale della città: si pensi, ad esempio, ai lavori di manutenzione nel Macellum (Settimio Severo promuove lavori di ristrutturazione, in particolare della pavimentazione, dell’edificio centrale e delle vasche). Ma bisogna senz'altro ricordare il complesso termale detto Tempio di Nettuno, il Ninfeo di Diana, il Tempietto in via Terracciano, le Terme del Foro, i restauri dell’Anfiteatro minore.

È evidente, insomma, che iniziative di questo genere si spiegano con la volontà imperiale - e in particolare penso a Settimio Severo, capostipite della dinastia - di intervenire in maniera sostanziale nell'importante città portuale: è sufficiente pensare che, negli stessi anni, restauri a tratti stradali tendevano a migliorare la rete viaria in Campania e a rendere più agevoli i collegamenti tra Puteoli e gli altri centri della regione. 

D.- Cosa pensa dell’idea di affidare all’Università ed in particolare agli storici ed archeologi che si sono occupati dei Campi flegrei la gestione di alcuni spazi (Castello di Baia, ex centro ittico tarantino-campano etc.) nei quali curare iniziative permanenti di ricerca, formazione e promozione dell’eccezionale patrimonio flegreo, con corsi, convegni dedicati allo studio del passato in particolare greco-romano di questa zona?

R.- Certamente sarebbe interessante la realizzazione di iniziative di questo genere tanto più che il 'materiale' offerto da questa regione è davvero enorme; del resto, benché tutta la zona sia molto nota e studiata c’è ancora molto da fare: la recente localizzazione del Palatium severiano di Baia, a settanta anni di distanza dai primi scavi, credo sia eloquente.