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Giustizia infinita?

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N. Magliulo

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PER NON DIMENTICARE

 

 


GIUSTIZIA INFINITA?
 


Giustizia infinita: come ha notato il cardinale Martini, non si comprende bene il significato di questo aggettivo vicino alla parola giustizia. E, aggiungiamo noi, una giustizia così sconfinata appartiene a Dio, per chi è credente, non agli uomini, tanto meno a stati o imperi. Il nome dato all’operazione non è secondario perché, insieme ad altre frasi emblematiche come “o con noi o con i terroristi”, aiutano a capire lo spirito, il  senso, e la direzione verso cui  ci si vuole incamminare.

Intendiamoci: chi ha subito un massacro di vite umane (sarà bene ricordarsi che sono morti lì sotto non solo americani, ma anche italiani e uomini di differenti nazionalità e fedi) e la distruzione di edifici simbolo, non è che possa non reagire e punire mandanti ed esecutori. Ma, intanto, il vero problema non è la legittimità ma le modalità, ovvero il come intervenire.

Che tipo di operazione va intrapresa nell’impervio Afghanistan, e che costi possono essere giustificabili, mentre vediamo già migliaia di afgani che scappano e non è immaginabile che Bin Laden stia ad aspettare di farsi catturare e ammazzare? Pensiamo che prendere, processare, uccidere un po’ di terroristi basti a prosciugare il serbatoio che li recluta e protegge?

Ogni tragedia chiama tutti ad assumersi le proprie responsabilità, a fare le proprie scelte, perché insieme a lutti e macerie si colga anche l’occasione per costruire effettivamente qualcosa di diverso. O si mette mano per davvero ad un nuovo ordine mondiale, con relativo diritto, organizzazione, tribunale penale e polizia internazionali, un nuovo ruolo dell’Europa, la fine di uno sviluppo e commercio a vantaggio dei più forti, e si lotta per questo anche contro la politica degli Usa o di un estremista come Sharon, che ostacolano l’affermarsi di questi processi;  o seppelliamo questi discorsi, e ci rassegniamo a stare ciascuno dalla parte che si preferisce, finché dura…

Nicola Magliulo

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