EUDI, sempre meno da dire

di Nicola ''NICK'' Monzino

 

La fiera nazionale della subacquea e attività similari, si è tenuta nei giorni dello scorso weekend a Genova.
Città di mare, Genova ben si sposa con questo tema perché culla della effettiva nascita della subacquea italiana e mondiale, "ricreativa" e alla portata di tutti.
Rispetto alla scorsa edizione, si è avuto un evidente calo degli spazi espositivi a disposizione, causato dalla differenza economica per l'organizzazione: l'anno scorso Genova era capitale europea della cultura e metteva a disposizione facilitazioni promozionali con finanziamenti UE. Quest'anno tutti hanno dovuto ridimensionare gli spazi, dalle majors (che comunque godono di particolari privilegi, ai piccoli, su cui gravano tutti i costi), ma mettendo a confronto le edizioni di Verona e Bologna, sembra che la sentita "emergenza" del settore continui a farla da padrona, sempre più e sempre in maniera più difficilmente arrestabile. Spazi ridotti al minimo, che fanno però anche sembrare maggiore il numero di partecipanti effettivi. Se il "trucco" (involontario) può sembrare vero dalla parte dei visitatori, sicuramente non lo è da quella degli espositori. Ovviamente i dati emessi dall'ente fiera smentiscono e come al solito giocano al rialzo... ma il dubbio sui numeri "veri" rimane! Soprattutto leggendo i numeri degli utenti globali in Italia, pubblicati proprio dall'Assosub sul sito della fiera: risulta piuttosto singolare che 45.000 visitatori riempiano la fiera su 150.000 appassionati, uno su tre si muoverebbe da ogni parte d'Italia per raggiungere Genova. Incredibile (vedi qui la foto rappresentativa del vuoto davanti agli stand dell'Assosub, del DAN, della Scubapro).
Dal punto di vista dell'osservatore medio ci sono stati momenti diversi, nei due giorni clou, in cui si faticava a camminare ed altri in cui si poteva tranquillamente correre in giro.
Il tipo di presenza dei grandi nomi delle subacquea italiana, anche se giocando in casa, sta già dando adito a molte critiche. Leggendo qua e là i diversi Forum in Internet le reazioni sono tutte orientate alla critica, anche pesante. Prima fra tutte Mares, che dietro a una realtà di profonda crisi, si presenta con un stand "sproporzionato" ... ma per cosa? ... per un esposizione minimalista e ... birra gratis! Forse un tentativo di "annebbiare" la vista dei visitatori e distrarre dalla reale mancanza di esposizione. Viene sempre da pensare come possa essere strumentale il giochetto peso/potenza e che, soprattutto nella nostra Bella Italia, sia maggiormente utilizzato per ottenere benefici da parte di chi già è favoreggiato. I piccoli espositori sono spesso costretti alla rinuncia, causa gli alti costi, mentre le grandi aziende multinazionali vengono "invitate" a partecipare, per non far perdere di importanza alla manifestazione intera.
Chi ci perde, noi o loro?
Dagli altri non sono saltate agli occhi grosse novità. Nel ricreativo le solite mute, le solite pinne, le solite mascherine. Quello che forse ha colpito/incuriosito di più, alla Technisub, è il nuovo "Mistral" Aqualung. Nuovo ma che riporta agli albori del nostro sport. Il perché dell'oggetto ha tante domande e altrettante risposte, tutte valide. Romanticismo? Rebreather-mania? Siamo tutti fotografi e non sopportiamo le bolle?
Altre cose che hanno fatto girare la testa, sono stati gli "sculettamenti" da palco nelle varie sfilate di costumi, ma anche certe configurazioni proposte con il sorriso sulle labbra ... e le mani che si sfregano dietro la schiena.
Che dire ... de gustibus!
Stesso discorso, forse ancor più marcato nel settore tecnico, dove però è parso di vedere meno rebs che nell'edizione Veronese. O mi sbaglio? Il mercato si sta spostando sempre più verso quello che viene definito il "rec-tek", quindi una linea ben definita fra le due discipline, se così vogliamo chiamarle, non è più facilmente visibile neppure all'interno degli stand, cataloghi, aziende.
Mancava inoltre la Marina Militare, cosa che mi è spiaciuta davvero ... con quel super gommone nero erano davvero uno spettacolo!
Non mancavano però CC e GdF, con i loro bravi spazi espositivi. A contorno, non ci sono stati risparmiate numerose proiezioni foto-video di altrettanto numerosi Project e missioni in svariate parti d'Italia e del mondo, di cui però non posso dare nessun giudizio, non avendo avuto modo di partecipare, per svariati motivi.
 

 

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