ARACHNANTHUS OLIGOPODUS

Testi e foto di: Francesco Turano

Era il giugno del 1989 quando incontrai per la prima volta il cerianto sconosciuto, il raro Aracnanthus oligopodus. Mi trovavo nelle acque del lido di Reggio Calabria, intorno ai dieci metri di profondità. Il cerianto era lì, tra i ciottoli di un fondale che frequentavo spesso di notte.

Anni addietro il prof. Bini aveva classificato un animale simile come ceriantario sconosciuto, ma le foto di Enrico Gargiulo, appassionato di fotografia subacquea e biologia marina, lo avevano portato alla ribalta verso la fine degli anni 60, per la precisione nel 1969, quando una immagine del raro celenterato consentì al fotografo di vincere la Stella d’Oro all’ottavo Premio Sarra, nella categoria “scienza”.

L’animale era già stato oggetto di studi nel 1891; il biologo Paul Cerfontaine lo aveva descritto nel “Bullettins de l’Academie Royale des Sciences” chiamandolo Cerianthus oligopodus; Cerfontaine ne descrisse l’habitat e le dimensioni in una successiva pubblicazione, dicendo di una sua distribuzione tra 1 e 6 m di profondità tra i rizomi delle posidonie o nella sabbia, con dimensioni degli esemplari variabili da 1 ad 8 cm; ma Cerfontaine non era un subacqueo.

Gargiulo fotografa l’Aracnanthus a Sorrento, su fondali sabbiosi ed esclusivamente di notte, ma le indicazioni da lui fornite parlano di un animale che si rinviene tra i 10 e i 50 metri di profondità, alto anche 40 cm, con tentacoli bianchi a strisce brune, tentacoli che si ritirano a formare dei viticci se molestati, con successiva chiusura completa dell’animale in caso di disturbo eccessivo.

Simultaneamente alle foto di Gargiulo il biologo e subacqueo Hajo Schmidt, dell’istituto di zoologia dell’Università di Heidelberg, lo incontra nelle acque di Palermo, sempre di notte, a circa 50 m di profondità, riuscendo a fotografarlo ed a prelevarne mezzo esemplare per iniziare gli studi.
Nei primi anni 70 lo stesso Hajo ne rinviene una specie simile in Mar Rosso, su segnalazione di un subacqueo locale.

Per puro caso, grazie alle pagine di una rivista come Mondo Sommerso, il professore scopre poi le foto di Enrico Gargiulo, e questo porta ad un incontro tra i due che sfocia in una nuova serie di immersioni e ricerche nelle acque di Sorrento.

Sempre su Mondo Sommerso appare poi un articolo, a firma di Enrico e Rosaria Gargiulo, che riporta tutte le notizie di cui sopra sul raro cerianto, una specie che, nonostante l’ormai avvenuta classificazione, rimane rara e destinata ad essere osservata da pochi fortunati subacquei. Tra questi un altro sub di Sorrento, Virgilio Liguori, anche lui fotografo e appassionatissimo di biologia marina, fotografa e documenta la vita del cerianto notturno a Sorrento.

Personalmente, dopo aver conosciuto l’Aracnanthus nel 1989 e dopo averlo fotografato a dovere in diverse situazioni, studiandone il comportamento e le abitudini alimentari, conosco Virgilio Liguori e, sapendo ormai molte cose su questo strano animale, lo informo delle mie esperienze. Inizialmente Virgilio è incredulo e mi dice che sicuramente mi sbaglio visto che, a suo avviso, l’animale è oramai irreperibile (siamo negli anni 90 e lui si riferisce al mare di Sorrento).

Le acque dello Stretto di Messina dimostrano però che l’Aracnanthus oligopodus è vivo e molto ben rappresentato sui fondali sabbiosi, detritici e fangosi, da circa 10 m fino a quasi 60 m di profondità; tra l’altro vi sono luoghi dove è possibile vederne anche venti o trenta esemplari in una sola immersione notturna.

La grande abbondanza di un cerianto raro in genere ma addirittura comune nelle acque dello stretto, mi consente di studiare attentamente sul campo l’animale, senza sezionarlo su un tavolo di laboratorio.
Le osservazioni in natura mi portano ad una descrizione abbastanza precisa della specie, esclusivamente notturna.

Con corpo bianco traslucido, racchiuso in una sottile guaina praticamente invisibile se non fosse per il sedimento che vi aderisce, questo cerianto vive sepolto nel sedimento, fuoriuscendo.

 

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