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Nel nostro viaggio alla scoperta della vulcanologia flegrea , non
possiamo non “sostare” nell’area della Solfatara di Pozzuoli.
Si, perché stiamo parlando di uno dei vulcani più particolari dell’area
flegrea, caratteristico in quanto la sua attività è costituita
principalmente dall'emissione di vapore e gas a forte componente
solfurea.
Ha circa 4000 anni ed appartiene al ciclo recente di attività eruttiva
flegrea, detto ciclo dei vulcani monogenici.
L’edificio vulcanico è formato, nel complesso, da rocce piroclastiche
prodotte dall’interazione tra magma e acqua, ricoperti a tratti dai
prodotti del più recente vulcano degli Astroni; tale composizione viene
a mancare nella zona del Monte Olibano dove ritroviamo invece una cupola
di lava trachitica.
Nel tempo poi le rocce della Solfatara sono state alterate da fenomeni
idrotermali, facendogli assumere tipiche pigmentazioni policrome.
Il cratere della Solfatara presenta una particolare forma ellittica e
misura circa 770 x 580 metri; il fondo è collocato a 32 metri rispetto
al livello del mare e si presenta cosparso da numerose fumarole,
bocche di diverse dimensioni, che si sono aperte lungo i bordi del
cratere durante il fenomeno bradisismico che interessò l’area flegrea
nel 1982.
Proprio le esalazioni dei gas che fuoriescono dalle fumarole, hanno
provocato un forte cambiamento nella geologia del posto. Difatti le
rocce trachitiche, che compongono il cratere hanno nel tempo cambiato
colore, assumendo un tipico colore biancastro tanto da essere definite
“bianchetto”.
Osservando l’area al centro del cratere, è possibile notare una sorta di
crepaccio che ha le caratteristiche di un vulcano di fango attivo. Dal
fondo di tale vulcano si innalzano getti di vapori ad altissime
temperature che hanno contribuito a provocare forti cambiamenti
ambientali; difatti i vapori, urtando lungo le pareti del versante
orientale a causa dei venti, hanno reso tale area completamente priva di
vegetazione. Attualmente la regione interessata dal vulcano di fango è
completamente recintata sia per le altissime temperature dei getti di
vapore sia per la natura scivolosa del suolo che può risultare
pericolosa per i visitatori del luogo.
Il terreno, ha una tipica colorazione biancastra, grazie alla sua
composizione tipicamente silicea; esso inoltre, ad una profondità tra i
10 e i 14 metri, poggia su uno strato roccioso trachitico molto duro,
tale poter essere perforato molto difficilmente. Sempre per quanto
riguarda il suolo, una delle sue caratteristiche tipiche è il
particolare rimbombo percepibile saltando a piedi uniti o lanciandovi un
masso sopra. Il cupo rimbombo generato, crea la sensazione che vi siano
delle grandi cavità sotterranee. In realtà il suono è dovuto ad una
serie di micro cavità prodotte dai gas delle fumarole in un terreno di
per se molto poroso.

Fig. 1: Panoramica del suolo di colore tipicamente bianco del vulcanico
Solfatara di Pozzuoli
www.fotoeweb.it/sorrentina/Foto/Campi%20Flegr
Sommariamente, all’interno del vulcano Solfatara possiamo distinguere
tre aree: la fumarola principale detta Bocca Grande, la Fangaia e le
vecchie Stufe (saune naturali).
La Bocca Grande è il nome della principale fumarola della Solfatara;
sono spettacolari i getti di vapore che fuoriescono da questa grande
fumarola, getti che colpiscono sia per la consistenza sia per le loro
elevate temperatura ( si parla di circa 160° C).
Fig.2: la Bocca Grande del vulcano Solfatara, con i suoi spettacolari
getti di vapore
www.fotoeweb.it/sorrentina/Foto/Campi%20Flegr
L’attività idrotermale di tale area ha provocato, per effetto della
sublimazione, la deposizione di composti chimici presenti in patine
e cristalli. Tra questi dobbiamo ricordare l’allume bianco (solfato
doppio di alluminio e potassio) di consistenza simile al sale da cucina
ma con un sapore che si avvicina molto al succo di limone, il solfuro di
arsenico (Realgar), in piccoli cristalli di colore rosso brillante, il
solfuro di mercurio (Cinabro) di colore rosso-violaceo e infine il
solfuro d’antimonio (Antimonite) di colore giallo ocraceo.
Fig.3: Particolare delle rocce di colore giallo ocra e rosso prodotte
dai fumi della Bocca Grande
www.fotoeweb.it/sorrentina/Foto/Campi%20Flegr
In particolare il realgar (As S), il cinabro (Hg S) e l’orpimento (As2
S3) danno una colorazione giallo rossiccia alle rocce circostanti;
inoltre la forte presenza di acido solfridrico (H2S), produce il tipico
odore di uova putride che caratterizza l’intera area.
La Fangaia, area attualmente recintata, è costituita materiale argilloso
presente nel cratere unito all’acqua piovana e all’acqua di
condensazione dei vapori. Al centro della Fangaia, sono prodotti forti
getti di vapore composti principalmente da acido solfidrico e acqua.
Fig.4: Foto di un punto della Fangaia, altro aspetto particolare della
Solfatara di Pozzuoli
www.fotoeweb.it/sorrentina/Foto/Campi%20Flegr
Studi recenti hanno dimostrato che con molta probabilità tali vapori
hanno origine a poche centinaia di metri di profondità, dove le
temperature si aggirano intorno ai 170- 250 C°.
Inoltre è possibile notare sulla superficie del fango delle striature
scure, frutto della presenza di batteri estremofili, ovvero resistenti
alle estreme di acidità e temperatura.
Infine, a sottolineare ancor di più l’importanza dell’attività
idrotermale di questa zona, bisogna menzionare le stufe in muratura,
costruite nel ‘800, lungo il lato nord della montagna. I getti di vapore
hanno reso tali stufe dei veri e proprio sudatori naturali, utilizzati
per la cura di malattie della pelle e problemi respiratori.
Anche se la Solfatara è ricordata dai più per la sua storia geologica e
non per altro, un altro aspetto peculiare è l’abbondanza di vegetazione
che ritroviamo lungo le fiancate del cratere. Tale aspetto, in maniera
approfondita, lo affronteremo nelle seconda parte della rubrica dedicata
a questo complesso sistema vulcanico.
monogenici = vulcani formati da in un unico evento o comunque in
episodi racchiusi in un tempo breve.
lava trachitica = lava ricca in trachite, roccia effusiva
composta prevalentemente di silicato di alluminio e potassio.
fumarole = piccole ma profonde fessure nel suolo nelle quali si
ha una risalita di gas emessi a temperature che vanno da circa 100 fino
a 900 °C. A contatto con l'aria, a causa della sensibile diminuzione di
temperatura, i gas condensano formando i caratteristici "fumi", da cui
deriva il nome del fenomeno.
sublimazione = passaggio di stato diretto dalla fase gassosa a
quella solida.
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