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Lasciatelo com’č
da tempi remoti.
Lasciate ai margini della sua ripida selva
il temibile solitario Lupone,
la casetta rossa irraggiungibile,
lasciate sulla vetta le chiuse vigne in vista del mare,
i dirupi colmi di spinai,
lo stretto ombroso sentiero
avvolto dall’erbe e dai rovi,
non disturbate i ragazzi nel fogliame,
lasciate la selva, dove torna
da lontani cieli la beccaccia,
lasciate nella valle l’immoto verde silenzio,
le speciali mele rosse,
il piccolo borgo
con animali e contadini medioevali,
lasciate all’alba la nuvola nel suo centro.
Lasciatelo com’č.
Non fatene una domestica consolazione.
(Da: Poeti e Poesia, ed. Pagine) |