Il vulcano coltivato

Lasciatelo com’č
da tempi remoti.
Lasciate ai margini della sua ripida selva
il temibile solitario Lupone,
la casetta rossa irraggiungibile,
lasciate sulla vetta le chiuse vigne in vista del mare,
i dirupi colmi di spinai,
lo stretto ombroso sentiero
avvolto dall’erbe e dai rovi,
non disturbate i ragazzi nel fogliame,
lasciate la selva, dove torna
da lontani cieli la beccaccia,
lasciate nella valle l’immoto verde silenzio,
le speciali mele rosse,
il piccolo borgo
con animali e contadini medioevali,
lasciate all’alba la nuvola nel suo centro.
Lasciatelo com’č.
Non fatene una domestica consolazione.


(Da: Poeti e Poesia, ed. Pagine)

Carlo Procope