Metamorfosi dell'anima

  L’anima è un melograno
di chicchi iridescenti
che un vento marino
dondola voluttuosamente.
Esilio-fuga
è un impercettibile confine,
logora matassa di giorni implumi,
di albe disattese
fusione-fissione, distacco.
Acceso patire di ore pungenti
che spezzano meridiane
su campanili di luce solare.
Ora l’anima diventa un ciottolo
strisciante che a piombo cade
o svicola a pelo dell’acqua,
talvolta si chiude in un grumo
inceppandosi come l’orologio
di un vecchio antiquario.
Ora l’anima si condensa
e si sghiaccia in gocce d’acqua
che evaporano soavemente.
Infinite metamorfosi ha l’anima,
cambia la sua consistenza
e nello stesso giorno
tante volte come i battiti del cuore.
Una tortuosità nascosta
che nessuno vede
ma ognuno percepisce
e tu snodi la tua,
divenuta sempre più insondabile
e forse monotona nel suo dipanarsi.
O non è piuttosto
uno snellirsi della forma
un suo estremo umiliarsi
in pagliuzze tendenti ad azzerarsi
e poi sparire?
E’ l’avventura umana che resta
anche nel millennio che si affaccia.
Tratta da: L’azzurra distanza, Edizioni Empirìa 2000

Biagia Marniti