Solfatara - Agnano

Il Monte della Solfatara (il "Forum Vulcani" descritto da Strabone), fa parte dei colli che i Romani chiamavano Leucogei per il colore bianco delle rocce affioranti. Tale zona estesa, secondo il Penta, circa 100 ettari comprende vari terreni limitrofi e la zona di Pisciarelli menzionata da Plinio come "Fontes Leucogei" per le acque alluminose che vi sgorgavano.

Solfatara

Molto intensa era l'attività estrattiva: la polvere d'Ischia, il rosso di Pozzuoli, la terra gialla, la piombina e il bianchetto venivano cavati e utilizzati nell'edilizia. Il bianchetto veniva utilizzato come stucco.

Il cratere della Solfatara, la cui eruzione è datata all'incirca 4.000 anni fa, è visitabile a pagamento.

L'ultima eruzione della Solfatara risale al 1198.

Solfatara

Il vulcano, attualmente, è in attività "solfatarica" con continue emissioni gassose contenenti vapore acqueo, zolfo e solfuri. All'interno del cratere vi sono delle stazioni sia di monitoraggio sismico che per il controllo della composizione chimica dei gas emessi dalle fumarole e della temperatura.

La conca craterica di Agnano è oggi attraversata da strade di grande comunicazione ed è sede di notevoli insediamenti antropici ma in passato conteneva un grande lago del quale si è persa traccia. Tale lago era da sempre meta di escursioni da parte dei "forestieri" che visitavano Napoli e dintorni. Le prime notizie storiche del lago si trovano in un documento del 1054 secondo cui si sarebbe formato tra X e XI secolo d.C.

Il lago fu poi prosciugato nel 1871 per mezzo di un collettore che attraversava, in galleria, il Monte Spina e sfociava in mare tra Bagnoli e La Pietra.

Il Lago di Agnano

Fenomeni di subsidenza (abbassamento), del fondo della conca uniti a fenomeni di argillificazione dei sedimenti provenienti dai versanti del cratere sono, probabilmente, la cusa della trasformazione naturale dell'area da cratere a lago. L'eruzione di Agnano è datata circa 10.000 anni ed è la più grossa avvenuta nei Campi Flegrei negli ultimi 10.000 anni; i prodotti di tale evento si ritrovano fino a 50 Km ad est di Agnano.

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