Camaldoli

La collina dei Camaldoli, il più alto rilievo di Napoli e dei Campi Flegrei (458 m s.l.m.), è delimitata, attraverso pendici estremamente ripide, verso S e SW dalle conche di Soccavo e Pianura, e da pendii più dolci verso il lato Nord orientale.

Secondo Rittmann (1950) tale collina rappresenterebbe il relitto di una parte di un grande apparato vulcanico, l' "Ur Phlegraeus" o "Archiflegreo" che aveva il suo asse individuato nella zona di Agnano. I materiali vulcanici che costituiscono l'ossatura della collina sono costituiti da tufi biancastri stratificati, tufi gialli lapidei e piroclastiti sciolte.

La collina fu chiamata Camaldoli dopo che, nel 1585, i monaci Camaldolesi vi presero dimore nell'attuale eremo. Il nome Camaldoli deriverebbe da Campus Malduli (cioè Campo di Maldolo), un terreno presso Poppi (Arezzo), donato dal Conte Maldolo a S. Romualdo, fondatore dell'Ordine, nel 1022.

Precedentemente, intorno all'anno 1000, la parte di collina che dà verso Capodimonte era detta "Ianula" o "Gianula" (da Monte di Giano), mentre il lato prospiciente Antignano era denominato "Babulia" (dal greco "babaia" = grande prospetto), o più propriamente "Monte Prospetto" in quanto da questo luogo ben si poteva osservare lo scenario del Tirreno con le isole ad occidente e la parte del litorale ad oriente.

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