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LA MUTA STAGNA
(parte seconda)
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cura di: Michele Perna e Fabrizio Pirrello |
Le pinne da abbinare all’uso della
muta stagna, devono avere soprattutto due caratteristiche fondamentali:
1. cinghioli sul lato posteriore che consentano di posizionare le medesime nel
miglior modo possibile , ed inoltre proprio per questo particolare, una più
veloce e pratica calzata;
2. un discreto rapporto lunghezza - larghezza - durezza,
per consentire una spinta propulsiva adeguata, tenendo conto soprattutto che il
nostro asse di inclinazione nell’immersione, sarà differente da quello con
l’utilizzo della muta umida.
Va anche ricordato che le pinne,
soprattutto per questo uso specifico, devono essere negative anche se oggi
rimane difficile reperire sul mercato pinne a cinghiolo veramente negative; sarà
comunque possibile collocare pochi grammi di piombo tra la punta della scarpetta
e l’inizio della pala, in questo modo non verrà sbilanciato eccessivamente
l’equilibrio della pala stessa.
Ed eccoci alle cavigliere: non è detto che siano indispensabili, ma sicuramente
sono un buon ausilio per coloro che hanno difficoltà nel mantenere l’assetto e
la postura corretti. Non vanno utilizzate a caso, ovvero un tot di etti per
ciascuna caviglia, ma la scelta del peso deve seguire una logica ben precisa: il
troppo peso alle caviglie stanca e rallenta la pinneggiata ed inoltre potrebbe
forzare eccessivamente l’assetto secondo una non corretta postura, rendendo
quindi estremamente faticoso il movimento idrodinamico.
Bisogna quindi stabilire il peso delle cavigliere in rapporto al peso delle
pinne.
Iniziamo col fare un chiarimento
dovuto ed essenziale:
Il jacket abbinato alla muta stagna ha tre funzioni
1. Fungere da imbracatura per le bombole.
2. Essere utilizzato come un sistema di compensazione dell’assetto in tutte le
fasi dell’ immersione.
3. Essere utilizzato in caso di emergenza come fonte ausiliaria per la risalita
(lacerazione della muta, oppure soccorso ad un compagno).
Abbiamo accennato in precedenza che
l’uso della muta stagna copre fondamentalmente due settori, quello professionale
e quello sportivo:
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in quello professionale non è
previsto l’utilizzo del jacket poiché l’operatore non porta sulle spalle le
bombole, infatti esso è legato nell’ottanta per cento dei casi ad un cordone di
collegamento, e la miscela di respirazione è fornita da un sistema a narghilè
-
nell’uso sportivo dobbiamo portare la
miscela di respirazione sulle spalle, e quindi si rende necessario il problema
del sostenerla e contemporaneamente avere la disponibilità di tasche o altro
dove riporre oggetti vari.
Nelle fasi che precedono l’immersione
è consigliabile l’utilizzo del jacket come mezzo di sostentamento, in questo
modo (poiché normalmente si sta in posizione verticale) non avremo quel senso di
fastidio che la stagna potrebbe procurarci con il volume di aria che si sposta
verso l’alto. Lo stesso dicasi per ciò che riguarda il post immersione. Ed
infine (ipotesi molto rara) nella malaugurata situazione di lacerazione della
muta con scontato allagamento e conseguente assetto negativo il jacket potrebbe
consentirci di risolvere un’operazione di autosoccorso o di soccorso.
Posizionamento del gruppo ARA
E’ importantissimo il posizionamento
dell’ARA sul jacket. Moltissimi subacquei la adagiano come per la muta umida,
ciò è sbagliato poiché l’asse di navigazione sarà sicuramente avanzato ed
erroneamente, applicheranno delle cavigliere per attenuare quella sensazione
fastidiosa dei talloni che tendono a salire mentre si pinneggia: il
posizionamento ideale è tre o quattro cm più in basso che normalmente.
Potrebbe verificarsi l’ipotesi di un
allagamento anche solo parziale della muta stagna, le cause possono essere le
seguenti:
• Cerniera non chiusa in maniera corretta
• Infiltrazione dalla cerniera
• Valvola di scarico che non blocca l’ingresso di
acqua
• Foratura della muta o lacerazione
• Cattiva tenuta di polsini o collarino
In questi casi l’immersione deve terminare appena si sente il contatto con
l’acqua.
Possiamo comunque prevenire questi incidenti con un’adeguata manutenzione che è
limitata ad alcune semplici ma importantissime operazioni, che approfondiremo
oltre.
Non fa parte degli incidenti da allagamento, ma è anche questa un’ipotesi da non
trascurare: blocco del BY-PASS in fase di carico. Anche in questo caso è
importante la manutenzione per prevenire e ragionare sempre. In questo caso, se
la valvola è stata tarata bene, l’aria in eccesso defluirà automaticamente, e
per quanto concerne la continua immissione, sarà sufficiente staccare la frusta
dal BY-PASS.
La muta stagna è uno strumento
tecnico da immersione, ma questo non significa che debba essere complicato
revisionarla in una normale routine di manutenzione: infatti bisogna
semplicemente pulire in maniera accurata la muta e tutti i suoi componimenti.
Cominciamo dal lavaggio del corpo, una bella sciacquata in acqua dolce (meglio
se corrente) impedisce l’essiccazione dei cristalli di sale. Non bisogna però
limitarsi alla sola muta, occorre infatti eseguire un attento ed accurato
lavaggio alle valvole di carico e scarico, premendo il pulsante di carico più
volte sotto un getto di acqua corrente, mentre per la valvola di scarico,
ruotare più volte a dx e a sx la ghiera di regolazione mentre l’acqua scorre.
Anche per i polsini ed il collarino, si rende necessaria questa operazione, non
solo per eliminare le tracce di sale, ma anche per asportare le tracce di sudore
presenti all’interno: il grasso prodotto dal sudore infatti, a lungo andare
potrebbe danneggiare la mescola di gomma che li compone; dopo il lavaggio
cospargere di talco le parti.
Per la cerniera, un buon lavaggio ed un’accurata ispezione sull’interno,
passando un panno umido, dovrebbero garantire una buona pulizia. Quando la
cerniera sarà asciutta, si completerà l’operazione passando su di essa uno stick
di paraffina e facendo scorrere due o tre volte il cursore da un capo all’altro
della cerniera. La muta asciutta verrà poi opportunamente riposta, meglio ancora
se appesa per i piedi, in luogo fresco, asciutto e buio, lasciando aperta la
cerniera.
Tutti gli interventi di riparazione
devono essere eseguiti da personale qualificato. Qualunque intervento
occasionale serve solamente a risolvere un problema in maniera provvisoria; lo
stesso si ripresenterà in maniera più grave successivamente, per cui dal
rattoppo allo sbloccaggio di una valvola, appena possibile portare la muta
stagna da un tecnico vero.

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