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ORIENTAMENTO
STRUMENTALE
(terza
parte)
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a
cura di: Michele Perna |
METODO DI CALCOLO
Sappiamo che 1 MIGLIO nautico equivale a
1852 metri.
Sappiamo che 1 ORA equivale a 3600 secondi.
Per cui se divideremo il MIGLIO per i SECONDI otterremo: 1852/3600 =
0,5 m/sec (arrotondati per difetto).
Significa che: un oggetto galleggiante si muoverà sulla superficie di
un liquido di mezzo metro al secondo spinto da una forza che
chiameremo NODO.
Possiamo quindi stabilire che un NODO è la velocità stimata di un
oggetto galleggiante, cronometrato su una certa distanza.
ESEMPI
1852/3600 = 0.5 =1 nodo
1852/1800 = 1 = 2 nodi
Ora riportiamo questo metodo di calcolo alla nostra dimensione, vale a
dire limitandoci semplicemente a distanze percorribili in campo
subacqueo, e formuliamo alcuni esempi di stima della velocità di
corrente.
Riprendiamo ad esempio l'oggetto galleggiante che viaggia a 0.5 m/sec:
significa che esso, alla velocità di un nodo, percorrerà 3 metri in
sei secondi, oppure, alla velocità di due nodi, percorrerà 3 metri in
tre secondi.
A COSA SERVE CONOSCERE QUANTO SOPRA?
Gli esempi sopraccitati servono appunto a valutare la forza della
corrente per correggere lo scarrocciamento che essa potrebbe causarti;
in questo modo avrai l'opportunità di correggerlo prima di
intraprendere il percorso.
DISTANZA DELL'OBIETTIVO
Essa può essere determinata in superficie dalle carte nautiche, ma in
immersione, per distanze sotto i 350 metri, una stima sarà più che
sufficiente, salvo percorsi molto tecnici dove i medesimi sono
riportati in misurazioni dettagliate e specifiche, ma è un aspetto
estremamente tecnico che sconfina dai nostri normali interessi
subacquei.
LA VELOCITA' DI NUOTO
Esistono due metodi per trovare la propria velocità di nuoto, uno è in
riferimento ai metri percorsi al secondo, l'altro ai metri percorsi
per pinneggiata.
Ambedue in relazione alla nostra esperienza sono validi.
1. METRI/SECONDO
Provando per una serie di volte un percorso in immersione , misurato
con esattezza in precedenza , tracciamone una media cronometrando i
secondi. Fatto ciò, dividendo la distanza per i secondi, otterremo la
nostra velocità espressa in metri al secondo.
Esempio
Percorso di metri 50
Prima prova: Tempo impiegato 52 secondi
Sec. prova: Tempo impiegato 48 secondi
Terza prova: Tempo impiegato 50 secondi
Tempo di Media 50 secondi
Formula per il calcolo Percorso 50 /m : tempo Media 50 /sec = 1 m/sec
2. METRI/PINNEGGIATA
Provando per una serie di volte un percorso in immersione, misurato
con precisione in precedenza, tracciamone una media contando le
pinneggiate. Fatto ciò, dividendo la distanza per il numero delle
pinneggiate, otterremo i metri per pinneggiata.
Esempio
Percorso di 50 metri
Prima prova: 55 pinneggiate
Seconda prova: 50 pinneggiate
Terza prova: 45 pinneggiate
Media pinneggiate 50
Formula per il calcolo: Percorso 5o metri: 50 pinneggiate media = 1
pinneggiata al metro.
Mettendo ora assieme tutti i fattori conosciuti, cerchiamo con un
esempio di applicare il metodo.
Esempio: (riferito ad una stima della distanza approssimativa e
senza l'ausilio della bussola)
Distanza obiettivo in immersione metri 30
Velocità di pinneggiata 1 m/sec
Velocità della corrente 1 nodo da dx verso sx
Per coprire la distanza di 30 metri dovremmo sommozzare per 30
secondi, ma la corrente di 1 nodo (0.5 MT/sec) ci spinge a sinistra.
Spostandoci dall'obiettivo di metri 15 (0.5mt/sec per 30 sec) dovremo
quindi , una volta percorsi i 30 sec di sommozzata, ruotare di 90
gradi verso destra ed eseguire un percorso di 15 secondi per ritrovare
il bersaglio. Considerando però che il percorso sarà contro corrente e
quindi la forza della medesima rallenterà la spinta della nostra
pinneggiata, in questo caso occorreranno 30 secondi invece che 15 per
raggiungere l'obiettivo.
E' ovvio che il procedimento resta lo stesso nel caso in cui la
corrente spingesse a destra, basterà semplicemente variare la
rotazione di 90 gradi (verso sinistra invece che verso destra).
Ripetizione del medesimo test ma con utilizzo della bussola.
IL PERCORSO IN COPPIA
Partendo da una regola basilare della subacquea, NON IMMERGETEVI
MAI DA SOLI, sfrutteremo questa norma di sicurezza per far sì che
le varie fasi del test diventino più precise.
Per cui uno dei due sommozzatori fungerà da pilota navigatore, ovvero
stabilirà la direzione da intraprendere, con l'ausilio della bussola e
si posizionerà avanti, mentre il secondo starà dietro controllando il
cronometro, dando al primo le opportune segnalazioni allo scadere dei
secondi.
Ora seguendo la prassi del RILEVAMENTO DEL PUNTO inizierà il
percorso, allo scadere dei secondi convenuti il cronometrista toccando
una gamba del compagno segnalerà la fine del primo tratto. Eseguito
l'eventuale calcolo dello scarrocciamento, il navigatore ruoterà nella
direzione opportuna di 90 gradi (prassi dello scarrocciamento)
posizionandosi nella maniera corretta e impostando i nuovi dati sulla
bussola.
ESEMPIO:
Due sommozzatori (Tizio e Caio), devono compiere un percorso di 30
metri da un punto A ad un punto B. La direzione di sommozzata è:
allineando la linea di fede dal punto A al punto B ed allineando il
punto di riferimento posto sulla ghiera della bussola sul NORD
magnetico rilevato dall'ago della medesima 30 GRADI NE, dalla destra
di Tizio (navigatore) si rivela una corrente di circa 1 NODO di
intensità. Sappiamo che i due sub nuotano in immersione alla velocità
di 1 metro al secondo. I due dopo aver effettuato le procedure
preliminari, ovvero: l'annotazione dei dati inerenti PROFONDITÀ, ARIA,
ORA, DIREZIONE, ecc. si scambiano un cenno di intesa. TIZIO si prepara
posizionandosi e CAIO da il segnale di partenza; dopo aver nuotato per
30 secondi CAIO, toccando ad una gamba TIZIO, che si fermerà
immediatamente, segnalerà il percorso di trenta metri.
I due sub registreranno i dati del percorso sulla lavagnetta ed
eseguiranno il calcolo per compensare lo scarrocciamento causato dalla
corrente e la forza di opposizione della medesima sulla velocità di
nuoto.
Fatto ciò, TIZIO ruoterà di 90 gradi verso destra impostando
nuovamente la bussola (linea di fede 120 gradi 30 + 90 = 120 E),
tenendo allineato il nord magnetico con il punto di fede ed allineando
tutto il corpo con la linea di fede, attenderà che CAIO dia il segnale
di partenza, percorsi altri trenta secondi, che dovrebbero
corrispondere a 15 metri per causa della corrente opposta, i due
troveranno il punto B.
Per verificare l'esattezza del test, dal punto B tornare al punto A
senza fare il percorso a ritroso, vale a dire: dal punto B compiere
una rotazione di 90 gradi e nuotando, per trenta secondi, ed aiutati
dalla corrente, TIZIO e CAIO si ritroveranno al punto di partenza.
Mano a mano che si prende familiarità con la tecnica di orientamento,
si possono aumentare le difficoltà nell'eseguire percorsi e ritorni.
Volutamente, non ci addentriamo oltre nel descrivere la tecnica
poiché alcune informazioni in mano a sommozzatori poco esperti,
potrebbero senza la guida di un istruttore, essere causa di cattive
interpretazioni o, cosa più facile, causa di maggior confusione in
materia.
LA RICERCA
Considerando le molteplici situazioni che si possono verificare in
immersione, dallo smarrimento di un oggetto, alla ricerca di una
qualsiasi cosa, avere qualche illustrazione di metodo potrebbe tornare
utile. È ovvio che i consigli che verranno qua trattati sono solo di
carattere generale ed ogni individuo dovrà adattarli alle proprie
capacità ed alla propria esperienza.
Se vuoi approfondirlo, chiedilo.
Per collegare la ricerca con l'orientamento, abbiamo inserito in
questo programma, due metodi, che prendono spunto dalle tecniche sino
ad ora apprese.
I METODI DI RICERCA
I due metodi che sono la ricerca a spirale e la ricerca in
parallelo, possono essere applicati con l'ausilio della bussola,
se si vogliono ottenere risultati tecnici.
La ricerca a Spirale, è indicata su fondali di una certa
pendenza con ostacoli non troppo grossi.
La ricerca in Parallelo, è indicata per qualunque tipo di
fondale.
Entrambi i metodi hanno in comune un punto di partenza che deve essere
segnalato, (corpo morto, pedagno, o altro).
Il primo consiste nel partire dal punto segnalato, ed allargandosi si
effettua una spirale a base quadrata.
Esempio: Partenza 15 sec verso
nord, virata di 90 gradi verso EST, percorso di 20 secondi, fermata e
virata verso sud, percorso di 25 secondi, fermata e virata verso
ovest, percorso di 30 secondi, ecc. ecc. Si può variare la spirale,
percorrendo due dei quattro lati in tempi uguali , non consigliamo
altre variazioni .
Il secondo consiste nel partire dal punto segnalato per compiere dei
passaggi paralleli.
Esempio: Partenza dal riferimento,
e sommozzando in linea retta, si esegue un percorso di una certa
durata, (metodo MT/sec oppure numero tot pianeggiate = MT) coperto il
quale, ci si ferma, e ruotando di 90 gradi si esegue un altro
percorso, a formare un angolo retto, normalmente quest'ultimo tratto
deve essere più breve del precedente, e comunque sempre in condizione
di avere il profilo del percorso precedente a vista.
A questo punto, si esegue un'altra virata
di 90 gradi, e si effettua il passaggio in parallelo del primo di
andata, che deve avere la stessa durata in secondi o in pinneggiate, e
così via sino a coprire un settore di quattro o cinque passaggi.
Lo scopo di queste prove di ricerca, è perfezionare l'uso della
bussola e della tecnica di orientamento.
Per pura informazione, queste tecniche,
assieme ad altri metodi di ricerca, vengono utilizzate in occasioni
diverse dal semplice scopo di divertimento o di perfezionamento
didattico, mi riferisco all'eventuale ricerca di un compagno
scomparso, e le stesse vengono applicate utilizzando riferimenti
visivi, per non lasciarsi distogliere dall'utilizzo troppo tecnico
della bussola, e per non compromettere l'esito della medesima.
Michele
Perna

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