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Facile
e divertente, impegnativo o estremamente tecnico, e chi più ne ha più
ne metta. Anche con l’ausilio di questi termini, le varie Didattiche della subacquea italiana, propongono i loro metodi d’insegnamento, quasi certamente tutti validi e consolidati da anni di fervente attività. Ma
da qualche tempo, mi domando: Che cosa ha portato di positivo alla subacquea
tutto questo fiorire di Agenzie e Federazioni? Sinceramente
non sono riuscito a darmi una risposta soddisfacente in termini di logica e di
buon senso, di onestà con se stessi e con gli altri, e di razionalità in
merito a ciò che è bene spiegare in maniera approfondita, o se invece
convenga, rimandare la trattazione di alcuni argomenti per motivi legati
soprattutto alla sicurezza. Questo
sport, grazie alla tecnologia, alla scienza, ed agli investimenti delle
Aziende del settore, si è trasformato in un’attività ricreativa quasi di
massa, l’immersione in generale diviene sempre più sicura, e tantissimi
sono i praticanti in tutto il mondo che lo testimoniano. Segnale che esiste
maggior attenzione per gli aspetti legati alla formazione teorico-pratica
degli allievi sommozzatori. Tutte
le organizzazioni didattiche prevedono alla fine del corso una serie di
verifiche più o meno semplici per valutare la concessione del brevetto di
abilitazione. Sotto
certi aspetti c’è chi afferma che sia una specie di controllo della qualità
a tutela del consumatore stesso. Questo
è quello che avviene attualmente sul mercato internazionale della subacquea. La
colpa? Sicuramente non è delle Agenzie o delle Federazioni (perlomeno lo
spero), poiché tutte prevedono un livello qualitativo e addestrativo minimo. Ho
motivo comunque di ritenere che si possano attribuire delle precise colpe a:
In
questa rubrica, cercheremo di offrire una visione differente: cureremo non
solo gli aspetti della teoria di base ma ci occuperemo soprattutto delle
motivazioni, con lo scopo di offrire un maggiore slancio ed interesse alla
passione per la subacquea. In
questo percorso, tratteremo anche gli aspetti mirati a quelle che vengono
definite specializzazioni, ma con quella componente in più che spesso viene a
mancare in qualche insegnante: l’esperienza. Con
la speranza di coinvolgervi e trovare consenso all’iniziativa Michele
Perna |