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Scoperto nel 1915 in occasione dei lavori legati all'escavazione di una trincea ferroviaria della linea Roma-Napoli, il più antico dei due anfiteatri puteolani giace ancora interrato. Orientato sull'asse NNE-SSW, misurava metri 139x103,5. Attualmente si riconoscono alcune arcate del perimetro esterno sulla via Solfatara ed un piccolo settore della "summa cavea" verso via Vigna, già coronato da una galleria voltata e purtroppo tranciato dalla linea ferroviaria.
Strutturalmente simile all'anfiteatro di Pompei ed ugualmente privo dei sotterranei, il monumento puteolano, innalzato probabilmente in epoca sillana (primi decenni del I sec. a.C.), è molto importante per una peculiarità progettuale: allo scopo di limitare al massimo le spese di costruzione, si decise di appoggiare gran parte delle strutture su un preesistente pendio del terreno, evitando così tanto le costose sostruzioni murarie quanto i terrapieni artificiali documentati in analoghi edifici coevi. Svetonio e Dione Cassio menzionano esplicitamente l'anfiteatro minore: il primo ricorda i "celeberrimi ludi" che si tenevano a Puteoli in età augustea, il secondo descrive i grandi giochi con i quali, nel 66 d.C., Nerone volle onorare Tiridate, il nuovo re dell'Armenia designato da Roma. da "Oltre il Mito" Associazione culturale Oltre l'Averno |