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Il Porto di Pozzuoli |
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IL MOLO (detto Caligoliano) Dellantico molo di Puteoli, una delle realizzazioni architettoniche più imponenti dellantichità, oggi non sussiste più nulla, in quanto le poche strutture ancora visibili allinizio del secolo sono state coperte dal molo moderno. E tuttavia possibile ricostruirne loriginaria fisionomia sulla base delle rappresentazioni antiche (fiaschette vitree, disegno Bellori), nonché di numerosi disegni e incisioni realizzati nel corso dei secoli.
Il pontile, lungo m. 372 e largo m. 15-16, correva su una serie di arcate poggianti su 15 pilastri rettangolari (pilae), spessi m. 5-6 ca. Scopo delle arcate era di spezzare lurto dei marosi e di facilitare il deflusso dellacqua dal porto, evitandone linsabbiamento. Una leggera curvatura consentiva una maggiore resistenza alla forza dei venti e delle mareggiate. Alle estremità del molo erano situati due archi trionfali; il primo, prossimo alla terraferma, era sormontato da un gruppo di tritoni, mentre sul secondo era raffigurata la quadriga di Nettuno trainata da ippocampi; tra gli archi si ergevano due alte colonne onorarie con le statue dei Dioscuri, numi tutelari dei naviganti. Il molo, celebrato da vari poeti e scrittori antichi, fu realizzato nella prima età imperiale. Esso si inseriva in una lunga fascia di installazioni marittime (la ripa puteolana) che, dal sistema di banchine e approdi dellemporium, proseguiva verso il Portus Julius. Uniscrizione attesta che, in seguito ai danni provocati da una violenta bufera, limperatore Adriano ne ordinò un importante restauro, fatto poi eseguire nel 139 d.C. dal suo successore Antonino Pio. Un altro restauro effettuato nel 394 d.C. agli impianti portuali posti in prossimità del macellum, e ugualmente attestato da epigrafi, dimostra che alla fine del IV secolo il porto era ancora in piena attività; non molti anni dopo, tuttavia, il declino delle attività commerciali di Puteoli e laggravarsi dei movimenti bradisismici dovevano determinare il progressivo degrado della ripa e labbandono del molo, presto coperto dalle acque. Tratto da "I campi Flegrei" un itinerario archeologico Marsilio Editori - pag. 122 |