Parchi Sommersi di Baia e Gaiola

   

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L’ISTITUZIONE DEI PARCHI SOMMERSI DI BAIA E GAIOLA

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n° 288 del 9/12/2002 dei decreti n° 303 – 304/2/02 del 9/12/2002, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio ha istituito i Parchi archeologici sommersi di Baia e Gaiola, i primi parchi archeologici ambientali sommersi d’Italia, ubicati rispettivamente il primo nelle acque di Baia sita nel Golfo di Pozzuoli, il secondo nella acque antistante il promontorio di Posillipo.

La loro istituzione era attesa quale strumento necessario alla tutela e valorizzazione di un’area che rischiava di scomparire per i continui danneggiamenti alle strutture antiche sommerse, sia per gli ormeggiatori abusivi di Portus Julius sia per i natanti che liberamente si ancoravano anche su mosaici antichi.

Il Parco Archeologico di Baia,si estende tra la testata del molo meridionale del porto di Baia, coincidente con il molo OMLIN, e la testata del molo del lido di Augusto sita nel Comune di Pozzuoli.
Alla legge istitutiva è allegata la pianta dell’area divisa in tre zone: “A – B – C”, dove

  • la zonaA”, comprendente il tratto di mare antistante la Punta Epitaffio, è di riserva integrale;

  • la zonaB”, comprendente il tratto di mare sito tra il lido di Augusto e il lido Montenuovo, è di riserva generale;

  • nella zonaC” ricadono le restanti aree marittime che sono di riserva parziale.

In ogni zona, a seconda del grado di protezione, sono consentite determinate attività regolate dalla legge stessa.

In attesa dell’affidamento della gestione del parco a soggetti pubblici o privati, ai sensi della legge 23 dicembre 2000 n° 388, la gestione è affidata provvisoriamente alla Soprintendenza Archeologica delle Province di Napoli e Caserta, che si avvale per la sorveglianza della Capitaneria di Porto di Napoli e dei Carabinieri del nucleo dei beni archeologici.
L’area sarà delimitata a mezzo di boe di segnalamento, in modo che chiunque possa riconoscere con facilità l’area protetta del parco.
Di seguito si allega, per ulteriore approfondimento, il testo della legge istitutiva del parco sommerso di Baia.

Nicola Severino


Decreto ministeriale 7 agosto 2002

Istituzione del Parco sommerso ubicato
nelle acque di "Baia", nel golfo di Pozzuoli

(G.U. della Repubblica Italiana n. 288 del 9 dicembre 2002)


IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
di concerto con i Ministri per i Beni e le attività culturali,
delle Infrastrutture e dei Trasporti,
delle Politiche agricole e forestali
e d'intesa con la Regione Campania


VISTA la legge 23 dicembre 2000, n. 388 e, in particolare, l'articolo 114, comma 10 il quale prevede, al fine di garantire la tutela, la conoscenza e la valorizzazione, anche per finalità sociali e occupazionali, dei parchi e dei musei sommersi aventi rilevante valore ambientale, storico, archeologico e culturale, l'istituzione del Parco sommerso ubicato nelle acque di Baia nel Golfo di Pozzuoli;

VISTA la legge 31 dicembre 1982, n. 979, recante disposizioni per la difesa del mare;

VISTA la legge 8 luglio 1986, n. 349, istitutiva del Ministero dell'ambiente;

VISTA la legge quadro sulle aree protette 6 dicembre 1991, n. 394;

VISTO l'articolo 1, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n.537, con il quale le funzioni del soppresso Ministero della marina mercantile in materia di tutela e difesa dell'ambiente marino sono trasferite al Ministero dell'ambiente;

VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999 n. 300 per la riforma dell'organizzazione del Governo;

VISTO l'articolo 2, comma 14, della legge 9 dicembre 1998, n. 426 con il quale, per l'istruttoria preliminare relativa all'istituzione e all'aggiornamento delle aree protette marine, per il supporto alla gestione, al funzionamento nonché alla progettazione degli interventi da realizzare anche con finanziamenti comunitari nelle aree protette marine, è stata istituita, presso il competente Servizio del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, la Segreteria tecnica per le aree protette marine;

RITENUTO pertanto di avvalersi per l'istruttoria istitutiva del Parco sommerso in argomento della predetta Segreteria tecnica, alla luce della particolare competenza in materia di specificazione di siti marini d'interesse ambientale e apposizione di misure di tutela;

VISTA l'istruttoria preliminare per l'istituzione del Parco sommerso di Baia svolta dalla Segreteria tecnica per le aree protette marine, riportata nella relazione del 14 marzo 2001;

VISTO il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 recante il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell'articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352;

VISTA l'istruttoria per l'istituzione del Museo sommerso di Baia svolta dalla Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Napoli e Casertariportata nella relazione del 20 marzo 2001 (prot. n. 8342); e la nota integrativa, in data 13 aprile 2001 (prot. n. 10700), relativa alla vincolistica delle aree in esame;

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica, 27 marzo 2001, n. 178 recante il Regolamento di organizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio;

VISTO il decreto n. 506/2/2001 del 31/12/2001 relativo all'impegno sul cap. 3961 E.F. 2001 della somma di Lit. 2.000.000.000 (duemiliardi) pari ad Euro 1.032.913,80 (unmilionetrentaduemilanovecentotredici/80) in favore del Ministero per i beni e le attività culturali, Direzione Generale per i beni archeologici.

RAVVISATA la necessità di provvedere all’istituzione del Parco sommerso di Baia;

DECRETA:

Articolo 1

1. E' istituito, di concerto con i Ministri per i beni e le attività culturali, delle infrastrutture e dei trasporti, delle politiche agricole e forestali e d'intesa con la Regione Campania, ai sensi della legge 23 dicembre 2000, n. 388, il Parco sommerso di Baia.

Articolo 2

1. Con riferimento alla cartografia allegata al presente decreto, del quale costituisce parte integrante, il Parco sommerso di Baia interessa il tratto di mare compreso tra la testata del molo di limite meridionale del porto di Baia ed il punto in testata del molo del Lido di Augusto, delimitanti la zona definita come "Baia romana sommersa", così come individuato dalla congiungente i seguenti punti, comprendendo anche i relativi territori costieri appartenenti al demanio marittimo:

Punto Latitudine Longitudine
A 1
B
I  1
40° 49’.91 N
40° 49’.60 N
40° 49’.07 N
014° 05’.94 E
014° 05’.94 E
014° 04’.61 E

2. I provvedimenti relativi all'utilizzazione e all'amministrazione del demanio marittimo, ricompreso all'interno del Parco sommerso di Baia, sono adottati dall'Amministrazione competente sentito l'Ente preposto alla gestione del medesimo Parco, individuato ai sensi dell'art. 5 del presente decreto.

Articolo 3

1. Nell'ambito delle finalità di cui all'articolo 114, comma 10 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 il Parco sommerso di Baia, in particolare, persegue:

la tutela ambientale e archeologica dell'area interessata;
la valorizzazione, anche per finalità sociali e occupazionali, delle risorse ambientali, storiche, archeologiche e culturali della zona;
la diffusione e la divulgazione della conoscenza dell'ecologia e della biologia degli ambienti marini e costieri e del patrimonio archeologico sommerso dell'area;
l’effettuazione di programmi di carattere educativo per il miglioramento della cultura generale nel campo dell'ecologia, della biologia marina e dell'archeologia;
la realizzazione di programmi di studio e ricerca scientifica nei settori dell'ecologia, della biologia marina, della tutela ambientale e dell'archeologia al fine di assicurare la conoscenza sistematica dell'area;
la promozione di uno sviluppo socio-economico compatibile con le rilevanze storico-naturalistico-paesaggistiche dell'area, anche privilegiando attività tradizionali locali già presenti. Nell'ambito dell'azione di promozione di uno sviluppo compatibile con le predette finalità, la disciplina delle attività relative alla canalizzazione dei flussi turistici, alle visite guidate e ai mezzi di trasporto collettivi, potrà prevedere che le predette attività vengano svolte prioritariamente dai cittadini residenti e da imprese avente sede nei Comuni ricadenti nell'area.

Articolo 4

1. All'interno del Parco sommerso di Baia, come individuato e delimitato all'articolo 2, sono vietate, fatto salvo quanto esplicitamente consentito dal presente articolo circa i regimi di tutela all'interno delle diverse zone, le attività che modifichino lo stato dei luoghi e che possano compromettere la tutela delle caratteristiche dell'ambiente e/o dei beni archeologici oggetto della protezione, nonché le finalità istitutive del Parco medesimo, ai sensi dell'articolo 114, comma 10 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. In particolare, sono vietate:

l'asportazione, la manomissione ed il danneggiamento anche parziale dei reperti archeologici e di formazioni geologiche e minerali;
la caccia, la cattura, la raccolta, il danneggiamento e, in genere, qualunque attività che possa costituire pericolo o turbamento delle specie vegetali e animali, ivi compresa l'immissione di specie estranee;
l’alterazione con qualunque mezzo, diretta o indiretta, dell'ambiente geofisico e delle caratteristiche biochimiche dell'acqua, la discarica di rifiuti solidi o liquidi e, in genere, l'immissione di scarichi non in regola con le più restrittive prescrizioni previste dalla normativa vigente che possano modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell'ambiente marino e/o dei reperti archeologici sommersi;
l'introduzione di armi, esplosivi e di qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, nonché di sostanze tossiche o inquinanti;
le attività che possano comunque arrecare danno, intralcio o turbativa alla realizzazione dei programmi di studio e di ricerca da attuarsi nell'area.
2. Nell'ambito del Parco sommerso di Baia, individuato ai sensi dell'articolo 2 del presente decreto, la zona A di riserva integrale comprende il tratto di mare antistante punta Epitaffio, così come riportato nella cartografia allegata al presente decreto e delimitato dalla congiungente i seguenti punti:

Punto Latitudine Longitudine
E 1
F
G
H 1
40° 49’.49 N
40° 49’.24 N
40° 49’.20 N
40° 49’.40 N
014° 04’.70 E
014° 05’.05 E
014° 04’.60 E
014° 04’.53 E

3. Nella zona A, oltre a quanto indicato al comma 1 del presente articolo, è vietato:

la balneazione;
le immersioni subacquee con o senza apparecchi respiratori, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 4, lettere a) e b);
la navigazione, l’accesso e la sosta con navi, imbarcazioni e natanti di qualsiasi genere e tipo, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 4, lettere a) e c);
l'ancoraggio, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 4, lettera a);
l'ormeggio, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 4, lettera a);
la pesca professionale e sportiva con qualunque mezzo esercitata, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 4, lettera d);
la pesca subacquea.
4. Nella zona A è, invece consentito:

La navigazione e la sosta alle unità navali di servizio con compiti di sorveglianza e soccorso e a quelle di appoggio ai programmi di ricerca scientifica per le finalità e con i modi esplicitamente determinati e autorizzati dall'Ente gestore;
le visite guidate subacquee autorizzate, contingentate e disciplinate dall'Ente gestore di cui al successivo articolo 5, compatibilmente con le esigenze di tutela dei fondali e dei reperti archeologici;
le visite a mezzo di unità navali aventi un pescaggio non superiore a 2,50 mt, specificamente autorizzate, contingentate e disciplinate dall'Ente gestore, di cui all'art. 5 del presente decreto.
la pesca sportiva con lenza o canna da terra riservata ai residenti nei comuni ricadenti nel Parco sommerso, autorizzata, contingentata e disciplinata, anche nei modi e nei luoghi, dall'Ente gestore di cui all'art. 5 del presente decreto.
5. Nell'ambito del Parco sommerso di Baia, individuato ai sensi dell'articolo 2 del presente decreto, la zona B di riserva generale comprende il tratto di mare antistante la costa compresa tra il molo del lido di Augusto e il pennello a terra di Lido Montenuovo, così come riportato nella cartografia allegata al presente decreto e delimitato dalla congiungente i seguenti punti:

Punto Latitudine Longitudine
A 1
B
C
D 1
40° 49’.91 N
40° 49’.60 N
40° 49’.60 N
40° 49’.91 N
014° 05’.94 E
014° 05’.94 E
014° 05’.62 E
014° 05’.62 E

6. Nella zona B, oltre a quanto indicato al comma 1 del presente articolo, sono vietati:

- la navigazione libera, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 lettera a) e dal successivo comma 7, lettere b) e c);
- l'ancoraggio, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 lettera a);
- l’ormeggio, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 lettera a);
- la pesca professionale, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 7 lettera d) del presente articolo;
- la pesca sportiva, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4, e successivo comma 7, lettera e) del presente articolo;
- la pesca subacquea.

7. Nella zona B, oltre a quanto previsto dal precedente comma 4 del presente articolo, sono invece, consentiti:

- la balneazione e le immersioni in apnea;
- la navigazione a motore ai natanti e imbarcazioni, come definiti ai sensi della legge 16 giugno 1994, n. 378, autorizzata e disciplinata dall'Ente gestore, di cui al successivo articolo 5, comunque a velocità non superiore a cinque nodi, nonché la navigazione a remi;
- la navigazione a motore per le visite e il trasporto collettivi, autorizzata e disciplinata dall'Ente gestore di cui al successivo articolo 5;
- l'esercizio della pesca professionale, nei modi e nei luoghi disciplinati dall'Ente gestore, di cui al successivo articolo 5, con gli attrezzi della piccola pesca previsti dall'articolo 19 del decreto del Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali, 26 luglio 1995, e con gli altri attrezzi selettivi di uso locale, compatibilmente alle esigenze di tutela dell'area, riservata ai pescatori residenti nei Comuni ricadenti nel Parco sommerso alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché alle cooperative di pescatori costituite ai sensi della legge 13 marzo 1958, n. 250, aventi sede legale nei detti Comuni alla data di entrata in vigore del presente decreto e loro soci inseriti alla stessa data nel registro di ciascuna cooperativa;
- la pesca sportiva con lenze e canna riservata ai residenti nei Comuni ricadenti nel Parco sommerso, autorizzata, contingentata e disciplinata, anche nei modi e nei luoghi, dall'Ente gestore di cui al successivo articolo 5.

8. Nell'ambito del Parco sommerso di Baia, individuato ai sensi dell'articolo 2 del presente decreto, la zona C di riserva parziale comprende il residuo tratto di mare all'interno del perimetro del Parco sommerso, riportato nella cartografia allegata al presente decreto, come delimitato al precedente articolo 2.

9. Nella zona C, oltre a quanto indicato al comma 1 del presente articolo, sono vietati:

- la navigazione libera, fatto salvo quanto previsto dai precedenti commi 4 e 7 del presente articolo;
- l'ancoraggio libero, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 lettera a) e dal successivo comma 10 lettera a);
- l’ormeggio libero, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 lettera a) e dal successivo comma 10 lettera b);
- la pesca professionale, fatto salvo quanto previsto dai precedente comma 7 lettera d) del presente articolo;
- la pesca sportiva, fatto salvo quanto previsto dai precedenti commi 4 lettera d) e 7 lettera e) del presente articolo;
- la pesca subacquea.

10. Nella zona C, oltre a quanto indicato ai commi 4 e 7 del presente articolo, sono consentiti:

- l’ancoraggio come disciplinato dall'Ente gestore di cui al successivo articolo 5, in zone appositamente individuate, compatibilmente con l'esigenza di tutela dei fondali;
- l'ormeggio come disciplinato dall'Ente gestore di cui al successivo articolo 5, in zone individuate e opportunamente attrezzate con gavitelli e ormeggi predisposti.

Articolo 5

1. La gestione del Parco sommerso di Baia è affidata, ai sensi dell'art. 114 della citata legge 23 dicembre 2000, n. 388.

2. Sino all'affidamento in gestione di cui al precedente comma 1, il Parco sommerso di Baia è affidato provvisoriamente in gestione alla Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Napoli e Caserta, che si avvale per la sorveglianza della Capitaneria di Porto di Napoli e dai Carabinieri del Nucleo per la tutela dei Beni Archeologici.

Articolo 6

1. All'onere derivante dalle prime spese relative all'istituzione del Parco sommerso di Baia, in particolare per l'installazione dei segnalamenti e quant'altro necessiti a dare precisa conoscenza della delimitazione del Parco sommerso e della sua ripartizione, nonché di quanto possa promuovere la diffusione e la divulgazione della conoscenza dell'ecologia e della biologia degli ambienti marini e costieri e del patrimonio archeologico dell'area, anche per finalità sociali e occupazionali, si farà fronte, con la somma di Lit. 1.000.000.000 (unmiliardo) pari a Euro 516.456,90, impegnata sul capitolo 3961 dell'U.P.B. 8.1.2.1 "Difesa del mare" dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, per l'esercizio finanziario 2001, di cui al citato decreto n. 506/2/2001 del 31/12/2001 e con la somma di Euro 516.457 (cinquecentosedicimilaquattrocentocinquantasette) da imputare sul capitolo 2760 dell'U.P.B. 5.1.2.1 "Difesa del mare" dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, per l'esercizio finanziario 2002.

2. Successivamente si provvederà ad effettuare le assegnazioni, per i seguenti esercizi finanziari, tenendo presenti gli stanziamenti di bilancio sul medesimo capitolo 2760 dell'unità previsionale di base 5.1.2.1 "Difesa del mare", ai sensi dell'art. 114 della citata legge 23 dicembre 2000, n. 388.

Articolo 7

1. La sorveglianza nel Parco sommerso di Baia, ai sensi dell'art. 19, comma 7, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, è effettuata dalla Capitaneria di Porto competente e dai Carabinieri del Nucleo per la tutela dei Beni Archeologici.

Articolo 8

1. Le disposizioni del presente decreto, per quanto attiene alla perimetrazione e alle misure indicate, potranno essere oggetto di riconsiderazione per ragioni scientifiche, di tutela e di ottimizzazione della gestione sotto il profilo socio-economico, volto al perseguimento dello sviluppo sostenibile delle aree interessate.

Articolo 9

1. Alle violazioni delle disposizioni del presente decreto si applicano le sanzioni previste dall'articolo 30 della legge 6 dicembre 1991, n. 394.

Roma, 7 agosto 2002

Il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
Matteoli

Il Ministro per i beni e le attività culturali
Urbani

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
Lunardi

Il Ministro delle politiche agricole e forestali
Alemanno

Registrato alla Corte dei conti il 9 ottobre 2002
Ufficio di controllo atti sui Ministeri delle infrastrutture ed assetto del territorio, registro n. 4 Ambiente e tutela del territorio, foglio n. 154

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