Villa  Marittima nella baia di Marina Grande di Bacoli


 

 

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Nel corso degli ultimi anni sono state effettuate, per conto della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, delle indagini subacquee lungo il tratto di costa che da Baia arriva fino a Miseno volte alla tutela del patrimonio archeologico; in seguito a queste ricognizioni sono state individuate, nella baia di Marina Grande di Bacoli, una serie di strutture murarie attribuibili ad una villa di epoca romana (fig. 1).

Figura n. 1
Fig.1 - Bacoli: planimetria generale delle strutture individuate

Bacoli viene ormai identificata con l'antico sito, pił volte citato dalle fonti antiche, “ad Baulos”. L'etimologia del toponimo, era stata messa in relazione con le stalle, dove, secondo la leggenda, Ercole avrebbe fatto riposare i buoi rubati a Gerione.
Sulla scia di questa tradizione ed a causa del bradisismo, che ha causato la sommersione di molte strutture situate lungo la costa, sopravvisse l'erronea notizia della presenza in questa zona di un tempio di Ercole. Il Paoli, alla fine del 1700, lo annota, nella realizzazione di una carta topografica, tra i monumenti presenti nei Campi Flegrei; ed il Carletti, vent’anni pił tardi, conferma la presenza di ruderi semisommersi specificando di aver visto colonne di ordine dorico e persino una statua di Ercole. Solo all'inizio dell'800 con il De Iorio si iniziano ad avanzare dubbi sulla loro interpretazione.

Ancora oggi la baia presenta, a terra, importanti resti archeologici: oltre alle innumerevoli strutture murarie, ormai inglobate nell'edilizia moderna, si conservano il teatro-ninfeo noto come Sepolcro di Agrippina a Nord ed i resti della cisterna c.d. Cento Camerelle, situata sul promontorio che chiude la baia a Sud.

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