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Nel corso degli ultimi anni sono state effettuate, per conto della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, delle indagini subacquee lungo il tratto di costa che da Baia arriva fino a Miseno volte alla tutela del patrimonio archeologico; in seguito a queste ricognizioni sono state individuate, nella baia di Marina Grande di Bacoli, una serie di strutture murarie attribuibili ad una villa di epoca romana (fig. 1).
Bacoli viene ormai identificata con l'antico sito, pił volte citato dalle fonti antiche, ad
Baulos. L'etimologia del toponimo, era stata messa in relazione con le stalle,
dove, secondo la leggenda, Ercole avrebbe fatto riposare i buoi rubati a Gerione. Ancora oggi la baia presenta, a terra, importanti resti archeologici: oltre alle innumerevoli strutture murarie, ormai inglobate nell'edilizia moderna, si conservano il teatro-ninfeo noto come Sepolcro di Agrippina a Nord ed i resti della cisterna c.d. Cento Camerelle, situata sul promontorio che chiude la baia a Sud.
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