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Storia dell'imperatore Claudio

 

 

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Claudio, figlio di Druso e Antonia, nipote di Tiberio, fratello di Germanico e zio di Caligola, nacque a Lione il primo giorno d’agosto del 10 a.C. Quando Caligola, divenuto imperatore di Roma nel 37 d.C., cadde preda della cosiddetta “follia dei Cesari” e nel 41 fu assassinato, tutti i maschi adulti della Gens Julia erano morti: l’unico in vita, di appena quattro anni, era Nerone.

Claudio fu tenuto lontano da tutte le cariche pubbliche importanti, forse a causa della lieve deformità fisica e la conseguente timidezza, che lo impacciavano e lo facevano sembrare ridicolo.

Fingendosi innocuo e privo di capacità, dedito elusivamente agli studi, Claudio, con astuzia e intelligenza, riuscì a sfuggire alle sanguinose attenzioni che Caligola rivolgeva ai suoi parenti. Incitato pare da Tito Livio, l’introverso Claudio si dedicò agli studi storici e scrisse molti libri (in greco) sulle antichità etrusche e cartaginesi.

Dopo la morte di Caligola, che aveva trasformato l’impero in una monarchia assoluta, Claudio, acclamato imperatore dai pretoriani, si dimostrò grande riformatore e conservatore; restaurò i rapporti di fiducia sia col senato che con l’esercito e richiamò all’ordine e alla cooperazione tutti gli apparati dello stato.

Il suo governo fu dettato da una tranquilla e saggia amministrazione e mirato, essenzialmente, all’evitare squilibri. Questo modo di gestire il potere e la volontà di collaborare col senato, avvicinava Claudio ad Ottaviano Augusto, alla cui figura egli si ispirò.

Claudio si sposò in terze nozze con Messalina da cui ebbe due figli: Ottavia Claudia e Britannico, nati rispettivamente nel 39/40 e 41 d.C. Donna dissoluta e dai facili costumi, Messalina fu prima ripudiata e poi uccisa nel 49 d.C.

Tempo dopo, grazie ad un decreto promulgato dal senato che consentiva il matrimonio fra consanguinei, Claudio sposò Agrippina, sorella di Caligola. Agrippina però aveva già un figlio, Lucio Domizio Enobarbo. Donna scaltra ed energica, partecipò attivamente alla vita politica del marito, sforzandosi di apparire diversa da Messalina.

Intanto, stando alla tradizione, tramava in favore del figlio. La prima cosa che fece fu quella di eliminare eventuali concorrenti alla corsa al trono di Roma: avvelenò Britannico spianando, in tal modo, la strada al figlio. Il disegno criminale di Agrippina appare chiaro quando fa adottare quest’ultimo da Claudio.

Divenuto membro della Gens Claudia, Lucio Domizio assunse sia il nome del nonno Nerone, che quello del casato adottivo Claudio. Non contenta, Agrippina riuscì ad unire in matrimonio Nerone con Ottavia, la figlia di suo marito.

Claudio che amava l’ingegno, la furbizia e l’intelligenza, tanto da auto-celebrarsi in Ulisse nel suo ninfeo Baiano, cadde nella trappola tesagli da Agrippina. La scaltra donna lo avvelenò con un piatto di funghi: era il 54 d.C.

Così muore il furbo Claudio, ma all’astuta imperatrice non sarà riservata sorte migliore. Per uno strano gioco del destino, Nerone la fece barbaramente assassinare da alcuni ufficiali della Classis Praetoria Misenensis (Aniceto, Obarito ed Erculeio) proprio nella località di Baia dove Claudio, così sontuosamente, aveva fatto decorare il suo stibadium per affermare la propria sovranità.

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