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Con l’ultimazione dell’indagine di scavo del ninfeo baiano di Claudio furono portate alla luce, oltre alle statue già descritte, anche una quantità di materiali, sia fittili che marmorei, di notevole interesse storico e archeologico.

Furono recuperate le due stupende spalliere (Klinai) marmoree dei letti triclinari, alcuni frammenti scultorei, una moneta aurea di età Giustinianea (ca. 482-Costantinopoli 565 d.C.), alcune anfore di diversa epoca e provenienza ed un’infinità di frammenti di lastre marmoree di diverso tipo.

Nei pressi del ninfeo e nella grande aula absidata, furono individuate alcune tombe con poveri resti umani, databili al III – IV sec. d.C. Una di queste, molto particolare, era di un bambino che, morto in tenera età, era stato deposto in un’anfora. L’anfora, poi, era stata collocata nella parete dell’abside, poco sopra il trono di Polifemo.

Museo Archeologico dei Campi Flegrei - Anfore di epoca diversa

Museo Archeologico dei Campi Flegrei - Alcune anfore rinvenute.

Museo Archeologico dei Campi Flegrei - Particolare anfora funeraria.

Museo Archeologico dei Campi Flegrei - Anfora funeraria

Questi resti inequivocabili ci permettono di sostenere che l’area nei pressi del ninfeo ed esso stesso furono frequentati fino ad età tarda, tanto da diventare anche area cimiteriale.

Stando agli studiosi un primo abbandono del ninfeo c’era già stato tempo prima a causa del bradisismo. Poco prima della caduta dell’impero, infatti, lo stibadium di Claudio fu violentemente spogliato dei marmi policromi e di alcune statue, fra le quali quella di Polifemo.

Il definitivo abbandono e il conseguente inabissamento del ninfeo, con il relativo crollo della volta, è da imputare ad una virulenta recrudescenza del fenomeno di subsidenza avvenuto nel IV secolo d.C.

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