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La statua di Antonia Minore

 

 

 

 

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L’ultima statua ad emergere dal mare di Baia fu quella di Antonia Minore. Grazie a quest’ultimo ritrovamento fu possibile effettuare la datazione e il nome del proprietario del ninfeo.

Il prof. B. Andreae, aiutato da immagini monetali e da un gran numero di iconografie, identificò la statua rinvenuta con Antonia Minore, madre dell’imperatore Claudio. Antonia veniva riprodotta sempre allo stesso modo, ovverosia con dettagli che permisero di svelarne l’identità: sulla capigliatura, sotto al diadema, ella portava un cerchio e la chioma si apriva a rivelare solo al centro la fronte; inoltre i capelli disegnavano un rigonfiamento davanti alle orecchie, dalle quali discendevano due piccoli boccoli.

Antonia Minore era la figlia di Marco Antonio (figlio di Giulia, sorella di Cesare) e Ottavia (sorella di Augusto, figlia di Gaio Ottavio e Azia, figlia di Giulia); sposò Druso (figlio di Tiberio Claudio Nerone e di Livia Drusilla), fratello minore del futuro imperatore Tiberio, che fu allevato nella casa di Ottaviano, secondo marito della madre. Poco prima del suo suicidio (37 d.C.) fu elevata al rango di Augusta, cioè di imperatrice, dal nipote Caligola.

Museo Archeologico dei Campi Flegrei - Statua di Antonia Minore

Museo Archeologico dei Campi Flegrei - Statua di Antonia Minore.

La donna mostra il capo adornato da un prezioso diadema traforato; è vestita come una dea greca e regge sul palmo della mano sinistra protesa un piccolo fanciullo alato, Eros, il dio dell’amore.

Ella è rappresentata come Venus Genitrix, cioè come personificazione di quella Venere che la Gens Julia onorava come progenitrice. In effetti fu lei, col suo matrimonio con Druso, ad unire il sangue dei Giulii con quello dei Claudii. Per suo figlio Claudio e per i discendenti di questi, era la Venere Genitrice che assicurava la continuità di sangue con la casa di Augusto. La Gens Julia faceva riferimento al mitico fondatore del popolo romano, Enea, ed al figlio di questi, Julo Ascanio, capostipite della famiglia.

E’ stato già affermato che Claudio aveva proposto nell’abside del suo ninfeo di Baia una scena dell’epopea omerica e che l’attimo prescelto era quello in cui Ulisse porgeva la coppa a Polifemo. La stessa scena propose Tiberio nella sua villa di Sperlonga e stesso tema adotterà Nerone per la sua Domus Aurea a Roma. E’ ipotizzabile, quindi, che il mitico progenitore della Gens Claudia fosse Ulisse, mentre il figlio Telegono, nato dall’unione con la maga Circe, il capostipite.

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