7 La statua di Ulisse
|
La stessa cosa non possiamo dire se analizziamo la statua di Ulisse. L’imperatore Claudio, che di Ulisse ne ammirava l’intelligenza, l’astuzia e l’ingegno, riuscì a salvarsi la vita fingendosi innocuo al cospetto del nipote Caligola e, probabilmente, si immedesimò nell’eroe greco assumendone anche l’aspetto.
La massiccia figura dell’eroe è avvolta in un chitone (tipica veste di marinai e artigiani) annodato sulla spalla sinistra. La testa e le spalle sono state divorate dai litodomi, come parte del drappeggio del mantello che Ulisse aveva ripiegato su ambedue i lati e gettato all’indietro. Il panneggio di stile ellenistico e la ricchezza dei dettagli, eseguiti per mano di uno scultore di età Claudia, spingono a credere che le sculture del ninfeo baiano derivino da originali di età classica ed ellenistica. La statua di Ulisse misura oggi, poiché priva della testa, 1,75 metri e in origine doveva raggiungere i sette piedi di altezza (metri 2,10 ca.). L’eroe è raffigurato in fedele aderenza alla narrazione dell’epopea omerica, portando la coppa, piena del vino di Marone, egli si avvicina a Polifemo. L’attimo prescelto è quello in cui il mostro invoca ancora da bere e chiede ad Ulisse il suo nome. Il busto è eretto ed avanza con passo sicuro, protendendo le braccia che sorreggono la coppa. La disposizione delle gambe e la muscolatura tesa indicano che il re di Itaca è pronto a balzare indietro al primo movimento del ciclope. Il suo atteggiamento esprime, ad un tempo, la temerarietà dell’accostarsi al pericolo ed una coraggiosa e saggia prudenza. |