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La statua di Baios

 

 

 

 

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Baios rappresentava l’uomo comune, “nudo” al cospetto del soprannaturale e non in grado di prendere decisioni immediate. Essa rappresenta la straordinaria realizzazione, con anatomica precisione, di una persona sorpresa in un complesso movimento nello spazio.

Museo Archeologico dei Campi Flegrei - La statua di Baios

Museo Archeologico dei Campi Flegrei - La statua di Baios

Il volto, anche se devastato dalla lunga permanenza in acqua e dall’opera dei litodomi, lascia comunque intravedere gli occhi sbarrati che guardano in alto verso Polifemo (la statua del gigante doveva superare i tre metri d’altezza);

la bocca, proprio nell’inequivocabile atteggiamento di stupore e paura, è aperta; la testa ruota lentamente sul collo; il corpo, spoglio da vesti, evidenzia il busto proteso in avanti; la muscolatura dell’addome è contratta ed il fiato mozzato dalla paura;

la mano sinistra istintivamente preme con forza la liscia pelle dell’otre ancora mezzo pieno;

la gamba sinistra poggia su un rialzo del suolo roccioso riprodotto sul plinto, mentre la gamba destra, allungata all’indietro, sprofonda nella nuda terra. In tale posizione, se attaccato dal mostro, Baios non avrebbe avuto scampo.

In questo semplice marinaio, fedele servitore del re di Itaca, notiamo l’uomo annichilito, pietrificato dalla paura; Baios rappresentava l’uomo comune, attonito ed inerme, di fronte ad un essere soprannaturale.

 

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