2 Basi marmoree del Sacello degli Augustali
|
Uscendo dalla sala dei Calchi in Gesso, seguendo l’attuale percorso di visita, che rasenta l’imponente muraglia, e, oltrepassato un angusto camminamento, si arriva in prossimità della Torre di Nord-Ovest detta anche Torre Tenaglia. In uno spiazzo all’ombra dell’imponente 2^ Torre Cavaliere, numericamente disposte, si ammirano ben 11 cippi marmorei rinvenuti tra il 1967-72 nel Sacello degli Augustali di Miseno. Le basi marmoree sono tutte di grande interesse storico poiché recano epigrafi a divinità e imperatori, dedicate dai personaggi più abbienti della città e dai facoltosi liberti (schiavi affrancati in cerca del riscatto sociale) che costituivano il ricco e potente Collegia degli Augustales (ministri del culto imperiale) della città militare.
Alcuni, come Cassia Vittoria, profusero parte della loro ingente ricchezza in lavori di ampliamento, abbellimento e restauro del tempio. Procedendo da destra verso sinistra, si notano le basi delle statue di Nerva, di Apollo, di Dioniso ed Esculapio. Quasi al centro di questo orologio senza tempo si colloca un’altra base dedicata all’imperatore Nerva; a seguire vi è una base senza epigrafi e una dedicata alla progenitrice della Gens Julia, Venere; e ancora, dei Curatores Quinto Caminio Abascanto e Caio Giulio Febo; chiudono l’ordine le basi del curatore perpetuo Lucio Lecanio Primitivo e del figlio adottivo di Nerva, Traiano.
Databile al 112 d.C., la base che reggeva la statua equestre dell’imperatore Traiano è più grande rispetto alle altre. Essa, come recita l’epigrafe, fu donata dai Caminii, dall’augustale Lucio Caminio Ermes Seniore e dai suoi due figli, Lucio Caminio Filippo e Lucio Caminio Ermes Juniore. Sui lati lunghi della base ammiriamo tre figure in rilievo; a destra c’è una donna in piedi su una nave rostrata che regge tra l’avambraccio e la spalla sinistra un timone, mentre poggia la mano destra sul timone della stessa nave. La donna personificava la Tutela Classis, la protettrice della flotta militare.
Quasi nell’angolo dello stesso lato è visibile un orceio (brocca), che rappresentava uno dei simboli del Collegio degli Augustali. Nel lato opposto un uomo togato regge con la sinistra una cornucopia e con la destra una patera, tipico recipiente culturale. L’immagine maschile rappresentava il Genio del Municipio e, come la precedente, riproduceva le fattezze di una statua che si trovava nel vicino foro della città. La base marmorea dedicata dal curatore Lucio Lecanio Primitivo al dio greco Dionisos, presenta su uno dei lati una nave oneraria scolpita in rilievo.
|