7 Il settore di Mercurio
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Percorrendo il perimetro superiore della Natatio, si arriva ad un pittoresco corridoio ad archi che porta nella Terma di Mercurio.
Seguendo il sentiero, sulla sinistra, sotto la volta del primo grande ambiente, si nota un curioso scherzo della natura: un albero capovolto. Si tratta di un fico selvatico nato dalla radice del precedente situato al di sopra della volta e reciso che, ricevendo nutrimento dal soffitto, ha sviluppato l’apparato radicale in alto e quello fogliare in basso.
Proseguendo si arriva in una grande sala con cielo a volta. Qui la quota effettiva non si ferma a quella calpestata ma si trova a circa sette metri più sotto (vale lo stesso discorso fatto per la Natatio). In basso a sinistra sintravede laccenno di un arco, parte superiore di una nicchia; analogamente a destra ce nè unaltra sotto lapertura praticata per far accedere i visitatori nel cosiddetto "Tempio di Mercurio". Il materiale che ha coperto questa zona per la maggior parte è stato trasportato dal mare; infatti, essendo larea flegrea sottoposta al continuo fenomeno bradisismico, cè stato un periodo in cui il livello del mare è arrivato a lambire la volta della sala. Guardando in alto, si nota lazione distruttiva dei marosi allimboccatura superiore. Varcato lingresso del "Tempio di Mercurio", si è subito avvolti dallatmosfera affascinante effusa da questa imponente costruzione: il laghetto interno, la luce riflessa ed il notevole fenomeno acustico, rendono questo locale unico e il più amato dellintero Scavo.
Anche in questo caso, il pavimento si trova ben al di sotto del livello attuale (precisamente a 6,70 metri); ciò dà una precisa idea sulla maestosità dellambiente, tenendo presente il periodo dorigine e le tecniche edilizie impiegate all’epoca. L’acqua che si vede all’interno, è di tipo termale mista a quella marina che vi arriva per capillarità essendo la quota a livello del mare. Sulla reale utilizzazione di questo locale si sono formulate varie ipotesi: "frigidarium", piscina coperta e "laconicum". Escludendo sicuramente la prima, probabilmente doveva essere un laconicum che fungeva anche da piscina coperta e questo si deduce dalle seguenti circostanze:
La parte dritta della parete circostante, era rivestita con lastre di marmo, e ciò si comprende dai numerosi fori simmetrici vedibili nei quali venivano infisse staffe di piombo per tenerle ancorate; la parte interna della cupola invece, era decorata a mosaico (ne restano alcune tracce).
All’uscita, varcando un altro passaggio praticato in epoca moderna, si arriva in un cortile dove sono presenti due piccoli pozzi, rivestiti con mosaico, alimentati da una sorgente termale ancora attiva. Tale acqua, con una temperatura che oscilla tra i 35 e i 37 gradi C°, è mista anch’essa a quella marina. Qui il piano di calpestio è quello reale, ed è evidente quindi che l’ingresso originario non poteva trovarsi dove si è entrati. Di fronte si aprono due sale termali anch’esse parzialmente allagate da acqua sorgiva e marina.
Quella di destra ha un’architettura più elaborata, con il soffitto ad "ombrello" e rivestito in mosaico. In basso, lungo il perimetro, vi sono alcune vasche per i bagni, mentre ai quattro angoli, sono ricavate altrettante nicchie, utilizzate probabilmente, per inalazioni di vapore.
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