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Il settore di Mercurio

 

 

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Percorrendo il perimetro superiore della Natatio, si arriva ad un pittoresco corridoio ad archi che porta nella Terma di Mercurio.

Parco Archeologico di Baia (Terme Romane di Baia): Settore di Mercurio

Parco Archeologico di Baia - Il settore di Mercurio. Sullo sfondo si nota la cupola del Tempio di Mercurio

Seguendo il sentiero, sulla sinistra, sotto la volta del primo grande ambiente, si nota un curioso scherzo della natura: un albero capovolto. Si tratta di un fico selvatico nato dalla radice del precedente situato al di sopra della volta e reciso che, ricevendo nutrimento dal soffitto, ha sviluppato l’apparato radicale in alto e quello fogliare in basso.

Parco Archeologico di Baia - Foto del fico selvatico capovolto che riceve nutrimento dalla volta. Uno scherzo della natura!

Parco Archeologico di Baia (Terme Romane di Baia): Fico capovolto

Proseguendo si arriva in una grande sala con cielo a volta. Qui la quota effettiva non si ferma a quella calpestata ma si trova a circa sette metri più sotto (vale lo stesso discorso fatto per la Natatio). In basso a sinistra s’intravede l’accenno di un arco, parte superiore di una nicchia; analogamente a destra ce n’è un’altra sotto l’apertura praticata per far accedere i visitatori nel cosiddetto "Tempio di Mercurio".

Il materiale che ha coperto questa zona per la maggior parte è stato trasportato dal mare; infatti, essendo l’area flegrea sottoposta al continuo fenomeno bradisismico, c’è stato un periodo in cui il livello del mare è arrivato a lambire la volta della sala. Guardando in alto, si nota l’azione distruttiva dei marosi all’imboccatura superiore.

Varcato l’ingresso del "Tempio di Mercurio", si è subito avvolti dall’atmosfera affascinante effusa da questa imponente costruzione: il laghetto interno, la luce riflessa ed il notevole fenomeno acustico, rendono questo locale unico e il più amato dell’intero Scavo.

Parco Archeologico di Baia (Terme Romane di Baia): Interno del Tempio di Mercurio

Parco Archeologico di Baia - Parte interna del Tempio di Mercurio

Anche in questo caso, il pavimento si trova ben al di sotto del livello attuale (precisamente a 6,70 metri); ciò dà una precisa idea sulla maestosità dell’ambiente, tenendo presente il periodo d’origine e le tecniche edilizie impiegate all’epoca.

L’acqua che si vede all’interno, è di tipo termale mista a quella marina che vi arriva per capillarità essendo la quota a livello del mare.

Sulla reale utilizzazione di questo locale si sono formulate varie ipotesi: "frigidarium", piscina coperta e "laconicum". Escludendo sicuramente la prima, probabilmente doveva essere un laconicum che fungeva anche da piscina coperta e questo si deduce dalle seguenti circostanze:

  1. la costruzione a cupola, tipica della laconica, creata con lo scopo preciso di trattenere il vapore caldo;

  2. il "lumen" centrale che in questo caso non aveva solo la funzione di dare luce all’ambiente, (già svolta egregiamente dai quattro finestroni laterali) ma, come già detto in occasione del laconicum delle Piccole Terme, quella termodinamica. Sulla superficie esterna della cupola, infatti, si trovano alcuni gradini che conducono alla sua imboccatura.

  3. La presenza di una vena d’acqua calda, nella zona nord-ovest del laghetto.

La parte dritta della parete circostante, era rivestita con lastre di marmo, e ciò si comprende dai numerosi fori simmetrici vedibili nei quali venivano infisse staffe di piombo per tenerle ancorate; la parte interna della cupola invece, era decorata a mosaico (ne restano alcune tracce).

Parco Archeologico di Baia - Parte interna del Tempio di Mercurio. Uno dei quattro finestroni laterali

Parco Archeologico di Baia (Terme Romane di Baia): Finestrone del Tempio di Mercurio

    

Parco Archeologico di Baia (Terme Romane di Baia): Il lumen del Tempio di Mercurio

Parco Archeologico di Baia - Parte interna del Tempio di Mercurio. Il "lumen" presente in alto al centro della cupola

All’uscita, varcando un altro passaggio praticato in epoca moderna, si arriva in un cortile dove sono presenti due piccoli pozzi, rivestiti con mosaico, alimentati da una sorgente termale ancora attiva. Tale acqua, con una temperatura che oscilla tra i 35 e i 37 gradi C°, è mista anch’essa a quella marina.

Qui il piano di calpestio è quello reale, ed è evidente quindi che l’ingresso originario non poteva trovarsi dove si è entrati.

Di fronte si aprono due sale termali anch’esse parzialmente allagate da acqua sorgiva e marina.

Parco Archeologico di Baia (Terme Romane di Baia): Interno della sala termale nel settore di Mercurio

Parco Archeologico di Baia - Interno della sala termale di sinistra con vasche laterali

Quella di destra ha un’architettura più elaborata, con il soffitto ad "ombrello" e rivestito in mosaico. In basso, lungo il perimetro, vi sono alcune vasche per i bagni, mentre ai quattro angoli, sono ricavate altrettante nicchie, utilizzate probabilmente, per inalazioni di vapore.

Parco Archeologico di Baia - Particolare del soffitto ad ombrello

Baia Parco Archeologico: Particolare del soffitto ad ombrello

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