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Natatio

 

 

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Ritornati alle scale, di fronte si apre un ampio spazio che, secondo il prof. Maiuri, doveva essere una piscina scoperta (natatio). La prerogativa di quest’area è che il fondo della vasca non è quello che si osserva, ma si trova ben sette metri più sotto. All’epoca degli scavi, infatti, la superficie attuale si trovava pochissimi centimetri sopra il livello del mare e ciò sconsigliò di andare oltre.

Probabilmente questa piscina (come il resto delle Terme) fu usata dai marinai della "Classis Misenensis" (flotta di Miseno) su invito di Nerone, affinché ritemprassero il corpo e lo spirito ma anche per farlo divertire con le spettacolari rappresentazioni di battaglie navali (naumachie).

Il perimetro superiore della Natatio era a peristilio, circondato, in altre parole, da porticati a colonne; un esempio ricostruito è visibile nell’angolo a sinistra.

Parco Archeologico di Baia (Terme Romane di Baia): Natatio vista dall'alto

Parco Archeologico di Baia - Veduta dall'alto della Natatio

 

Parco Archeologico di Baia - Natatio, veduta del peristilio ricostruito

Parco Archeologico di Baia (Terme Romane di Baia): Veduta del peristilio dalla Natatio

Sotto quest’ultimo, sono presenti due tipi d’intonaci affrescati: uno con immagini di divinità e stile tipicamente romani; l’altro, sottoposto a questo (si nota nella parte superiore destra), con stile e divinità egizie. Si riconosce il dio Anubi, con la testa di sciacallo, che aveva il compito di trasportare le anime nell’aldilà.

Parco Archeologico di Baia (Terme Romane di Baia): Figura del dio Anubi

Parco Archeologico di Baia (Terme Romane di Baia): Figura di Bacco

Anubis

Bacco

Parco Archeologico di Baia (Terme Romane di Baia): Figura di satiro

Satiro

Parco Archeologico di Baia - Decorazioni presenti sull'intonaco del Peristilio

Anche questo intonaco è comunque d’epoca romana e testimonia l’influenza ricevuta dall’Egitto nel periodo in cui questo divenne una prefettura romana e dipendeva direttamente dall’imperatore.

I colpi che si vedono sull’intonaco sottostante, non sono opera di vandali come si potrebbe credere a prima vista, ma sono scalpellature, praticate dagli stuccatori dell’epoca, per farvi aderire l’intonaco successivo.

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