4 Le Piccole Terme
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Dopo pochi gradini si arriva nella zona più antica degli Scavi: le "Piccole Terme".
Questarea è caratterizzata da un ambiente particolare, un "laconicum" (sala per la traspirazione del corpo), realizzato con pavimento a "suspensurae" (pilastrini di terracotta che sorreggevano un secondo pavimento rialzato e amovibile) che permetteva le esalazioni di vapore caldo dal basso ed in modo uniforme. In alto è presente un foro circolare che in origine aveva una funzione termodinamica: tappato tratteneva il vapore caldo realizzando lo scopo del locale, alla rimozione del coperchio invece, essendo l’aria calda molto più leggera di quella fredda, esso ne defluiva rapidamente. Di fronte si accede ad un’ampia terrazza. Essa dà modo di poter osservare il Parco Archeologico nel suo insieme ed anche la costa da Punta dell'Epitaffio a Pozzuoli. Qui è doveroso soffermarsi sulla posizione privilegiata di Baia. Essa, infatti, si trovava tra Pozzuoli, grande centro commerciale (vedi il "Macellum"), e Miseno.
Miseno fu porto militare e sede della più grande flotta romana del Mare Nostrum: la Classis Praetoria Misenensis. Proprio questultima portò i primi soccorsi alla popolazione pompeiana quando ci fu leruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Inoltre, proprio alle spalle del porto di Miseno, si trovava la Scuola Militare che ha attribuito il nome allattuale Miliscola.
Luogo di notevole interesse, è il lago Lucrino (dal latino lucrum: guadagno economico) radicalmente mutato rispetto alla forma originaria, in seguito ad una violenta eruzione che si ebbe nel 1538 proprio sulla sua costa, che provocò in una sola notte (tra il 28 e il 29 settembre) la nascita di Monte Nuovo. Nel lago Lucrino, Sergio Orata impiantò un grande allevamento di pesci (soprattutto orate, alle quali deve il suo appellativo) ed ostriche, molto rinomate e richieste nei ricchi banchetti della nobiltà romana. Le dimensioni del lago erano notevoli e comunicava sia col mare sia con laltro lago attiguo, il Lago Averno (adibito a porto militare) dal quale si poteva accedere fino a Cuma tramite la Grotta di Cocceio.
Di fronte, perentoria, si stacca la sagoma del Castello Aragonese di Baia. Esso fu fatto edificare alla fine del 1400 da Alfonso II dAragona per difendere il golfo dalle frequenti scorrerie dei pirati. Si sostiene che la fortezza sia stata costruita sulle rovine dellantico Palazzo dei Cesari poiché, secondo Tacito, la villa di Cesare si ergeva sul punto più alto del promontorio dominando il golfo di Baia. In base a questa testimonianza però, è più credibile che il Castello sia stato costruito attorno alla villa inglobandone le rovine sulla sua sommità.
Descritto lo scenario geografico, bisogna soffermarsi brevemente sugli illustri frequentatori ed alcune vicende a loro correlate. In realtà Baia Imperiale non era solo luogo di cura e soggiorno ma anche di vizi, congiure e sregolatezze. A Miseno, in circostanze misteriose, morì Tiberio Claudio Nerone (imperatore dal 14 al 37 d.C.) alletà di 67 anni. Proprio a Baia, limperatore Caligola (nipote adottivo di Tiberio), in uno dei suoi (non rari) momenti di pazzia, fece radunare le navi della flotta di Miseno, segare gli alberi e, formato un lungo ponte galleggiante fino a Pozzuoli, lo attraversò in groppa al suo cavallo (che poi nominò senatore). A Baia soggiornò Claudio (proclamato imperatore nel 41 d.C. dopo luccisione di Caligola) con la moglie Messalina, donna dissoluta e dispotica, famosa per la sua incontinenza e i suoi delitti.
Nerone, il più famoso di tutti riguardo a follia, proprio qui prese la decisione di liberarsi definitivamente della madre Agrippina: la prima volta cercò di farla perire nelle acque del golfo architettando una disgrazia, alla quale però la donna scampò fortunosamente, successivamente raggiunse lo scopo affidandosi alle più sicure lame dei suoi luogotenenti. A tal proposito si precisa che il monumento situato a Bacoli, chiamato "Tomba di Agrippina", è in realtà un teatro per audizioni musicali (odeon); la vera dislocazione del monumento funebre rimane ancora un mistero. In seguito, tutti gli altri imperatori, da Vespasiano a Diocleziano, chi in modo più evidente chi meno, lasciarono un’impronta del proprio passaggio o del loro governo. Riprendendo l'itinerario di visita, dalle Piccole Terme diamo uno sguardo nel settore di Sosandra. Dall’alto della terrazza è ben visibile il Teatro Ninfeo, una costruzione ad emiciclo con varie nicchie e prospetto a colonne con una vasca al centro, scenograficamente molto interessante. Esso era utilizzato per rappresentazioni, come luogo di frescura e belvedere. |