2 L'ingresso del Parco Archeologico di Baia
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Alle Terme si accede percorrendo il viale denominato "criptoporticum" causa la costruzione al centro di una fila darchi sormontati da una copertura in muratura sul lato destro (ne restano le tracce recintate) che dividevano questa zona in un lato soleggiato ed uno ombreggiato.
Sui muri è visibile la tipica costruzione a reticolo dei tufelli, denominata "opus reticulatum". In alto sono visibili alcuni ambienti con volta di non chiara destinazione probabilmente usati dal personale di servizio mentre altri, apparentemente simili situati alla fine del viale, sono chiaramente cisterne adibite alla raccolta dacqua.
Queste ultime col passare dei secoli persero la loro funzione originaria diventando ora rifugio ora prigione. Allinterno, infatti, sulle pareti vi sono scalfite diverse tacche segnatempo oltre a vari disegni di navi (galeoni, caracche, etc.) ed una serie di antiche scritte in diverse lingue, tra cui spicca una in latino del 1574 che recita il verso della Bibbia: Io sono la via e la verità e la vita. Nessuno viene al padre se non tramite me.
A proposito di cisterne, bisogna aggiungere che Baia era rifornita di acqua potabile dallacquedotto proveniente dalla sorgente del Serino (prov. d’Avellino) e proseguiva fino alla Piscina Mirabilis (a Bacoli). Lapprovvigionamento dei vari ambienti avveniva per caduta, dalle cisterne situate a monte degli stessi.
Sempre sul lato destro, una lunga scala porta sulle terrazze superiori ove si notano resti
di ambienti residenziali; questa zona, insieme al viale sottostante e agli altri
livelli successivi, è lunica a non avere costruzioni termali ed
è stata chiamata "Villa dellAmbulatio" (zona adibita al
passeggio).
Tutto il complesso è stato suddiviso in zone (Terme) per una più chiara e facile identificazione delle varie aree. Pertanto, guardando dall’alto verso il mare, sulla sinistra è visibile la Terma di Diana riconoscibile nel cosiddetto "Tempio di Diana", così chiamato a causa di vari affreschi raffiguranti scene di caccia rinvenuti all’interno. Della grossa cupola con punta ad ogiva ne resta la metà e rimane di là della ferrovia in proprietà privata e quindi al di fuori degli Scavi. In origine doveva essere un enorme sudatoio che raccoglieva i vapori caldi che scaturivano alla base della collina. Segue la Terma di Mercurio con il cosiddetto "Tempio di Mercurio" (o "Tempio dell’eco" per la sua eccezionale acustica), la Terma di Sosandra ubicata nella zona sottostante alla destra della rampa di scale che porta nella parte inferiore degli Scavi, e la Terma di Venere ancora più a destra, "decapitata" del cosiddetto "Tempio di Venere" (in origine probabilmente uno "stagnum") dalla strada sottostante e quindi anch’esso al di fuori del Parco Archeologico di Baia. L'espressione "Tempio", normalmente attribuita a costruzioni riservate al culto, è inesatta se riferita agli edifici di cui sopra perché sono esclusivamente termali ma tale denominazione, diventata popolare, è rimasta nella odierna terminologia. |
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