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 Fuorigrotta


Il termine Fuorigrotta deriva dal toponimo latino “Foris Crypta”, indicante per l’appunto una località situata all’uscita della famosa “Grotta di Posillipo” o “Crypta Neapolitana”, opera di Cocceio e voluta da Augusto per abbreviare il tragitto da Napoli a Pozzuoli Zona di origine vulcanica, appartenente alla regione dei Campi Flegrei, circondata ad est e a sud dalle alture di Posillipo e confinante con le località di Soccavo, Bagnoli ed Agnano, Fuorigrotta comprende oggi l’antico villaggio termale romano di Terracina, lo stadio San Paolo, l’ospedale omonimo, facoltà universitarie, impianti sportivi e ricreativi e l’area della Mostra d’Oltremare, all’interno della quale sono ancora visibili alcuni tratti ben conservati della via Pvteolis – Neapolim, il cui antichissimo tracciato è anche raffigurato sulla cosiddetta “Tabula Peutingeriana”, copia medioevale dell’“Itinerarivm Antonini”, risalente al IV secolo.

FUORIGROTTA - Mappa Duca di Noja

 E’ invece incerta l’assegnazione a questo territorio del “Praedium Marcianum” o “Marciano” che crediamo possa attribuirsi a Pianura (vedi a tal proposito il nostro lavoro su Pianura. n.d.r.).

Tabula di Peutinger - Segmento V - particolare

In passato c'erano solo due strade che mettevano in comunicazione Napoli e Pozzuoli: la “Via per colles”, più antica e alquanto disagevole, e la “Via per Cryptam”, meno lunga, ma forse altrettanto disagevole. Entrambe i percorsi attraversavano Fuorigrotta intorno al V miliario.

Foto A. Giuliani

In epoca greco-romana il possesso del territorio di Fuorigrotta dovette orbitare prima tra Cuma e Partenope-Neapolis, per poi essere conteso tra Neapolis e Puteolis e poi ancora tra Napoli ed i Normanni di Aversa in epoca medioevale. In epoca moderna la pertinenza amministrativa è spettata a Napoli, mentre quella religiosa alla diocesi di Pozzuoli.

BRAUN— HOEFNAGEL , Posillipo, 1775

La Crypta fu descritta da illustri personaggi, come Strabone e Seneca che ne criticarono il difficoltoso attraversamento a causa della polvere. Nemmeno le sue ristrutturazioni in epoca moderna: nel 1548 – per opera del viceré don Pedro di Toledo – e nel 1748 – per opera di Carlo di Borbone - che la pavimentarono e la resero più alta, abbassandone il calpestìo, migliorarono di molto la situazione, se anche Alessandro Dumas ebbe a lamentarsene.

Grotta di Posillipo o “Cripta Neapolitana” Foto del 1850

Le comunicazioni con Pozzuoli migliorarono con l’apertura della strada costiera che transitava per Bagnoli e La Pietra, ai piedi del monte Olibano.. Fatta costruire dal viceré spagnolo Parafano de Rivera intorno al 1618, quando venne chiuso il tragitto a nord del monte Spina, divenuto ormai impraticabile ed infestato da ladroni ( non a caso la strada è tuttora detta via Cavone degli Sbirri).

Il territorio di Fuorigrotta veniva coltivato, fin dall’antichità, da coloni che quotidianamente si spostavano da Napoli e da Pozzuoli. Non mancavano villae rusticae, poi sostituite da casali e masserie. In antiche pergamene si attesta l’esistenza a Foris Cryptae, nell’anno 985, di una chiesa dedicata a S. vitale. Qui dovette sorgere il primo nucleo abitato, affiancato posteriormente da altri sorti intorno a masserie come quella delle “Monache di Donnaregina” – quella di Cupa Perrillo a via Terracina, quella di san Giuseppe.

Nuclei che, a partire dal 1913, furono rasi al suolo durante l’opera di risanamento della società edilizia “Laziale”, opera perfezionata poi dalla radicale bonifica operata dal 1931 da Mussolini, per la costruzione della “Mostra triennale delle terre italiane d’Oltremare”. Intanto, dopo l’apertura del tunnel ora denominato delle “Quattro Giornate” nel 1884, seguiva nel 1925 l’apertura del “Tunnel della Laziale”. Si costruiva lungo le direttrici viarie di via Giulio Cesare – via Nuova Bagnoli, via Giacomo Leopardi e, col fascismo, di viale Cesare Augusto. Nel 1923 sorgeva il primo nucleo del rione Duca d’Aosta. Nel 1930 vedevano la luce il Rione Miraglia, il nuovo Rione Agnano ed il Rione Laziale. Sorsero poi nel dopoguerra il Rione dei Ferrovieri in via Giulio Cesare, e il Rione Lauro tra via Leopardi e via Terracina.

archivio foto storiche di Fuorigrotta

prof. Alessandro GIULIANI

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