LA VOCE DEI LAVORATORI

30/06/2001


Tante promesse e pochi fatti, dopo due anni di attesa non ci fidiamo più neanche dei sindacati. Solo parole gettate al vento. Troppi accordi e garanzie sulla carta: Tutti mai rispettati…”.

Monta la protesta degli 80 lavoratori edili del rione Terra. È scattata la mobilitazione generale, l’ennesima manifestazione. È protesta perché su 45 unità che dovevano essere assunte entro il 15 giugno scorso, solo la metà sono entrate in organico: 27 su 45. E gli altri 30/35 operai non hanno neppure date di riferimento.

Stanchi di aspettare tempi migliori, disperati per le loro condizioni economiche e familiari, i lavoratori edili hanno così occupato l’area di cantiere. Sono trascorsi due anni dal blocco del cantiere: 18 mesi sono stati impiegati per annunciare date di ripresa dei lavori e divulgare promesse e certezze che oggi valgono meno di uno spot elettorale. Il cantiere è stato riaperto il 14 maggio scorso: i lavori in appalto dovrebbero essere completati in 20 mesi. Tante sono le perplessità sollevate dagli operai.

Ventisette unità non possono portare a termine le opere nei tempi e con le modalità stabilite. Perché indugiano ancora a farci tornare al lavoro?”.

I criteri di assunzione delle maestranze non sono mai stati definiti, non sono stati raggiunti accordi con tutte le ditte subappaltatrici, non sono stati corrisposti agli operai neppure i crediti che vantano da tempo.

Queste le principali problematiche che alimentano la protesta dei lavoratori: queste e tante altre.

Maria Pirro

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