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“Tante
promesse e pochi fatti, dopo due anni di attesa non ci fidiamo più
neanche dei sindacati. Solo parole gettate al vento. Troppi accordi e
garanzie sulla carta: Tutti mai rispettati…”.
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Monta
la protesta degli 80 lavoratori edili del rione Terra. È scattata la
mobilitazione generale, l’ennesima manifestazione. È protesta perché
su 45 unità che dovevano essere assunte entro il 15 giugno scorso, solo
la metà sono entrate in organico: 27 su 45. E gli altri 30/35 operai
non hanno neppure date di riferimento.
Stanchi
di aspettare tempi migliori, disperati per le loro condizioni economiche
e familiari, i lavoratori edili hanno così occupato l’area di
cantiere. Sono trascorsi due anni dal blocco del cantiere: 18 mesi sono
stati impiegati per annunciare date di ripresa dei lavori e divulgare
promesse e certezze che oggi valgono meno di uno spot elettorale. Il
cantiere è stato riaperto il 14 maggio scorso: i lavori in appalto
dovrebbero essere completati in 20 mesi. Tante sono le perplessità
sollevate dagli operai.
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“Ventisette
unità non possono portare a termine le opere nei tempi e con le modalità
stabilite. Perché indugiano ancora a farci tornare al lavoro?”.
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I
criteri di assunzione delle maestranze non sono mai stati definiti, non
sono stati raggiunti accordi con tutte le ditte subappaltatrici, non
sono stati corrisposti agli operai neppure i crediti che vantano da
tempo.
Queste
le principali problematiche che alimentano la protesta dei lavoratori:
queste e tante altre.
Maria Pirro
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