|
|
Itinerarium
Antonini |
Tabula
di
Peutinger
|
Desjardins
|
Dubois
|
Johannowsky
|
M.
Napoli
|
|
PVTEOLIS-NEAPOLIM
|
X
|
-
|
X
|
-
|
X
|
-
|
|
PVTEOLIS-NEAPOLIM
per COLLES
|
-
|
-
|
-
|
X
|
IX
|
IX
|
|
PVTEOLIS-NEAPOLIM
per CRYPTAM
|
-
|
-
|
X
|
VIII
|
IX
|
V
|
|
PVTEOLIS-CRYPTAM
|
-
|
V
|
V
|
V
|
V
½
|
-
|
|
CRYPTA-NEAPOLIM
|
-
|
-
|
V
|
III
|
III
½
|
-
|
Secondo lItinerario di Antonino ci
sarebbero state X miglia di distanza tra Pozzuoli e Napoli. La Tabula Peutingeriana, poi,
riporta unicamente la distanza tra Pozzuoli e la Crypta Neapolitana, indicandola in V
miglia, mentre Desjardins proponeva di stabilire altre V miglia tra la stessa Crypta e
Napoli, considerato che la distanza complessiva doveva essere di X miglia.
Di avviso diverso era il Dubois, il quale
calcolava in X miglia la distanza tra le due città, ma solo attraverso la Via Antiniana o
Via per Colles, mentre riteneva che fosse di solo VIII miglia la Via per Cryptam. Tra gli
studiosi più recenti, va senzaltro ricordato Johannowsky, il quale, pur
localizzando solo nove miliari traianei, riteneva tuttavia che ci fossero stati pur sempre
dieci miglia di distanza tra il centro di Puteolis e quello di Neapolis; ritenendo valida
questa stessa distanza di X miglia anche per la Via per Cryptam che, tenendo conto anche
della variante traianea, doveva essere solo di poco più breve: a tal proposito, egli
contava nove miliari.
Di tutti i miliari, sia della Via per colles che
di quella per cryptam, esistenti tra Pozzuoli e Napoli, ci sono rimaste iscrizioni, in
parte lacunose, di soli sei cippi miliari, più uno dubbio, proprio il settimo.
Il primo di questi, ritrovato più vicino a
Pozzuoli, riporta la seguente iscrizione:
N° 1 (C.I.L., X,
6931) :
IMP
CAESAR DIVI NERVAE F
NERVA TRAIANVS AVG GERMANICVS
PONT MAX TRIB POT VI IMP II
COS III PATER PATRIAE VIAM
NOVAM RELICTIS ANTIQUIS ITINERIS
Tale cippo fu rinvenuto, a detta del Capaccio, nel 1604 presso li
Bagnoli, in Via Puteolana.
Il secondo cippo fu rinvenuto presso Soccavo, ed
attualmente murato nella casa colonica del fondo Frezza. Di esso è rimasta anche una
foto, ove liscrizione si legge in modo piuttosto
chiaro.
(C.I.L., X, 6926).
V
IMP CAESAR DIVI
NERVAE F NERVA
TRAIANVS AVGVstus
GERMANVS pontifex
MAXIMVS TRIBunicia
POTESTATE VI IMP II
COS IIII PATER PATRIAE
INCOHATAM A DIVO NERVA
PATRE SVO PERAGENDAM
CVRAVIT
Il terzo cippo fu ritrovato ad
Antignano: (C.I.L., X, n. 6927)
Il Mallardo così lo riporta:
VIII
IMP CAESAR DIVI
NERVAE F NERVA
TRAIANUS AVGVSTVS
GERMANICVS PONTIFex
MAXIMVS TRIBUNICIA
POTESTATE VI IMP II
CONSUL IIII PATER PATRIAE
INCOHATAM A DIVO NERVA
PATRE - SVO -
PERAGENDAM
_
Il quarto, simile al precedente, ma con la sola
variante della mancanza del segno _ sui numeri VI e IIII, fu ritrovato fuori Porta Reale,
davanti alla porta del giardino del Conte di Maddaloni, tra lattuale Chiesa dello
Spirito Santo e Piazza del Gesù. La scritta è preceduta, in alto, da una X, che sta ad
indicare il decimo miliario.
Il quinto miliario venne ritrovato, secondo
quanto riferisce Fabio Giordano, extra cryptam neapolitana:
(C.I.L., X, 6929)
IMP CAESAR L
SEPTIMVS
SEVERVS PIVS PERTINAX AVG
ARABIC ADIAB PARTHICVS maximus
PONTIFEX MAX TRIB POT VIIII
IMP CAESAR MARCVS AVREL
ANTONINVS PIVS AVC TRIB
POT IIII PROCOS
V
SET RE
A
CID P
XI
Il sesto miliario fu rinvenuto,
sempre secondo il Giordano, Eupleae, sub
domibus episcopi Spinelli. Esso fu notato
anche dal Summonte, presso Ecla, e dal Capaccio,
presso il palazzo Torella, al largo del Vasto, a
Chiaia, e poi se ne sono perse le tracce. Johannowsky lo identificò allangolo del
palazzo n° 14 di Via Monte di Dio.
n.6 (C.I.L.,X, 6930) :
VI
D - N
FL - VAL
CONSTANTINO
PIO - FEL
INVICTO - AVG
DIVI - CONSTANTI
PII - FILIO
___
Occorre aggiungerne, a proposito dei miliari traianei, un settimo, che è però considerato dubbio. Esso sarebbe stato visto dal
Pratilli nel convento di S. Maria La Libera, in via Belvedere, al Vomero
VII
IMP - CAESAR - DIVI
NERVAE - F - NERVA
TRAIANVS - AVGVSTVS
GERMANICUS - PONTIFEX
MAXIMVS - TRIBUNICIA
POTESTATE - VI - IMP - II
COS - III - PATER - PATRIAE -
INCOHATAM - A - DIVO - NERVA
PATRE - SVO - PERAGENDAM -
CVRAVIT
Unaltra testimonianza epigrafica è data da un frammento con lettere onciali, che fu
rinvenuto nei pressi della Grotta di Seiano, e che il Mommsen riporta integralmente:
C.I.L., X, 1488
viam
- a - proMONTORIO
villa - EPAVSILLIP
neGLECTAM
RATVS - V - C - CAMP
Cons - vsvi - PVBLICO
REDDIT
Inoltre, Johannowsky riteneva che
un’altra epigrafe rinvenuta a Mergellina potesse aver carattere viario:
C.I.L.,
X, 6935 :
DDD - NNN
VALENTINIANO - THEODOSIO
ET - ARCADIO - V - C - C - C
BONO - REIP
NAT
CONSTANTINI
I vari autori hanno molto discusso circa lappartenenza dei vari miliari alla
Via Antiquior, cioè alla Via per Colles, o alla Via
Nova, cioè alla Via per cryptam, oppure, ancora, alla via che
transitava per la Grotta di Seiano.
Dal Mallardo riportiamo il seguente schema, con le
attribuzioni dei miliari alle varie vie:
|
AUTORI
|
VIA
ANTIQUIOR
|
VIA
NOVA
|
SEIANO
|
|
MOMMSEN
|
2-3-4
|
5-6
|
|
|
BELOCH
|
1-2-3
|
5 e (C.I.L.X,
6908)
|
|
|
COCCHIA
|
2-3-4
|
1-5
|
|
|
NISSEN
|
2-3-4
|
|
6
|
|
DUBOIS
|
1-2-3-4
|
|
6
|
|
MILLER
|
1-2-3-4
|
5
|
6
|
Ricordiamo che il n.
- corrisponde al miliario V
- corrisponde al miliario VIII
- corrisponde al miliario X
- corrisponde al
miliario VII (C.I.L.X, 6930)
Parlando delle suddette vie, e riferendosi, in
particolare alla Grotta di Pozzuoli, Dubois dice che essa fu perforata sotto uno dei primi
imperatori (forse Claudio), e che la strada che lattraversa è quella indicata dal
Geografo Ravennate e dalla Tabula di Peutinger.
Dallo stesso Dubois sappiamo che il Nissen mostra che il tunnel
costruito da Cocceio, di cui parla Strabone, non è la Grotta di Pozzuoli (Crypta
neapolitana), ma la Grotta di Seiano, che fu costruita sotto Claudio. Dubois ritiene
probabile che nella valle del lago di Agnano, una diramazione, staccandosi dalla via
romana, raggiungesse il tunnel, come gli suggerivano le affermazioni in tal senso dello
Scherillo, che affermava di aver visto i resti di una strada antica lastricata, che, dalle
Stufe di S. Germano, si dirigeva verso Bagnoli.
La maggioranza degli studiosi ritiene che sia
esistita ununica strada che da Pozzuoli giungeva ad Agnano, dove si biforcava:
luna, la Via per Colles, raggiungeva Napoli attraverso le colline, e
laltra, la Via per CrYptam, giungeva ugualmente a Napoli, ma atraverso
la Crypta.
Infine, lo stesso Dubois ammetteva anche
lesistenza di una strada litoranea da Bagnoli al Capo Posillipo, che transitava per
la Grotta di Seiano e prolungava la cornice esistente tra Pozzuoli e Bagnoli.
|