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Pozzuoli.
Il progetto è diventato realtà: medici ed infermieri
dell’Asl Na2 operano in una corsia “senza frontiere”.
Perché l’area flegrea non è soltanto patria di miti ed eroi
leggendari, antica culla di civiltà, ma anche luogo di ricerca
e d’applicazione nel campo scientifico. |
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Notevoli
sono i risultati raggiunti con il programma di
deospedalizzazione domiciliare, un progetto pilota nel Meridione,
avviato dall’Asl Na2 il 14 giugno 1999. E la cura arriva
adesso in via telematica per quei pazienti affetti da gravi
patologie, che sarebbero altresì dovuti restare ricoverati nei
reparti di lunga degenza. |
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Scenari
d’avanguardia si iniziano a delineare nell’area a nord di
Napoli, dove il programma di deospedalizzazione domiciliare si
sta integrando con la tecnologia moderna. Dal presidio di zona
è possibile acquisire informazioni sulle condizioni
nell’ammalato, attraverso il controllo telematico dei
parametri espressi dalle macchine posizionate in loco dalla
stessa Asl. Le cure sono più umane, il paziente viene
sorvegliato 24 ore su 24 in un ambiente in cui il calore affettivo
aiuta anche la buona riuscita delle terapie e sono mantenuti
anche gli standard qualitativi garantiti in ospedale. Nel
contempo, è migliorata l’assistenza per i casi d’emergenza
che devono essere seguiti nella struttura sanitaria. |

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Il
primo degente curato 1 anno e 8 mesi fa è un 50enne
affetto da sclerosi laterale amiotrofica, una malattia che
provoca, tra l’altro, anche insufficienza respiratoria. Nel
gennaio scorso, il programma è stato allargato a pazienti con gravi patologie cardiopatiche e gastrointestinali.
Sono 16 i degenti in cura nell’area flegrea, che si appoggiano
ai presidi ospedalieri di Pozzuoli, Ischia e Giugliano. |
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Il
progetto è coordinato dall’équipe del dottor Paolo Cesaro,
primario di anestesia e rianimazione del dipartimento
emergenza.
L’ospedale
incontra così il territorio e supera, nel mondo virtuale, le
barriere della vita reale. |
Maria Pirro

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