Pianura e la Chiesa di S. Gennaro ad Corpus


 

 

 

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Come abbiamo visto, alla fine della “translatio” il corpo di S. Gennaro fu sepolto a Napoli, nella Chiesa di S. Gennaro ad Corpus. Qui fu custodito dal 315 all’ 831, allorché il principe longobardo Sicone lo fece trafugare per riportarlo a Benevento, dove il santo era stato vescovo.

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Chiesa di S. Gennaro ad Antignano:
Raffigurazione della "Translatio"

Questa Chiesa di S. Gennaro ad Corpus è identificata dalla tradizione con la Chiesa di S. Gennaro dei Poveri, risalente al III secolo ed ubicata presso le catacombe del santo, a Capodimonte.

Comunque, durante la seconda tappa della “translatio”, (dal Marciano a S. Gennaro ad Corpus), il corteo funebre, che percorreva la Via Antiniana, sostò proprio ad Antignano, per permettere il riempimento, col sangue del martire miracolosamente non ancora coagulato, di due ampolline di vetro, come è pure raffigurato dal lungo bassorilievo marmoreo esposto nell’attuale Chiesa di  S. Gennaro ad Antignano, costruita sul luogo dove, anticamente, a ricordo dell’avvenimento, era già sorta una cappella dedicata al santo, ma poi distrutta dai miscredenti.

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Chiesa di S. Gennaro ad Antignano

     Anche la Chiesa di S. Gennaro al Vomero, situata all’angolo tra via Bernini e via Solimena, ci ricorda il passaggio della “translatio“ per questi luoghi.

     Ma, ritornando alla Chiesa di S. Gennaro ad Corpus, alias S. Gennaro Extramoenia, alias S. Gennaro dei Poveri, c’è da aggiungere che nel 786, col “Patto di Arechi II”, le fu donata Pianura, uno dei territori a lungo contesi tra Napoli, divenuta a quel tempo Ducato autonomo, e la longobarda Capua.
     Fu proprio Arechi II, che aveva ampliato il già vasto territorio del Ducato di Benevento ed era ormai divenuto principe di Salerno, a volere che Pianura andasse indirettamente a Napoli, attraverso l’accreditamento di quel territorio alla Chiesa di S. Gennaro ad Corpus.

Questa concessione va probabilmente interpretata come un atto di deferenza del principe longobardo verso la Chiesa di Roma ed indirettamente verso i Franchi di Carlo Magno, tutore della Santa Sede e già conquistatore, in Italia, del Regno longobardo di Desiderio.

Purtuttavia ci chiediamo: “Ma perché questa donazione fu fatta proprio alla Chiesa di S. Gennaro ad Corpus? E se Pianura fosse il “Marciano”? Ci potremmo così spiegare la donazione di Pianura come un atto di fede di Arechi II, che volle, in tal modo rendere proprio alla Chiesa di S.Gennaro ad Corpus un territorio che le apparteneva “moralmente”, in quanto considerato “sacro” per la sepoltura del santo, e, per questo, venerato dai fedeli.

prof. Alessandro GIULIANI