Pianura: Terracina e il Marciano


 

 

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Non tutti gli studiosi sono però convinti che il MARCIANO si  sia trovato nelle immediate vicinanze della Solfatara. Ad esempio, l'archeologo Werner Johannowsky, dissertando sui luoghi attraversati dalla via Antiniana, afferma testualmente:

"Su questa via doveva esistere però anche un MARCIANUM, attestato delle vite di S. Gennaro, riportate in parte dal Mallardo. Nessuno è riuscito finora a localizzare in modo persuasivo questa località, dove sarebbe stato deposto il corpo del martire prima del trasporto definitivo a Neapolis. Come abbiamo già rilevato, esiste però tuttora una cupa MARZANO [via CINTIA, n.d.r. ], la quale corrisponde ad una strada antica che si univa alla Puteolis Neapolim  presso Terracina.  È evidente che tale nome, sfuggito finora agli studiosi, non può derivare che da un Marciano, che si doveva trovare dunque nei pressi o ad una delle estremità della cupa.

Né può destar meraviglia la presenza di questo toponimo nel territorio napoletano, dato che la gens Marcia, largamente attestata a Puteoli, non mancava a Neapolis, dove un Marcianus Felix fu arconte. Premesso ciò, è almeno assai probabile che questo Marcianum sia stato la località dove dal tronco più antico della Puteolis-Neapolim si staccavano la strada che andava nella zona di Pianura e oltre e, a quanto pare, anche la 'via per cryptam'.

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W. Johannowsky: "Contribuiti alla topografia della Campania antica.

In questo luogo, che deve essere diventato, dopo l'apertura della cripta, una specie di quadrivio, si era sviluppato, certo in seguito a ciò, un piccolo abitato, come dimostra la presenza di una terma di carattere pubblico e di edifici anche ad una certa distanza dalla strada. Inoltre ci troviamo più o meno a metà strada fra le due città, distanti ognuna poco meno di cinque miglia, e quindi nel luogo più adatto per una statio, che può essere stata l'unica della via. Difatti anche sulla Puteolis - Capuam le prime stationes si trovavano, come è provato, più che dal toponimo Quarto, dall'esistenza di edifici che hanno il carattere horrea [=magazzini, granai, n.d.r.], al IV e al V miliario da Puteoli.

Infine la zona tra Terracina ed Agnano era, oltre la conca di Agnano e l’altopiano di Antignano, l’unica vasta area coltivabile e quindi adatta allo sviluppo di grandi praedia [poderi, fondi, propietà, n.d.r.] della zona attraversata dal tronco originario della Puteolis Neapolim , sul quale avrebbe avuto luogo la traslatio sancti Januarii, mentre d'altra parte esistono nelle vicinanze di questo luogo di sosta, e precisamente sul colle S.Angelo, avanzi che sembrano appartenere ad una cappella paleocristiana".

DUE NUOVE TESI

Ampliando la nostra conoscenza del territorio, dunque, abbiamo anche letto questo studio dell'archeologo Werner Johannowsky sulla Via Antiniana. E, quando abbiamo riscontrato che anche qui si parlava di un "praedium Marcianum" che, secondo l'autore, doveva esistere nelle vicinanze di Pianura, e famoso per la sepoltura di S. Gennaro, abbiamo collegato le nostre conoscenze, studiato la questione e formulato altre due nuove tesi di collocazione e di identificazione di questa località; tesi che si discostano, in parte, da quella sostenuta da Johannowsky.

Una delle nostre teorie tende addirittura a dimostrare che tale "praedium Marcianum", o Marciano, si sia trovato proprio sul territorio di Pianura; l'altra, invece, lo colloca nelle sue immediate vicinanze (LA CINTIA).

Comunque, entrambe queste tesi situano Il MARCIANO o presso l'estremità nord della cupa MARZANO o nelle immediate vicinanze di questo punto; ipotesi, tra l'altro, non scartate, come abbiamo letto, dallo stesso Johannowsky.

Nei prossimi capitoli Esporremo queste tesi, dopo un discorso introduttivo sui Colli Leucogei.

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prof. Alessandro GIULIANI