Pianura: San Gennaro e il Marciano


 

 

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Secondo la tradizione, cessate le persecuzioni contro il Cristianesimo con l'editto di Costantino del 313, il corpo di S. Gennaro, sepolto presso la Solfatara (aprile 305) e probabilmente nel luogo dove poi sarebbe sorto il santuario del martire, fu in seguito traslato a Napoli (19 settembre 315), presso la chiesa di S. Gennaro Extramoenia, poi chiamata S.Gennaro ad Corpus, alle porte della città.

Nell'Appendice degli Atti Vaticani si legge:

"Noctu, vero, cum unaquaequae plebs sollicite suos sibi patrones rapere festinarent, Neapolitani beatum  Januarium sibi patronum tollentes a domino meruerunt. Quem quidem primo in loco qui appellatur MARCIANUS absconderunt".

"Durante la notte, in verità, affrettandosi ciascuna plebe a trafugare sollecitamente per sé  i propri patroni, i Napoletani furono assecondati dal Signore mentre prelevavano per sé come patrono il beato Gennaro. In verità, nascosero questi, in un primo momento, nel luogo che è denominato Marciano”.

Se ciò è vero, è probabile che i Napoletani, asportata la salma di S. Gennaro, l'abbiano subito risepolta, in un primo momento, nelle immediate vicinanze, ma già in territorio napoletano, come lo erano i Colli Leucogei. E lo potremmo identificare proprio ad AGNANO.

In effetti, lungo la Via Antiniana che scendeva ad Agnano nei pressi dei Pisciarelli è riportata, sulla carta topografica del 1886 della Real Casa Borbonica, una località, forse un casale, denominata MARZANO.

D' altra parte, il prelievo della salma, avvenuto nottetempo e di nascosto, doveva essere certamente un atto poco legale; e ciò spiegherebbe l' estrema cautela dei Napoletani nel nasconderla subito, per non essere sorpresi, letteralmente, col "corpo del reato”.

Pertanto, secondo questa tesi, possiamo attenerci alla tradizione e collocare il MARCIANO presso la Solfatara, individuandone il luogo preciso: al MARZANO, presso i Pisciarelli ad Agnano, tra la fonte Pisciarelli e l’antica taverna omonima.

prof. Alessandro GIULIANI