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Pianura: cenni storico-geografici


 

Pianura, così chiamata per il suo territorio pianeggiante circondato da alture, è una conca vulcanica che si estende tra le colline dei Camaldoli  a nord-est, gli Astroni a sud, la piana di Quarto ad ovest e quella di Soccavo a sud-est.

Situata ad una quota media di circa 160 metri sul livello del mare, può per questo definirsi un piccolo bassopiano. In effetti, di là dalle colline che la circondano, le località adiacenti  ad essa  si trovano tutte a quote inferiori: Soccavo, a 90 metri; Quarto, a 46; Agnano, a 3; mentre, ad occidente, il territorio di Pianura declina, dolcemente, da quota 140 di Torre Lupara fino a quota 80 della campagna dei Pisani.

Pianura: Torre Lupara

Torre Lupara

La sua collocazione geografica, situata tra le antiche poleis di Kyme, Partenope-Neapolis e Dicearchia, nonché tra l'etrusca Capua e l'osca Liternum, unitamente alla conformazione pianeggiante del suo territorio, favorirono il transito, per di qua, di antiche vie di comunicazione, ma non lo sviluppo urbanistico, ostacolato soprattutto dal terreno boscoso ed acquitrinoso, di carattere alluvionale in superficie, a causa delle piogge che scendevano dai Camaldoli e trascinavano fango.

Pianura: Mausoleo romano lungo via Montagna Spaccata

Mausoleo romano lungo Via Montagna Spaccata

Alcune iscrizioni e monete greche ritrovate sul suo territorio fanno dedurre che Pianura fosse abitata in età Repubblicana romana da nuclei di lingua greca, probabilmente appartenenti alla città di Partenope-Neapolis.

In realtà Pianura ha sempre stazionato nell’orbita napoletana fino alla caduta dell’Impero Romano, quando, con l’avvento dei longobardi  a Capua e Benevento, è stata a lungo contesa tra questi ed il Ducato di Napoli.

La prima volta che compare il nome di Pianura in documenti ufficiali risale all’anno 786, quando il principe longobardo di Salerno Arechi II, già duca di Benevento, donò il territorio di Pianura alla chiesa napoletana di S. Gennaro ad Corpus (già S. Gennaro Extramoenia), dove era stato traslato da Pozzuoli il corpo del martire : “ Sub quoque Autistite Beneventanus Princeps inter multa alia obtulit in Ecclesia Januarii per praecepti feriem locum, qui Planuria nominatur, cum omnibus rebus…”

Pianura: Masseria Spadari

Masseria Spadari

Pressoché disabitata fino intorno all’anno mille, Pianura rimase tale fino alla prima metà del XIII secolo, allorquando, con lo sfruttamento delle cave di piperno, cominciò ad essere popolata e ad essere praticata l’agricoltura e la caccia regia. Nacque così il Casal Planuriae.

Durante il 1500, a causa del fenomeno del brigantaggio, anche a Pianura, per difesa, furono costruite case-torri, come Torre Poerio e Torre Lupara, ma servirono a poco. Brigantaggio e malaria ne decimarono la popolazione. Con la “Riforma dei Casali” operata da Ferdinando il Cattolico, anche Pianura passò alle proprietà dei nobili.

Pianura: Torre Poerio

Torre Poerio

L’eruzione del Monte Nuovo nel 1538, dovette far confluire anche in questa zona un buon numero di Puteolani.

Nel 1620 il vescovo di Pozzuoli Mongiojo Galatino donò alla parrocchia di Pianura le reliquie di S. Giorgio Martire.

Nel 1670 Pianura faceva parte dei XXXVII Casali di Napoli e godeva della giurisdizione regia. Dal 1678, circa,  e fino all’abolizione della feudalità durante il periodo francese, Pianura appartenne alla nobile famiglia Grassi, il cui palazzo, detto volgarmente “Mulino”, situato in corso Duca d’Aosta, conserva ancora due bei cenotafi di epoca imperiale.

Passata sotto il regio governatorato, Pianura rimase comune a sé fino al 1926, quando, con la riforma urbanistica, diventò un nuovo quartiere di Napoli.

I suoi abitanti sono passati da 2.270 del 1927 a circa 10.000 nel 1956 ed a circa 100.000 nel 2000.


LA VIABILITA' IN EPOCA PRE-ROMANA

Anche a Pianura, in epoca pre-romana, la viabilità era determinata da sentieri naturali, possibilmente in posizione elevata, sia per motivi di sicurezza che per ragioni di praticabilità. Si utilizzavano, pertanto, i crinali delle colline, ma anche i valloni naturali.

Il percorso, tuttavia, risultava piuttosto lento e faticoso  specialmente per i carri, le cui ruote affondavano nel fango che spesso ricopriva queste strade in terra battuta.
Per questi motivi, e per altri ancora legati alla sicurezza, in territori come i Campi Flegrei erano privilegiate, nell'antichità, le vie marittime, nei collegamenti tra le città rivierasche.

Comunque, a Pianura, la principale via di comunicazione, ed anche la più antica, va identificata quasi esattamente con l'attuale Via Montagna Spaccata, che ancor oggi risulta la più importante e che attraversa in senso longitudinale la sezione meridionale della conca, lambendo le pendici settentrionali delle alture di Pigna S. Nicola e degli Astroni.
     Era questo un tratto della Via Neapolis-Kyme-Liternum. Probabilmente, doveva poi esistere anche un più diretto collegamento Neapolis-Liternum che, transitando sempre per Pianura, proseguiva per Quarto e Liternum.

In epoca pre-romana, Pianura era certamente collegata con Dicearchia, sia mediante questa stessa strada che confluiva poi ad oriente con quella che sarà poi l'antica Via Campana, sia mediante una via "per colles" attraverso i crinali degli Astroni e del Cigliano e che poi scendeva sulla via Campana lungo la via Cigliana.


LA VIABILITA' IN EPOCA ROMANA

Nel labirinto delle strade romane riguardanti Pianura vanno ricordate:

  • la Cupa di Pianura, che era il proseguimento della Cupa Marzano che da Pignatiello  portava   al  centro storico di Pianura;

  • la Via Sartania, che da Agnano-Astroni, giungeva a Tavernola e di qui, superato l'incrocio con Via Montagna Spaccata, proseguiva per Pianura attraverso l'attuale via Provinciale;

  • la Via Cavone degli Sbirri, che dalla località di Cappella Vecchia ad Agnano risaliva fino alla Cupa Marzano;

  • la 1^ Via per Quarto, che transitando per masseria S. Antonio, e Case Cancello, giungeva a Quarto in direzione nord;

  • la 2^ via per Quarto, che, invece, proseguiva per i Pisani e giungeva a Quarto attraverso il passaggio di Montagna Spaccata dove transitava la Via Campana.

prof. Alessandro GIULIANI

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 BIBLIOGRAFIA

S. MELE e R. VARCHETTA : “Pianura, angolo dei Campi Flegrei”, Napoli, 1992.