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Baia: Parco Monumentale - Ingresso -

Parco Monumentale

 

Baia: Parco Monumentale - Resti di Villa tardo-repubblicana -

I resti della villa tardo-repubblicana emersi dagli ultimi scavi

Il Parco Archeologico e Monumentale di Baia si estende per circa 14 ettari di "paesaggio storico", in cui si conservano imponenti resti archeologici rispettivamente del Palatium o residenza degli Imperatori romani a Baia (da Augusto ad Alessandro Severo) e di una grande villa tardo repubblicana.

Mentre la prima area archeologica, nota anche come Terme di Baia per la prevalente presenza di ambienti termali, fu scavata con continuità a partire dagli anni trenta e da tempo è aperta al pubblico, nell'area del Parco Monumentale solo in anni recenti è ripresa l'indagine archeologica ed è stato predisposto un percorso di visita e di collegamento con il Parco Archeologico.

Una convenzione stipulata nel 1996 con il WWF Italia - Sezione Flegrea assicura la tutela della flora e della fauna presente in quest'area.

ASPETTI NATURALISTICI

L’ area naturalistica del Parco Monumentale di Baia è  suddivisa in quattro parti: la prima è formata da sentieri con prevalenza di piante ornamentali trapiantate disposte a siepi e a filari, tra le quali, il pittosporo, il cipresso, l’oleandro, l’eucalipto, l’agave; la seconda è formata da un boschetto di pini marittimi e domestici anch’essi trapiantati; la terza è formata da una vasta area di vegetazione spontanea a macchia mediterranea che si estende attraverso un sentiero, lungo 800 metri, sul versante orientale del Parco, a ridosso dell’area portuale di Baia; la quarta è formata da alberi da frutta, e sono  il limone, il mandarino, l’arancio, il melograno, il fico, il pruno. Nel complesso sono state censite, attualmente, 81 piante.

Baia: Parco Monumentale - Indagine di scavo -

Un esempio delle indagini di scavo

Luogo di notevole interesse, è il lago Lucrino (dal latino lucrum: guadagno economico) radicalmente mutato rispetto alla forma originaria, in seguito ad una violenta eruzione che si ebbe nel 1538 proprio sulla sua costa, che provocò in una sola notte (tra il 28 e il 29 settembre) la nascita di Monte Nuovo. Nel lago Lucrino, Sergio Orata impiantò un grande allevamento di pesci (soprattutto orate, alle quali deve il suo appellativo) ed ostriche, molto rinomate e richieste nei ricchi banchetti della nobiltà romana. Le dimensioni del lago erano notevoli e comunicava sia col mare sia con l’altro lago attiguo, il Lago Averno (adibito a porto militare) dal quale si poteva accedere fino a Cuma tramite la Grotta di Cocceio. All’interno di questi ambienti vivono numerosi uccelli, tra stanziali e migratori, alcuni esemplari di mammiferi e  di rettili. Per quanto riguarda l’avifauna sono stati avvistati complessivamente 37 specie di uccelli, tra quelli stanziali vi sono infatti: il gheppio, la civetta, la ballerina bianca, lo scricciolo, il merlo, l’usignolo di fiume, il beccamoschino, l’occhiocotto, ecc.; mentre tra i migratori: il torcicollo, l’upupa, l’averla capirossa, la poiana, il cuculo, il gruccione, ecc.

A causa della presenza di alcune case coloniche all’interno del Parco, il numero dei mammiferi risulta essere abbastanza esiguo. Infatti, essi sono presenti solo con pochi esemplari di volpe, donnola, riccio, talpa e topi. Tra i rettili sono presenti il biacco, la lucertola e il geco.

Per far conoscere meglio questo patrimonio naturale dei Campi Flegrei, sono stati presentati due corsi monografici: LE PIANTE DEGLI DEI e IL PARCO REGIONALE DEI CAMPI FLEGREI.

Francesco Scarpato

DOVE SI TROVA

 


 

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