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Necropoli di via Antiniana

Nel 1991, la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, durante alcuni saggi per approvare la costruzione di una strada a scorrimento veloce, si trovò dinanzi ai resti della famosa "via Antiniana" che collegava via Celle con la via Domitiana.

Tale arteria era stata già segnalata dal Dubois all'inizio del '900 come la via Antiqua che collegava Pozzuoli con Napoli (Puteolis-Neapolim).

Lo scavo, durato 6 anni, ha consentito il rilevamento di circa 400 metri dell'antico asse viario ed è scavalcato da un ponte in ferro (molto discusso) che ha consentito l'attraversamento della recente via di comunicazione.

La vecchia "via Antiniana", trovandosi alla base delle colline circostanti, era sottoposta a frequenti eventi alluvionali e tramite la stratigrafia sono stati rilevati 10 livelli, dalla sommità al basolato, di materiale alluvionale alternati ad altrettanti strati di materiale di ripristino: segno che questa era una via di comunicazione di importanza vitale per Pozzuoli.

Ma le sorprese non finiscono qui. Al di sotto dell'Antiniana, datata intorno al I sec. d.C., si è scoperta un'altra pista che seguiva lo stesso percorso risalente al VII - VIII sec. a.C. Quest'ultima era usata dai primi coloni Greci stanziatisi a Cuma per raggiungere la neonata Partenope.

Risulta evidente però che questi si limitarono a percorrere un sentiero già battuto in passato e questo rende ancora più affascinante questa millenaria via di comunicazione.

A metà dei circa 400 metri esplorati, si apre un'altra stradina che doveva condurre ad un praedium situato sulle colline. Questa è ostacolata da un pesante blocco di marmo con dedica a Lucio Aurelio Pilade, posto in età tardo imperiale.

I primi 300 metri dell'Antiniana sono una continuità di monumenti funerari e non si conosce ancora il motivo di tale concentrazione.

La parte settentrionale della strada ospita per lo più monumenti gentilizi con alcuni mausolei.

Il mausoleo di Menander medicus

Sul lato sud invece si trovano vari edifici addossati gli uni agli altri con camere ipogee (al di sotto del piano di ingresso) ed urne cinerarie, costruiti dalla prima metà del I sec. d.C.

Particolare di urne cinerarie

 Questa zona è stata oggetto di lunghe e numerose depredazioni che non hanno lasciato quasi nulla dei corredi funerari.

La maggior parte degli oggetti è stata ritrovata nei mausolei e fanno parte del materiale espositivo della mostra "Nova Antiqua Phlegraea".


DOVE SI TROVA